La spiaggia cittadina di Palermo deve cambiare gestione dopo 116 anni

La Regione Sicilia ha tolto la concessione alla “Mondello Italo Belga”, per possibili infiltrazioni mafiose in una società con cui collabora

La spiaggia di Mondello (ANSA)
La spiaggia di Mondello (ANSA)

La Regione Sicilia ha tolto la concessione della spiaggia di Mondello, a Palermo, alla società Mondello Italo Belga, che l’aveva da 116 anni: al centro della decisione ci sarebbero alcune presunte infiltrazioni mafiose all’interno di un’azienda di cui la società si serviva per la manutenzione della spiaggia, la GM Edil, e alcune violazioni del contratto di concessione.

La Regione ha parlato di «gravi violazioni e inadempienze degli obblighi derivanti dalla concessione stessa»; la Mondello Italo Belga ha detto che farà ricorso al Tribunale amministrativo regionale (il TAR, il tribunale di primo grado per la giustizia amministrativa) contro il provvedimento di decadenza della concessione (è un tipo di provvedimento diverso dalla revoca, ma con lo stesso esito).

Quello sulla concessione è l’ultimo di diversi scontri tra la regione e la Mondello Italo Belga, che su quel tratto di costa esercita da anni un controllo quasi egemonico: il precedente, la scorsa estate, aveva riguardano i tornelli e le recinzioni che la società aveva messo per poter accedere a molte aree della spiaggia in quella zona, suscitando proteste.

La questione delle infiltrazioni mafiose nella GM Edil era emersa proprio dopo il caso dei tornelli, e in particolare a partire da una denuncia del deputato regionale Ismaele La Vardera, che si era già esposto contro la Mondello Italo Belga in varie occasioni. Al termine di controlli e ispezioni il prefetto di Palermo aveva emesso un’interdittiva antimafia nei confronti della GM Edil, cioè una misura cautelare con cui si vieta a un’azienda di avere rapporti economici con la pubblica amministrazione (appunto per il rischio di infiltrazione mafiosa). La Commissione antimafia della Regione aveva chiesto che alla Mondello Italo Belga venisse tolta la concessione. Nel frattempo a La Vardera era stata assegnata una scorta.

L’amministratore unico della GM Edil, l’azienda di cui si serve da tempo la Mondello Italo Belga per la manutenzione della spiaggia, è Rosario Genova, fratello di Bartolo Genova, condannato per mafia e considerato una figura di spicco della famiglia mafiosa dei Resuttana. Dai controlli della prefettura era emerso che almeno 21 dipendenti dell’azienda avessero legami familiari con la criminalità del territorio, non è chiaro di che tipo.

Al momento non ci sono informazioni su quanto i legami tra la GM Edil e la mafia influissero sull’attività della Mondello Italo Belga. Nel provvedimento di decadenza della concessione, la Regione ha specificato che non ci sono prove di dirette infiltrazioni mafiose all’interno della Mondello Italo Belga, ma che servendosi della GM Edil la società ha affidato la manutenzione della spiaggia a un’azienda che ha dimostrato «un sistematico interesse a impiegare persone vicine alla mafia».

La GM Edil non si occupava solo della manutenzione ordinaria della spiaggia, ma anche di quella di lettini, ombrelloni, sedie e cabine di legno: tutti servizi considerati essenziali e connessi alla concessione data alla Mondello Italo Belga per la gestione di quel tratto di costa. Annunciando il ricorso al TAR contro il provvedimento di decadenza della concessione, la Mondello Italo Belga ha detto che aveva già interrotto i propri rapporti con la GM Edil a novembre, dopo l’interdittiva del prefetto di Palermo.

Oltre alle presunte infiltrazioni mafiose all’interno della GM Edil, la Mondello Italo Belga è accusata anche di aver violato una serie di norme contrattuali sulla concessione, per esempio affidando servizi ad altre società senza chiedere le autorizzazioni necessarie.

Non è chiaro cosa succederà ora con la concessione della spiaggia di Mondello: il consiglio comunale di Palermo dovrà decidere se fare nuove gare d’appalto per affidarlo ad altri gestori oppure no, e l’esito della vicenda dipenderà anche dall’eventuale giudizio del TAR ed eventualmente anche del Consiglio di Stato (il tribunale d’appello per la giustizia amministrativa), nel caso in cui la Mondello Italo Belga faccia ricorso, come dice di voler fare.