Quanto si guadagna vincendo una medaglia alle Olimpiadi

Ci sono i premi pagati dai paesi, diversi per ciascuno, il prestigio per gli sponsor e anche il valore della medaglia in sé

La sciatrice italiana Federica Brignone con la medaglia d'oro vinta allo slalom gigante femminile, il 15 febbraio 2026 (AP Photo/Jacquelyn Martin)
La sciatrice italiana Federica Brignone con la medaglia d'oro vinta allo slalom gigante femminile, il 15 febbraio 2026 (AP Photo/Jacquelyn Martin)
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Gli atleti e le atlete che sono saliti sul podio delle diverse gare delle Olimpiadi di Milano Cortina non hanno vinto solo una medaglia: in molti casi è previsto anche un premio in denaro. Non lo paga il Comitato olimpico internazionale, ma solitamente l’organizzazione sportiva dello Stato che gli atleti e le atlete rappresentano.

Non esiste una regola per tutti i partecipanti; sono i singoli paesi a scegliere se e quanto pagare, e non tutti lo comunicano in modo trasparente. L’Italia è tra i paesi più generosi, anche perché rispetto agli altri il sostegno finanziario allo sport è da sempre garantito più dai soldi pubblici che dai contributi privati (cioè per esempio tramite gli sponsor).

Per chi vince l’oro il Comitato olimpico nazionale, il CONI, paga 180mila euro, 90mila per l’argento e 60mila per il bronzo. Le vincite ovviamente si sommano: per esempio ad Arianna Fontana, l’atleta che ha vinto più medaglie in questa edizione – una d’oro e due d’argento –, spettano 360mila euro. Gli stessi che riceveranno Federica Brignone, che ha vinto due ori, e Francesca Lollobrigida, anche lei con due ori. Gli atleti che vincono in squadre non si dividono la somma, ma ognuno riceve il pagamento pieno (è così solo da questa edizione).

Alle Olimpiadi di Parigi 2024 il Comitato paralimpico italiano pagava un po’ meno: 100mila per l’oro, 55mila per l’argento e 35mila per il bronzo. Ancora non ci sono state comunicazioni ufficiali che chiariscano se sarà così anche per Milano Cortina 2026.

Le 30 medaglie vinte costano al CONI oltre 5 milioni e mezzo di euro, più dei 4 messi a bilancio e che dovranno quindi essere rimpinguati probabilmente dallo Stato. Non solo: per questa edizione dei Giochi il governo italiano ha anche disposto che la vincita sia del tutto esente dalle tasse, che fino a Parigi 2024 erano del 20 per cento sul totale ricevuto. Gli atleti e le atlete ricevono quindi la somma piena, e per le medaglie vinte finora lo Stato perde 1 milione e 116mila euro di gettito fiscale.

Stefania Constantini e Amos Mosaner con le medaglie di bronzo per il doppio nel curling, il 10 febbraio 2026 (AP Photo/Misper Apawu)

Molti degli altri grandi paesi europei di cui sono noti gli importi pagano meno dell’Italia: la Spagna paga 94mila euro per l’oro, 48mila per l’argento e 30mila per il bronzo (e per le medaglie vinte a squadre atlete e atleti si devono dividere il premio); la Francia dà premi di rispettivamente 80mila euro, 40mila e 20mila; la Germania 20mila, 15mila e 10mila. Nell’Unione Europea il paese che paga di più è la Polonia, che premia un oro con circa 300mila euro, un argento con circa 150mila, e un bronzo con quasi 100mila (ma è anche un paese che solitamente vince meno medaglie rispetto agli altri citati).

Il Regno Unito e la Norvegia non pagano niente, rimborsano solo le spese per partecipare ai Giochi, ma sono paesi in cui sono soprattutto i finanziamenti privati a sostenere gli sport. Lo stesso vale negli Stati Uniti, anche se i loro atleti e atlete ricevono 37.500 dollari per l’oro, 22.500 dollari per l’argento e 15mila dollari per il bronzo.

I paesi che secondo le informazioni disponibili pagano in assoluto di più sono Singapore e Hong Kong: il primo dà 740mila dollari a chi vince l’oro, 370mila per l’argento e 185mila per il bronzo; il secondo 715mila per l’oro, 357mila per l’argento e 178mila per il bronzo. Sono due paesi piccoli, ricchi, e soprattutto con pochi atleti: si cerca anche così di incentivarli alla partecipazione. Singapore ha mandato in questa edizione dei Giochi invernali solo lo sciatore Faiz Basha, che però non si è neanche classificato nello slalom gigante. Hong Kong ha invece inviato quattro atleti, tra sciatori e pattinatori, che però non hanno vinto niente.

È evidente comunque che il valore delle medaglie dipende solo in parte dal premio garantito dagli Stati: arrivare sul podio dà visibilità e prestigio, e contribuisce così ad aumentare anche gli importi dei contratti con gli sponsor.

Le pattinatrici vincitrici dei 500 metri di short track femminile, da sinistra: l’italiana Arianna Fontana, la nederlandese Xandra Velzeboer e la canadese Courtney Sarault, il 12 febbraio del 2026 (AP Photo/Ashley Landis)

Spesso una medaglia dà anche l’accesso a un sistema di infrastrutture e servizi che per gli atleti e le atlete sono importanti per continuare ad allenarsi. In Italia per esempio chi arriva sul podio alle Olimpiadi ottiene l’ingresso (o la conferma) a far parte del cosiddetto Club Olimpico, cioè un gruppo di atleti che riceve supporto tecnico e contributi per sostenere gli anni di allenamento per il quadriennio che arriva fino all’Olimpiade successiva. Chi ha vinto l’oro riceve circa 30mila euro l’anno, per l’argento e il bronzo la cifra scende intorno a 20mila.

C’è poi il valore della medaglia come oggetto, in quanto fatta in parte di vero materiale prezioso. Le medaglie d’oro quest’anno valgono molto di più delle edizioni passate, perché negli ultimi anni c’è stato un consistente aumento dei prezzi delle materie prime che le compongono. Oggi l’oro vale il doppio rispetto alle Olimpiadi di Parigi del 2024, che già erano state l’edizione in cui le medaglie valevano di più.

Le medaglie sono state realizzate dall’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato. In una medaglia d’oro, sono di oro puro solo sei grammi su un totale di 506. Il resto è d’argento. Ai prezzi attuali il valore intrinseco di una medaglia d’oro, cioè basato esclusivamente sui metalli che contiene, è intorno ai 2.000 euro. Le medaglie d’argento hanno un valore di circa circa 1.200 euro. Le medaglie di bronzo sono realizzate in rame e, con un peso di 420 grammi, valgono pochi euro.

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