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  • Mercoledì 4 marzo 2026

Il curling senza scope

È quello delle Paralimpiadi, le cui prime partite iniziano oggi: stesse stone, stesso ghiaccio e stesse regole, ma in carrozzina e senza spazzolamento

Il norvegese Jostein Stordahl nel 2022 alle Paralimpiadi di Pechino (Steph Chambers/Getty Images)
Il norvegese Jostein Stordahl nel 2022 alle Paralimpiadi di Pechino (Steph Chambers/Getty Images)
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Il curling in carrozzina (o wheelchair curling) è la versione paralimpica del curling. La differenza principale – in termini di gioco e strategie – sta nell’assenza della fase di sweeping, lo spazzolamento del ghiaccio con le scope, che serve a correggere direzione e velocità delle stone, i sassi che scivolano sul ghiaccio. Per il resto, dimensioni del campo (il rink) e regole del gioco sono praticamente le stesse. Cambia solo il fatto che chi lancia lo fa dalla carrozzina e che non potendo beneficiare dell’altrui spazzolamento i lanci risultano ancora più difficili, perché non c’è modo di aggiustarli strada facendo.

Così come il curling olimpico, anche quello paralimpico – oggi praticato in oltre 60 paesi – è regolato dalla World Curling Federation. Ma seppur l’origine comune sia vecchia di secoli, il secondo è ben più recente: i primi Mondiali furono nel 2002 e il debutto paralimpico fu nel 2006, a Torino. Alle Paralimpiadi il curling si gioca a squadre miste, composte quindi sia da maschi che da femmine, e da quest’anno debutta anche il torneo di doppio misto.

– Leggi anche: L’isola da cui arrivano tutte le stone del curling

Nel curling in carrozzina gareggiano atlete e atleti con disabilità agli arti inferiori. Per lanciare le pietre dalla carrozzina si può usare l’extender (anche noto come delivery stick), un apposito braccio telescopico, ma ci si può anche chinare verso il ghiaccio e lanciare con la mano. In ogni caso è previsto che qualcuno possa tenere ferma la carrozzina al momento del lancio.

Come sa chi ha visto almeno qualche partita di curling nell’ultimo mese (chi non l’ha fatto?), lo spazzolamento è determinante, perché permette di sviluppare dinamiche e traiettorie di un certo tipo. Oltre a rendere più difficili i lanci, l’assenza di spazzolamento cambia quindi anche la tattica di gioco, gli obiettivi che ci si prefigge con un lancio.

Un’altra differenza tra il curling delle Olimpiadi e il curling delle Paralimpiadi è che gli end (i turni in cui è divisa la partita) sono 8 anziché 10. Per il resto: stesse stone in granito di quasi 20 chilogrammi di peso, stesso ghiaccio e stesse regole.

Non a caso le partite di curling in carrozzina saranno a Cortina, nello stadio olimpico che ha ospitato quelle delle Olimpiadi. L’obiettivo è sempre lo stesso, da ottenere con precisione di lancio e lungimiranza tattica: mettere quante più stone possibile vicino alla casa, usando i proprio turni di lancio per proteggere, bocciare o posizionare le stone in prossimità del bottone, il centro della casa. Così come pochi giorni fa alle Olimpiadi, anche nel curling in carrozzina il doppio misto ha regole un po’ diverse, che rendono le partite più vivaci fin dai primi lanci.

Il cinese Jianxin Chen alle Paralimpiadi del 2022 a Pechino (Steph Chambers/Getty Images)

Alle Paralimpiadi di Milano Cortina le partite di curling in carrozzina iniziano alle 19:05 di oggi, mercoledì 4 marzo, con il torneo di doppio misto: l’Italia gioca la sua prima contro la Corea del Sud. Dopodiché, così come alle Olimpiadi, le partite saranno frequenti. Da sabato 7 marzo inizieranno le partite del torneo a squadre miste. Ci sono alcuni casi di persone iscritte sia nel torneo a squadre che in quello di doppio misto: motivo per cui il torneo di doppio misto inizia un paio di giorni prima della cerimonia di apertura di venerdì sera a Verona.

Nel torneo a squadre miste ci sono dieci squadre e le favorite sono il Canada, l’unica squadra ad aver sempre ottenuto una medaglia dal 2006 in poi, e la Cina, che ha vinto gli ultimi due tornei paralimpici di curling in carrozzina. L’Italia, presente in quanto paese organizzatore, partecipa per la prima volta dalle Olimpiadi del 2010 di Vancouver, in Canada.

Della squadra italiana fa parte Angela Menardi, che nel 1992 partecipò alle Paralimpiadi di Albertville, in Francia, nello sci di fondo paralimpico, e che nel 2010 già era nella squadra italiana di curling in carrozzina. Per l’Italia ci sono più possibilità di medaglia nel doppio misto, dove gareggiano 8 squadre, dato che la coppia composta da Orietta Bertò e Paolo Ioriatti vinse un bronzo ai Mondiali del 2024.

Intervistata da Il Dolomiti a fine febbraio, Bertò aveva detto che, oltre ovviamente a una medaglia, l’obiettivo della loro partecipazione è far conoscere gli sport invernali paralimpici: «Se riusciremo ad avvicinare al mondo del wheelchair curling o in generale al mondo dello sport anche solo un ragazzo o una ragazza con disabilità, avremo fatto centro».

– Leggi anche: Dove si allena un campione olimpico di curling