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  • Sabato 28 febbraio 2026

Cosa sappiamo dell’attacco di Israele e degli Stati Uniti contro l’Iran

Che città sono state colpite, come ha risposto l'Iran, quali sono gli obiettivi dichiarati della guerra: un po' di cose in ordine

Il fumo di un'esplosione a Teheran, il 28 febbraio
Il fumo di un'esplosione a Teheran, il 28 febbraio (Mahsa/Middle East Images/ABACAPRESS.COM)
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Sabato mattina Israele e Stati Uniti hanno iniziato a bombardare l’Iran, dopo settimane di minacce e pressioni. Il Post sta seguendo gli attacchi con un liveblog, aggiornando le notizie man mano che arrivano.

Gli attacchi aerei hanno colpito principalmente la capitale Teheran, ma anche altre città segnalate nella mappa qui sopra. A Teheran sono state colpite le sedi di alcuni ministeri, tra cui quello dell’Intelligence e della Difesa, e soprattutto il palazzo dove solitamente risiede Ali Khamenei, che è la Guida suprema e dunque la massima autorità politica e religiosa del paese. Fonti iraniane hanno detto che Khamenei non era lì, ma non ci sono conferme e non si sa se sia ancora vivo o se sia stato ferito o ucciso nei bombardamenti. È stato inoltre attaccato l’importante complesso militare di Parchin, a sudest di Teheran.

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L’Iran ha risposto lanciando missili balistici contro Israele e contro le basi militari statunitensi in Qatar, Kuwait, Bahrein ed Emirati Arabi Uniti. Il governo israeliano ha chiesto alla popolazione di andare nei rifugi antiaerei e ha detto che ordinerà la mobilitazione di 70mila riservisti.

Gli obiettivi statunitensi sono coerenti con la tattica rivendicata dal presidente Donald Trump e dal primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu: entrambi hanno detto che lo scopo dell’operazione è rovesciare il regime. È una grossa differenza rispetto alla guerra dell’estate scorsa, quando gli attacchi statunitensi si erano limitati a tre siti del programma nucleare.

Strade bloccate per il traffico in uscita da Teheran (Getty Images)

Secondo le fonti di Barak Ravid, un giornalista di Axios solitamente attendibile, Stati Uniti e Israele si sono divisi gli obiettivi: rispettivamente, siti missilistici gli Stati Uniti ed eliminazione della leadership iraniana Israele. In passato gli attacchi aerei israeliani erano avvenuti nel cuore della notte, ma l’esercito israeliano ha detto che quelli di sabato sono partiti alla mattina per prendere di sorpresa il regime.

Rispetto alla guerra di giugno, il regime iraniano si era preparato con dei piani per garantire la continuità del comando, in cui è centrale Ali Larijani, il capo del Consiglio supremo di sicurezza nazionale.

È complicato sapere cosa succede in Iran perché al momento non funziona praticamente più la rete Internet né quella dei cellulari: non si sa se li ha bloccati il regime, che lo fece per reprimere brutalmente le proteste di gennaio, oppure se è una conseguenza dei bombardamenti alle infrastrutture. Intanto una parte degli abitanti di Teheran sta lasciando la città, creando grosse code sulle strade e autostrade in uscita.

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