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  • Sabato 28 febbraio 2026

Cosa sappiamo dell’attacco di Israele e degli Stati Uniti contro l’Iran

Che città sono state colpite, come ha risposto l'Iran, quali sono gli obiettivi dichiarati della guerra: un po' di cose in ordine

Il fumo di un'esplosione a Teheran, il 28 febbraio
Il fumo di un'esplosione a Teheran, il 28 febbraio (Mahsa/Middle East Images/ABACAPRESS.COM)
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Sabato mattina Israele e Stati Uniti hanno iniziato a bombardare l’Iran, dopo settimane di minacce e pressioni (il Post sta seguendo la notizia con un liveblog). Gli attacchi aerei hanno colpito principalmente la capitale Teheran, ma anche altre città segnalate nella mappa qui sotto.

A Teheran sono state colpite le sedi di alcuni ministeri, tra cui quello dell’Intelligence e della Difesa, e soprattutto il palazzo dove risiedeva Ali Khamenei, che è la Guida suprema e dunque la massima autorità politica e religiosa del paese. Dopo ore di indiscrezioni, sabato sera il presidente statunitense Donald Trump ha confermato l’uccisione di Ali Khamenei: è stato un momento storico per la storia dell’Iran, il più importante dalla rivoluzione del 1979 da cui nacque la Repubblica Islamica, ed è stato festeggiato da molte persone nella capitale Teheran.

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Nel corso della giornata l’Iran ha risposto agli attacchi statunitensi e israeliani lanciando missili balistici e droni contro Israele e contro le basi militari statunitensi in Qatar, Kuwait, Bahrein ed Emirati Arabi Uniti. Il governo israeliano ha chiesto alla popolazione di andare nei rifugi antiaerei e ha detto che ordinerà la mobilitazione di 70mila riservisti.

A Dubai parti di missili intercettati sono finiti a Palm Jumeirah, la famosa isola artificiale, e quattro persone sono state ferite. I voli nei due principali aeroporti di Dubai sono stati sospesi. Fra le molte persone bloccate a Dubai c’è anche il ministro della Difesa italiano, Guido Crosetto, che si trovava lì con la famiglia e non per impegni istituzionali.

Gli obiettivi statunitensi sono coerenti con la tattica rivendicata dal presidente Donald Trump e dal primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu: entrambi hanno detto che lo scopo dell’operazione è rovesciare il regime. È una grossa differenza rispetto alla guerra dell’estate scorsa, quando gli attacchi statunitensi si erano limitati a tre siti del programma nucleare.

Strade bloccate per il traffico in uscita da Teheran (Getty Images)

Secondo le fonti di Barak Ravid, un giornalista di Axios solitamente attendibile, Stati Uniti e Israele si sono divisi gli obiettivi: rispettivamente, siti missilistici gli Stati Uniti ed eliminazione della leadership iraniana Israele. In passato gli attacchi aerei israeliani erano avvenuti nel cuore della notte, ma l’esercito israeliano ha detto che quelli di sabato sono partiti alla mattina per prendere di sorpresa il regime. Qui c’è una lista dei leader del regime iraniano presi di mira dai bombardamenti mirati.

Rispetto alla guerra di giugno, il regime iraniano si era preparato con dei piani per garantire la continuità del comando, in cui è centrale Ali Larijani, il capo del Consiglio supremo di sicurezza nazionale.

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