Andateci voi a giocare a nord del Circolo polare artico
Affrontare il Bodø/Glimt in Norvegia è complicato anche per le migliori squadre di calcio europee: l'ultima a scoprirlo è stata l'Inter

Mercoledì sera l’Inter ha perso 3-1 in casa del Bodø/Glimt nell’andata dei playoff di Champions League, complicandosi parecchio le cose per la qualificazione agli ottavi di finale. Il Bodø/Glimt viene dalla cittadina norvegese di Bodø (Glimt vuol dire fulmine), circa 42mila abitanti e soprattutto 300 chilometri a nord del Circolo polare artico. È il posto più a nord in cui si sia mai giocata la Champions League, e anche per le più forti squadre d’Europa è una trasferta complicata per motivi logistici, climatici e calcistici. Un mese fa il Manchester City ci ha perso 3-1. A novembre la Juventus riuscì a vincere 3-2 nei minuti finali, dopo essere stata a lungo in svantaggio.
Negli ultimi anni il Bodø/Glimt è una presenza abituale nei tornei europei. La prima volta che diventò noto in Italia fu nel 2020, quando nei preliminari di Europa League giocò contro il Milan a San Siro: perse per 3-2, ma si fece notare per lo stile di gioco ambizioso. Dopo quella partita, il Milan decise di acquistare dal Bodø/Glimt Jens Petter Hauge, attaccante che due anni fa è tornato a giocare in Norvegia, e ieri ha segnato un pregevole gol all’Inter.
Da quel momento il Bodø/Glimt ha giocato due volte la Conference League, due volte l’Europa League e quest’anno ha esordito in Champions League, riuscendo a qualificarsi per i playoff proprio grazie alla vittoria contro il Manchester City nella prima fase. In tutto ha giocato 27 partite in casa, vincendone 17: sono parecchie, considerando che ha quasi sempre affrontato squadre più ricche e attrezzate.
Se si allarga lo sguardo anche alle fasi di qualificazione dei tornei, che si giocano in estate contro squadre invece spesso sconosciute, il Bodø/Glimt arriva a 34 vittorie in 43 partite europee giocate in casa, un dato abbastanza eccezionale. Nell’ottobre del 2021 la Roma, allenata da José Mourinho, ci perse per 6-1. La scorsa stagione ai quarti di finale di Europa League eliminò la Lazio.

(Danilo Di Giovanni/Getty Images)
Giocare nel piccolo stadio del Bodø/Glimt, 8mila posti, è difficile. Com’è prevedibile, fa freddo: l’Inter ha giocato a circa 7 gradi sotto zero, e con un vento gelido che rendeva la temperatura percepita ancor più bassa. Fino al giorno prima nevicava. Il campo, inoltre, non è in erba naturale, ma sintetica (sempre per motivi legati al freddo). In Europa pochissimi stadi hanno il campo sintetico, e le squadre non sono quindi abituate a giocarci. La palla scorre e rimbalza in modo diverso, e anche correre e cambiare direzione non è proprio lo stesso, e questo agevola le squadre come il Bodø/Glimt che invece ci giocano sempre, e lo conoscono meglio.
Non sono però solo freddo ed erba sintetica a rendere difficile affrontare il Bodø/Glimt, soprattutto in trasferta. È infatti una squadra che gioca in modo aggressivo, all’attacco, che fa molto pressing e veloci azioni di ripartenza. Fino a nemmeno dieci anni fa non aveva mai vinto un campionato e giocava nella seconda serie norvegese. In pochi anni, grazie soprattutto al lavoro di Kjetil Knutsen e della dirigenza, è diventata la miglior squadra di Norvegia. Dal 2019 ha vinto 4 volte il campionato, e altre 2 è arrivata seconda.
Ci sono vari articoli di approfondimento, italiani e internazionali, che raccontano come Knutsen abbia cambiato radicalmente il modo di allenarsi e di giocare della squadra, puntando innanzitutto sull’intensità. L’unione di questa intensità e del clima del Circolo polare artico rende le partite in casa del Bodø/Glimt fisicamente sfiancanti anche per le migliori squadre europee. Nel frattempo la dirigenza ha costruito un sistema che le consente di portare a Bodø quasi tutti i migliori talenti norvegesi, puntando anche su una certa continuità tattica e sportiva: Knutsen è l’allenatore dal 2018.



