Un’altra storia di truffe e sopraffazione nell’esercito russo

C'entrano un'unità d'élite dell'esercito, i rimborsi per le ferite subite e un eroe di guerra che forse non lo era

Artiglieri russi sparano con un obice semovente in Ucraina, il 13 gennaio, in una foto diffusa dal ministero della Difesa
Artiglieri russi sparano con un obice semovente in Ucraina, il 13 gennaio, in una foto diffusa dal ministero della Difesa (Russian Defense Ministry Press Service via AP)
Caricamento player

In Russia è arrivato alla fase finale un processo militare piuttosto anomalo. Una unità d’élite dell’esercito e un suo comandante, in passato celebrato dalla propaganda, sono accusati di frode sui rimborsi previsti per i soldati che vengono feriti in combattimento. Di questa storia esistono due versioni: quella delle indagini e quella del comandante, il tenente colonnello Konstantin Frolov.

Il New York Times ha parlato con Frolov prima che patteggiasse, decisione che probabilmente attenuerà la sua pena (la sentenza è prevista nei prossimi mesi). Dall’estate scorsa Frolov e altri 34 membri della 83ª brigata di assalto aereo sono accusati di avere sottratto allo stato 200 milioni di rubli, più di 2 milioni di euro, approfittandosi del programma statale che ricompensa i soldati feriti.

Secondo l’agenzia federale investigativa russa, i soldati della brigata si sarebbero procurati da soli le ferite: si sarebbero sparati per ricevere i soldi e andarsene dal fronte, con la complicità di Frolov e di altri ufficiali che chiedevano una commissione. Lo stato riconosce un milione di rubli per le ferite meno gravi e tre milioni per quelle più gravi, rispettivamente 11mila e 33mila euro: sono somme molto consistenti, specie nelle regioni più povere della Russia.

Un cartellone propagandistico per l'arruolamento a San Pietroburgo, il 24 gennaio

Un cartellone propagandistico per l’arruolamento a San Pietroburgo, il 24 gennaio (EPA/ANATOLY MALTSEV)

Frolov ha detto al New York Times che le ferite non erano false ma che lui e i commilitoni le avevano registrate più volte, questo sì, per ottenere indennizzi più elevati. Il meccanismo descritto è questo: un soldato subisce più ferite in un attacco ma gli conviene denunciarle separatamente, come se fossero avvenute in operazioni diverse, così riceve più pagamenti invece di uno solo.

È una storia imbarazzante per il regime ed è notevole – oppure sospetto, a seconda delle prospettive – che l’abbiano raccontata per primi i media russi, rigidamente controllati dal governo. Contrasta con la narrazione della propaganda secondo cui l’esercito russo sarebbe una macchina da guerra implacabile ed efficiente. È coerente invece con le ricostruzioni e le inchieste occidentali che hanno documentato estesamente abusi e vessazioni tra le truppe e la corruzione dei comandanti.

Il presidente russo, Vladimir Putin, visita un centro riabilitativo per soldati feriti in Ucraina, nel dicembre del 2024

Il presidente russo, Vladimir Putin, visita un centro riabilitativo per soldati feriti in Ucraina, nel dicembre del 2024 (Gavriil Grigorov/Kremlin Pool/Planet Pix via ZUMA Press Wire)

Peraltro l’indagine e il processo hanno sfatato la reputazione di Frolov, che era stato celebrato dal regime come un eroe di guerra, col nome di battaglia di “il giustiziere”. Tanto in un video sui canali del ministero della Difesa, quanto in un servizio del più importante canale della tv statale (Rossija 1), in cui si sosteneva che fosse voluto tornare al fronte senza essere curato con una retorica tipo quello è il posto di un ufficiale.

Le indagini hanno concluso che era falso, così come altre imprese attribuite alla brigata.

– Leggi anche: Violenze, crimini e uccisioni nell’esercito russo

Parlando con il New York Times, Frolov ha sostenuto di essere stato punito per un video in cui aveva accusato di incompetenza un funzionario del ministero della Difesa. Il giornale è riuscito a contattare alcuni soldati della brigata: hanno raccontato che esagerare sulle ferite era la prassi, che gli ufficiali chiedevano una commissione sui rimborsi e che, in generale, pagarli oppure restare feriti era l’unico modo per ottenere una licenza o una vacanza.

Un soldato dorme a bordo di un mezzo militare a San Pietroburgo, in una foto del 9 febbraio

Un soldato dorme a bordo di un mezzo militare a San Pietroburgo, in una foto del 9 febbraio (AP Photo/Dmitri Lovetsky)

Tra l’altro per la frode è sotto processo anche un altro comandante della brigata: Artem Gorodilov, che nel 2022 era in servizio in un reggimento che partecipò ai massacri durante l’occupazione di Bucha all’inizio dell’invasione (il link che segue ha immagini molto impressionanti).

Una possibilità è che il caso della truffa vada letto tra i processi-spettacolo che il regime fa periodicamente con obiettivi di deterrenza: cioè per mandare un messaggio, scoraggiare una pratica che sa diffusa, oppure che tollera solo nei casi in cui è connivente.

Per il governo punire qualcuno che considera sleale (Frolov col suo video) è funzionale a mandare un avvertimento a tutti gli altri, oppure a mostrare di stare facendo qualcosa contro un problema come la corruzione, che è risaputo ma volutamente non affrontato. La possibilità di arricchirsi, di fatto, è la principale motivazione per arruolarsi, per via degli stipendi molto alti e degli indennizzi – almeno per chi non viene costretto a farlo, o ingannato.

La 83ª brigata, intanto, è stata trasferita nella regione di Kharkiv. In passato si era parlato di lei anche perché un suo soldato aveva pubblicato un video in cui denunciava di essere senza cibo né acqua da giorni, per giustificare perché si era consegnato agli ucraini.

Come detto, questo non è l’unico scandalo che coinvolge l’esercito russo: è l’ultimo di cui ci arriva notizia. Per esempio il ministero della Difesa era stato accusato di manipolare le statistiche sulle perdite registrando come “assenti” i soldati feriti o morti, per ridurre apparentemente le perdite. Gli indennizzi erano stati al centro anche di un’altra truffa: quella delle donne che sposavano i soldati mandati al fronte solo per ottenere poi un indennizzo dopo la loro morte.

– Leggi anche: Le truffe per ottenere gli indennizzi dei soldati russi morti in Ucraina