Per salvare le grotte di Polignano dall’erosione servono le iniezioni di cemento
I lavori di messa in sicurezza per evitare i crolli – ormai frequenti – prevendono interventi piuttosto massicci

La regione Puglia sta mettendo in sicurezza le grotte sulla costa di Polignano a Mare, vicino a Bari, per evitare che le pareti crollino a causa dell’erosione del mare. La cittadina è arroccata su scogliere calcaree a picco sul mare, famose per la loro bellezza che ogni anno attira migliaia di turisti da tutto il mondo e per una competizione internazionale di tuffi possibile proprio grazie alla loro caratteristica conformazione. Le grotte si trovano sotto a piazze, negozi e abitazioni, e in estate sono visitate da turisti in barca e in canoa. In passato ci sono già stati crolli e distacchi di porzioni di roccia.
Il geologo Alessandro Reina ha spiegato alla Repubblica che le grotte si sono formate attraverso l’erosione differenziata – cioè a velocità diverse – dei due materiali che compongono le scogliere: il calcare, che è compatto, e la calcarenite, che è invece una roccia più friabile. Le cause dell’erosione sono soprattutto il movimento delle onde e l’acqua salata del mare, che filtra nella calcarenite e occupa gli spazi vuoti tra i granuli. Asciugandosi e solidificandosi, i cristalli di sale contenuti nell’acqua aumentano di volume e fanno sbriciolare la roccia.
Gennaro Ranieri, docente universitario di ingegneria idraulica e commissario regionale per il dissesto idrogeologico, sta coordinando le operazioni di messa in sicurezza delle grotte, che consistono in iniezioni di cemento nelle fessure e nelle cavità, installazioni di reti d’acciaio e chiodature, cioè l’inserimento di barre di metallo nella roccia per renderla più solida. In superficie, invece, è stato proibito ai residenti e ai proprietari di ristoranti e attività commerciali di scavare seminterrati e cisterne. Il sindaco di Polignano a Mare, Vito Carrieri, ha detto di voler garantire la sicurezza attraverso questi interventi piuttosto invasivi, ma che non pregiudicano la bellezza delle grotte.
In una delle grotte più famose, quella di Pietropaolo, i lavori di consolidamento sono iniziati già da due anni, ma al momento sono fermi e riprenderanno in primavera perché per intervenire servono condizioni meteo favorevoli per diversi giorni. È una grotta poco profonda ma molto alta e sul fondo del mare si vedono già diversi massi crollati negli anni passati. I lavori della grotta Ardito delle Caldaie, poco distante, consisteranno invece nella messa in sicurezza delle pareti e in un intervento sulla pavimentazione della piazza sovrastante.
L’erosione è un problema che riguarda tutte le coste della Puglia: la scorsa settimana in Salento una violenta mareggiata ha fatto crollare un famoso arco di pietra dei faraglioni di Sant’Andrea, vicino a Lecce, e martedì un tratto di lungomare a Bari è crollato sempre a causa del maltempo.
Pochi giorni fa la regione ha approvato un finanziamento di quasi 16 milioni di euro per alcuni interventi contro l’erosione delle coste basse, cioè spiagge di sabbia o ciottoli, che il mare tende a portare via. Il piano prevede quattro interventi nei comuni di Rodi Garganico e Zapponeta, in provincia di Foggia, a Massafra, in provincia di Taranto, e a Ostuni, in provincia di Brindisi.



