È stato approvato il discusso progetto per rendere completamente pedonale Oxford Street a Londra

È stato approvato il grande e discusso progetto di pedonalizzazione di Oxford Street, la più famosa e frequentata via dello shopping di Londra. Il tratto interessato è di circa un chilometro, tra Great Portland Street e Orchard Street (quasi tutto il tratto tra le fermate della metropolitana Oxford Circus e Marble Arch). Lo ha annunciato il sindaco della città Sadiq Khan (dei Laburisti): il piano prevede che poi la pedonalizzazione si estenda al resto della via, fino alla fermata di Tottenham Court Road, per un totale di 1,9 chilometri.
Il progetto costerà circa 150 milioni di sterline (172 milioni di euro), una parte dei quali verrà chiesta ai gestori dei negozi e delle attività della via, e prevede una riqualificazione con fontane, aiuole, alberi e panchine. La chiusura al traffico comporterà la deviazione di una quindicina di linee di autobus, e questo è uno dei punti più criticati del piano, anche se Oxford Street ha già un traffico limitato: al momento la circolazione di mezzi pubblici, taxi e anche biciclette non è consentita tutto il giorno, ma solo dalle 7 del mattino alle 7 di sera. Il comune di Londra ha fatto sapere che spera di chiudere del tutto al traffico il tratto interessato entro settembre, e da lì inizieranno i lavori di riqualificazione.
Era dagli anni Sessanta che si parlava di ridurre il traffico a Oxford Street: il primo a proporre la pedonalizzazione fu nel 2004 il candidato sindaco dei Liberal-democratici, Simon Hughes. Da allora il traffico è stato limitato ai soli autobus e taxi. Khan ci aveva già provato nel 2017, durante il suo primo mandato da sindaco (è al terzo consecutivo): il piano fu allora bocciato dai Conservatori, che non solo erano al governo nazionale ma amministravano anche il borough di Westminster, il municipio dove si trova Oxford Street e uno dei 32 di Londra, che per ragioni storiche ha anche lo status di città. A differenza di allora, il Partito Laburista controlla il governo nazionale e quello locale, dove ha la maggioranza sia nell’assemblea della capitale sia in quella del municipio.
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