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  • Mercoledì 4 marzo 2026

I numeri di lanci di missili ci dicono come sta andando la guerra

Il numero di missili balistici lanciati dall'Iran contro Israele e il Golfo è in calo, ma questo potrebbe significare molte cose

Alcuni lavoratori ispezionano un edificio colpito da un missile a Petah Tikva, Israele, 3 marzo 2026 (AP Photo/Ohad Zwigenberg)
Alcuni lavoratori ispezionano un edificio colpito da un missile a Petah Tikva, Israele, 3 marzo 2026 (AP Photo/Ohad Zwigenberg)
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I numeri dei bombardamenti iraniani nei primi quattro giorni ci dicono come sta andando la guerra. 

Il regime iraniano usa due armi per bombardare i paesi del golfo Persico e Israele: i droni modello Shahed e i missili balistici. I missili balistici sono gli ordigni che infliggono i danni più gravi. All’inizio della guerra secondo le stime il regime iraniano aveva un numero di missili balistici compreso fra duemila e tremila (sì, è una forchetta ampia, ma non era nell’interesse dell’Iran divulgare numeri precisi sulla sua scorta di missili balistici). Il 28 febbraio il regime ha lanciato più di 350 missili balistici, secondo i numeri raccolti con le segnalazioni sui media. Il 1° marzo tra i 150 e i 200. Il 2 marzo più di 120. Il 3 marzo tra i 40 e i 60. In tutto attorno ai 700 missili balistici. 

Questo calo nei lanci può essere spiegato in due modi. Il primo è che il regime iraniano starebbe perdendo la sua capacità di lanciare missili balistici. In questi giorni gli aerei americani e israeliani stanno cercando e distruggendo i veicoli lanciatori, che sono essenzialmente dei grossi camion che possono trasportare un missile, metterlo in verticale, lanciarlo e poi cambiare posizione e correre a nascondersi per non farsi trovare. E poi uscire daccapo con un altro missile.

I veicoli lanciatori a disposizione del regime iraniano all’inizio della guerra erano, sempre secondo le stime, tra i 300 e i 400. Israele sostiene di averne distrutti 300 in quattro giorni. 

Il secondo motivo è che forse il regime iraniano ha messo in pausa i lanci di missili balistici perché sta cercando di creare condizioni migliori prima di riprendere a bombardare. In questi giorni sta tentando di distruggere il sistema di radar nei paesi del Golfo che serve a vedere in tempo reale la partenza dei missili balistici dall’Iran. E ha anche abbattuto un drone da ricognizione israeliano sofisticato che era in volo sul territorio iraniano per trovare i veicoli lanciatori e segnalarli ai bombardieri. 

Meno radar nel Golfo e meno droni israeliani in volo sull’Iran sono due cose che aumenterebbero la probabilità di lanciare missili balistici con successo – dal punto di vista degli iraniani. 

Le difese aeree israeliane intercettano missili lanciati dall'Iran sopra Gerusalemme, 1° marzo 2026 (AP Photo/Mahmoud Illean)

Le difese aeree israeliane intercettano missili lanciati dall’Iran sopra Gerusalemme, 1° marzo 2026 (AP Photo/Mahmoud Illean)

Possiamo notare lo stesso andamento anche guardando ai singoli paesi bersaglio dei missili iraniani. Sabato 28 il regime iraniano ha sparato 137 missili balistici contro gli Emirati Arabi Uniti. Domenica 1° marzo 20. Lunedì 2 marzo 9. Martedì 3 marzo zero. In totale 169. 

I numeri dei missili balistici sparati contro Israele sono: sabato 28 febbraio 90 missili. Domenica 1° marzo 70 missili. Lunedì 2 marzo 25 missili. Martedì 3 marzo 20 missili. In totale 205. In entrambi i casi, Emirati e Israele, c’è stato un calo significativo nel giro di quattro giorni. Quindi la guerra sta finendo?

Non proprio: se torniamo agli Emirati Arabi Uniti, mercoledì 4 marzo i lanci iraniani sono ripresi: secondo i dati della Difesa emiratina alle 14 ora di Dubai ci sono stati 14 lanci di missili balistici dall’Iran, 65 droni e 8 lanci di missili da crociera. I missili da crociera volano radenti al suolo o alla superficie del mare e sono un po’ meno difficili da intercettare. Questi dati fanno pensare che, nonostante il calo recente, la capacità di lancio di missili del regime iraniano sia ancora discreta.