A Niscemi si recuperano i libri della biblioteca storica sull’orlo del precipizio
Dopo settimane di appelli di intellettuali e scrittrici sono stati messi al sicuro i primi 350, con un'operazione complessa

Lunedì i vigili del fuoco hanno iniziato a mettere al sicuro i libri di una delle due biblioteche di Niscemi, la cittadina in provincia di Caltanissetta dove parte del centro storico è collassato a causa di una grossa frana. La biblioteca si trova proprio sull’orlo del precipizio creato dalla frana, con una parte sostanzialmente sospesa nel vuoto: sono stati recuperati i primi 350 libri.
La biblioteca in cui è stata avviata l’operazione è la biblioteca “Angelo Marsiano”: fu uno storico e saggista originario proprio di Niscemi vissuto nel Novecento. La biblioteca contiene una collezione di circa 4mila volumi, appunti, manoscritti e documenti che gli eredi di Marsiano decisero di rendere accessibile al pubblico.
L’edificio è molto a rischio non solo per la posizione sul bordo della frana, ma anche per come è costruito: Salvatore Cantale, il comandante dei vigili del fuoco di Caltanissetta, ha detto a Repubblica che la biblioteca «è un unico corpo di fabbrica intelaiato» per cui «quando cadrà, cadrà tutto insieme». Tutto questo rende rischiose anche le operazioni per il recupero dei libri.

(ANSA/Ufficio stampa Vigili del fuoco)
L’operazione di lunedì è stata preparata studiando le planimetrie e le fotografie degli interni della biblioteca per capire dove e come fossero posizionati i libri. Dopodiché è stato perforato il muro di un edificio retrostante e a quel punto i vigili del fuoco sono entrati, per pochi minuti, per legare tutte le librerie, che sempre secondo il racconto di Cantale sono state trascinate per intero verso il retro per poter prendere i libri.
Per garantire la sicurezza dell’operazione sono stati utilizzati vari strumenti: un drone che trasmetteva in tempo reale, su uno schermo, le immagini della biblioteca vista dall’alto; alcuni puntatori laser posizionati sulla parte di edificio in bilico sul precipizio, in grado di rilevare movimenti minimi, e un dispositivo in grado di cogliere vibrazioni e variazioni di inclinazione della struttura.

(ANSA/Ufficio stampa Vigili del fuoco)
Per il recupero dei libri della biblioteca di Niscemi nelle scorse settimane si erano mobilitate scrittrici, giornalisti e intellettuali da varie parti d’Italia, anche su spinta di un appello promosso dalla scrittrice siciliana Stefania Auci.
I proprietari dei libri contenuti nella biblioteca, gli eredi di Marsiano, non avevano più potuto raggiungere la biblioteca dal giorno della frana, domenica 25 gennaio. Da allora sono stati evacuati gli edifici più a rischio e oltre 1.500 persone sono state costrette ad andare via dalle proprie case.
L’operazione dovrebbe proseguire nelle prossime settimane: moltissimi libri si trovano nel seminterrato della biblioteca, la parte ritenuta più a rischio: Cantale ha detto che si sta valutando di impiegare dei robot, ma che al momento a Niscemi non ce ne sono di adatti a questo scopo.
Il recupero dei libri nella biblioteca “Angelo Marsiano” fa parte di una più estesa operazione di recupero di migliaia di beni attualmente contenuti negli edifici che si trovano sul fronte della frana: la prima fase comprende quelli che si trovano a meno di 50 metri dall’inizio dello strapiombo.
La frana a Niscemi è iniziata domenica 25 gennaio intorno alle 12:30: la terra ha iniziato a muoversi facendo crepare l’asfalto e numerosi edifici, alcuni dei quali sono crollati nello strapiombo, assieme a un tratto di strada dove erano parcheggiate auto e furgoni. Da allora il fronte si sta ulteriormente allargando: la zona rossa, cioè quella dove non può entrare nessuno, è stata estesa da 100 a 150 metri dal bordo.



