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  • Giovedì 19 febbraio 2026

Il presidente polacco ha messo il veto alla riforma della giustizia

Quella voluta dal governo europeista di Tusk per restituire indipendenza alla magistratura e ribaltare le riforme fatte dall'estrema destra di cui il presidente fa parte

Karol Nawrocki, 8 settembre 2025 (AP Photo/Mindaugas Kulbis)
Karol Nawrocki, 8 settembre 2025 (AP Photo/Mindaugas Kulbis)
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Il presidente della Polonia Karol Nawrocki, del partito di estrema destra Diritto e Giustizia (PiS), ha messo il veto e dunque bloccato un disegno di legge votato dal parlamento e voluto dal governo europeista di Donald Tusk che intendeva restituire indipendenza alla magistratura, ribaltando le riforme di direzione opposta fatte dal governo precedente.

Il Consiglio nazionale della magistratura, l’organo che sceglie e nomina i giudici e ne propone gli avanzamenti di carriera, era stato riformato nel 2017 dal governo nazionalista di Diritto e Giustizia che, tra le altre cose, aveva trasferito alla camera bassa del parlamento il potere di nominare più della metà dei 25 funzionari del Consiglio: fino ad allora erano stati altri giudici a eleggerli.

A quella del 2017 erano seguite diverse riforme che di fatto avevano permesso a Diritto e Giustizia di controllare la magistratura e i tribunali polacchi: su tutte la creazione di una commissione disciplinare interna alla Corte costituzionale che aveva come obiettivo sanzionare i giudici ritenuti eccessivamente politicizzati. Le riforme erano state giudicate da molti, compresa la Corte europea dei diritti umani e la Corte di giustizia dell’Unione Europea, incompatibili con la separazione dei poteri su cui si basano le democrazie, ed erano diventate la ragione principale di uno scontro istituzionale con l’Unione.

Quello stallo, che riguardava anche diverse altre decisioni di Diritto e Giustizia, aveva sostanzialmente interrotto l’erogazione di fondi europei alla Polonia: non aveva ricevuto né i soldi del Next Generation EU, detto anche Recovery Fund, cioè il grande piano di finanziamenti accordati dall’Unione ai paesi membri per contenere la crisi economica innescata dalla pandemia, né i cosiddetti fondi di coesione, cioè i soldi del bilancio pluriennale dell’Unione Europea che vengono distribuiti soprattutto agli Stati più poveri.

Durante la campagna elettorale per le parlamentari del 2023 Donald Tusk, che poi aveva vinto, aveva promesso di intervenire sulle riforme dei suoi predecessori e di riportare il sistema giudiziario polacco a una forma più vicina a quella degli altri paesi dell’Unione. Nel giugno del 2025 però era stato eletto come presidente Karol Nawrocki e aveva posto il veto a molte leggi approvate dal parlamento dimostrandosi disposto a usare i propri poteri per realizzare le priorità di PiS e mettere in difficoltà il governo, che da tempo denuncia i suoi interventi definendoli un «sabotaggio legislativo».

Il testo del nuovo disegno di legge era stato adottato da entrambe le Camere del parlamento. Il presidente ha giustificato il proprio veto dicendo che il testo è «chiaramente incostituzionale e potrebbe essere utilizzato come strumento per rimuovere i giudici che l’attuale governo teme».

I veti di Nawrocki stanno rendendo il governo di Tusk debole e inefficace, e probabilmente rafforzeranno Diritto e Giustizia in vista delle prossime elezioni, che per il momento sono previste a ottobre del 2027.