• Libri
  • Mercoledì 18 febbraio 2026

È tutto un cinema

Esce oggi in libreria "Cinemino?", il nuovo numero di COSE Spiegate bene sui film e su tutto quello che ci sta intorno

Il nuovo numero di COSE Spiegate bene, la rivista del Post dedicata a spiegare singoli temi e arrivata al suo quinto anno di pubblicazione, si intitola Cinemino? ed è dedicato al cinema: ai film, ma anche ai cinema, intesi come luoghi, spazi e abitudini collettive che negli anni hanno dato forma al modo in cui guardiamo le storie sullo schermo.

Nel tempo sono cambiate molte cose. Guardiamo i film in modi diversi, non solo nelle sale ma anche in televisione, sui computer e persino sugli smartphone. Sono cambiate alcune scelte stilistiche (perché i film sono sempre più scuri?), sono nate nuove professioni (che lavoro fa un intimacy coordinator?), è cambiato il ruolo delle star, che oggi spesso guadagnano più con pubblicità di scarpe e cosmetici che con i film. Eppure, alcune discussioni restano sorprendentemente stabili: Quarto potere continua a essere un riferimento fondamentale, il dibattito sul doppiaggio torna ciclicamente, e continuiamo a citare Fantozzi a cinquant’anni dall’uscita del primo film.

Di queste cose — di ciò che cambia e di ciò che resta — parla Cinemino?, che da oggi si può acquistare in libreria, sul sito del Post (con spedizione gratuita) oppure nelle librerie online di Amazon, Bookdealer, Feltrinelli e IBS. Qui sotto pubblichiamo l’introduzione al numero, scritta dal peraltro direttore editoriale del Post Luca Sofri, intitolata “I titoli di testa”.

* * *

Chissà come mai da bambini è così frequente l’errore di chiamare «cimena» il cinema. Ci saranno senz’altro delle ragioni fonetiche, di maggiore familiarità naturale o culturale rispetto alla successione delle emme e delle enne. Ma è anche una precoce dimostrazione di quanto sia sfuggente la definizione di cosa sia, il cinema, e di quali parole usare per cosa. In un modo simile a quel che capita con i libri – fu la prima cosa di cui parlammo
in queste pagine, nel primo numero di COSE Spiegate bene – chiamiamo cinema sia un contenitore che un contenuto; ma in questo caso contenitore e contenuto si alternano i ruoli: il cinema comprende anche i cinema (i cinemi!), e i cinema ospitano il cinema.

Era quindi già nelle cose da sempre che i significati si confondessero: ancora prima che ci trovassimo, come oggi, a cercare di definire delle categorie per quello che adesso vediamo soprattutto fuori dai cinema. Avevamo già cominciato a guardare i film in televisione, ma ancora ci sembrava un po’ un piccolo cinema: dove qualcuno decideva per noi cosa farci vedere a quel determinato orario, e poi molto tempo dopo il passaggio istituzionale nei veri cinema. Ci siamo poi sistemati, in questi anni, in consuetudini e meccanismi che privilegiano la comodità, la ricchezza dell’offerta e il risparmio rispetto alla qualità del prodotto e dell’esperienza: come già eravamo stati indotti a fare con la musica e anche con l’informazione. I cinema – nel senso dei cinema – ne stanno pagando le conseguenze così come avvenne ai vinili e al loro indotto, e così come avvenne ai giornali e al giornalismo: ma quei precedenti ci dimostrano che si possono raggiungere condizioni di equilibrio e di convivenza delle rispettive esperienze e dei rispettivi mercati.

Nel frattempo l’essersi radunate in uno stesso contenitore – un computer, uno smartphone, un tablet, una smart tv – ha anche molto attenuato le distinzioni tra i film e le serie: «cinema» e «tv» non sono più due categorie alternative, e malgrado la «serialità» sia senz’altro un aspetto discriminante, la pubblicazione simultanea di tutti gli episodi di una serie ha ulteriormente avvicinato il binge watching all’esperienza di guardare un lungo film. I due formati sono diventati anche molto più permeabili in termini di attori e attrici che li frequentano, per non dire della nostra disponibilità di spettatori a sceglierne l’uno o l’altro quando ci troviamo in quella spesso sfinente condizione di sfogliare le offerte sulle piattaforme di streaming.

Non è la prima volta che COSE Spiegate bene sceglie un argomento molto esteso, molto familiare, molto attuale, e prova a intaccarne un po’ le semplificazioni e le generalizzazioni, e a rivelare le contraddizioni che ospita, a cominciare da quelle linguistiche. Lo abbiamo fatto con le questioni di genere, con le «droghe», con gli stessi libri, con la cosiddetta giustizia, e in altri casi ancora. Col cinema la tentazione è arrivata dalle grandi opportunità di spiegare cosa è successo prima e tutto intorno a quelle nostre serate sul divano, o nella poltrona della sala buia; ma anche da un altro fattore che ci è sempre caro, quello di avere a che fare con ambiti in grande cambiamento e trasformazione e che mantengono però un ruolo centrale nelle vite e nelle costruzioni di riferimenti culturali. A volte condivisi e a volte molto personali.

Siamo in tempi in cui in ogni mercatino vintage si trovano quelle affascinanti file di seggioline di legno pieghevoli (belle, eh: ma che poi a mettersele in casa sono spraticissime) e in cui la faccia di DiCaprio ci si presenta nelle dimensioni alternative di alcuni metri o di alcuni millimetri. E un’altra convivenza di opposti è quella tra il futuro del cinema, i suoi cambiamenti, e il radicamento del passato del cinema nel nostro «bagaglio culturale» ed emotivo: gran parte del mondo che frequentiamo, dei suoi luoghi, dei suoi linguaggi, dei suoi modelli morali, sentimentali, pedagogici, è stata costruita da tutto il cinema che è venuto prima, e ne viene adattata e arricchita continuamente. Non è nemmeno sempre un bene: il cinema, come ogni opera artistica e culturale, può creare pure modelli criticabili o discutibili, a cominciare da miti emotivi e sentimentali illusori fino a percorsi umani poco edificanti. Averne consapevolezza, e di tante altre cose molto pratiche e «reali» di cui è fatta «la magia» è anche in questo caso un lavoro utile, e crea una lettura affascinante.

* * *

Cinemino? è illustrato da Stefano Summo, e contiene contributi di Arianna Cavallo, Francesca d’Aloja, Pietro Grossi e Gabriele Niola. Questo diciassettesimo numero di COSE Spiegate bene, che segue i numeri in cui raccontiamo oggetti, corpo umano e musica, può essere acquistato, oltre che nelle librerie, sul sito del Post e nelle librerie online di Amazon, Feltrinelli e IBS.

Qui la pagina dello shop per acquistarlo sul sito del Post, con spedizione gratuita.