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  • Lunedì 23 febbraio 2026

Agli Stati Uniti non piace che i medici cubani vengano a lavorare in Italia

Stanno cercando di fare pressione e isolare Cuba, e anche per questo il diplomatico Mike Hammer è in Italia in questi giorni

L'arrivo di medici cubani all'ospedale di Crema, in Lombardia, durante la pandemia, 22 marzo 2020 (Claudio Furlan/LaPresse)
L'arrivo di medici cubani all'ospedale di Crema, in Lombardia, durante la pandemia, 22 marzo 2020 (Claudio Furlan/LaPresse)

Gli Stati Uniti stanno facendo pressioni sull’Italia affinché smetta di ricorrere a medici e mediche cubane nelle aree in cui la sanità pubblica è più carente, come la Calabria. L’obiettivo del governo di Donald Trump è isolare Cuba, su cui ha imposto un blocco quasi totale delle importazioni di petrolio, far collassare la sua economia e provocare la caduta del regime comunista che la governa dal 1959. Per questa ragione da settimane l’amministrazione statunitense sta esercitando forti pressioni anche sui paesi che hanno rapporti con Cuba.

L’agenzia di stampa Bloomberg ha anticipato che questa settimana sarà in Italia Mike Hammer, incaricato d’affari statunitense a Cuba, proprio per convincere le autorità italiane a interrompere gli accordi che riguardano i medici cubani. L’incaricato d’affari esegue le stesse funzioni di un ambasciatore ma ha un rango inferiore. Il presidente della Calabria Roberto Occhiuto, di Forza Italia, ha confermato all’Ansa che si incontreranno in questi giorni, e ha detto che in effetti gli americani non si sono mai mostrati entusiasti dell’iniziativa che ha portato i medici cubani in Italia.

In Calabria ci sono circa 400 medici e mediche cubane. Avevano iniziato ad arrivare durante la pandemia grazie ad accordi tra i due paesi per aiutare il servizio sanitario locale, che da ormai due decenni è in una situazione disastrosa. Occhiuto ha ripetuto, come già aveva fatto in passato, che i medici cubani sono stati e continuano a essere fondamentali per i pronto soccorso e per gli ospedali calabresi in generale.

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Ha detto poi che quelli attualmente in servizio resteranno anche nei prossimi anni, e che c’è un accordo per far arrivare fino a mille medici da Cuba. L’ultimo rinnovo degli accordi precedenti, firmato a marzo del 2025, prevede però per ora l’arrivo di 497 medici cubani in totale fino alla fine del 2027: a novembre Occhiuto aveva detto che l’intenzione era di farne arrivare mille e che il piano era già stato concordato con Cuba.

L’amministrazione statunitense ha definito «lavoro forzato» e «tratta di esseri umani» gli accordi che prevedono l’invio di professionisti cubani all’estero, in particolare per le attività sanitaria. La sanità cubana è generalmente di alto livello, con personale molto preparato, e Cuba ha un’esperienza consolidata in missioni come quella in Calabria, tanto che i medici cubani che lavorano in altri paesi sono migliaia.

Nell’accordo è previsto che la Calabria corrisponda per ogni medico cubano un pagamento di 3.500 euro al mese alla società cubana Comercializadora de servicios médicos cubanos. Non è chiaro dall’accordo quanto di questa quota venga poi data effettivamente ai medici cubani, a cui la regione paga direttamente uno stipendio netto mensile di 1.200 euro, oltre a coprire le spese per l’alloggio. Su questo aspetto c’erano state polemiche in passato, ma è anche vero che alcuni medici cubani avevano negato che il loro potesse essere definito «lavoro forzato».

Nelle scorse settimane il Guatemala ha annunciato che nel 2026 smetterà di impiegare centinaia di medici cubani che da anni lavorano nel paese. Ha motivato la decisione dicendo che sarebbe servita a rafforzare la sanità nazionale, ma è piuttosto evidente che c’entrino le pressioni degli Stati Uniti, peraltro il primo partner commerciale del paese.

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