L’Ucraina sta riuscendo a recuperare terreno, lentamente

Con un'avanzata molto limitata che però è la più consistente dal 2023: c'entra il blocco di Starlink ai soldati russi

Soldati ucraini pilotano droni, in una foto scattata vicino alla linea del fronte dalle parti di Kostyantynivka, il 17 febbraio
Soldati ucraini pilotano droni, in una foto scattata vicino alla linea del fronte dalle parti di Kostyantynivka, il 17 febbraio (Iryna Rybakova/Ukraine's 93rd Mechanized Brigade via AP)

La settimana scorsa, tra mercoledì e domenica, l’esercito ucraino ha riconquistato 200 chilometri quadrati di territorio occupati dalla Russia: è l’avanzata più consistente dal giugno del 2023, cioè dai tempi della sua ultima vera controffensiva. Gli ucraini hanno approfittato della disconnessione dei russi dal sistema di comunicazione satellitare Starlink, avvenuta una decina di giorni fa: era previsto mettesse in difficoltà la Russia, e sta succedendo.

Il dato dei chilometri quadrati ha avuto risonanza sui media perché smentisce la propaganda russa – e una certa percezione occidentale – secondo cui la resistenza ucraina sarebbe allo stremo e l’avanzata dei russi inevitabile. In realtà le forze russe avanzano, ma lentissimamente, di pochi chilometri l’anno in un paese molto vasto. I 200 chilometri quadrati riconquistati dall’Ucraina la settimana scorsa equivalgono a tutti gli avanzamenti della Russia nell’intero mese di dicembre.

È presto però per parlare di una nuova controffensiva, cioè di un’operazione militare su larga scala. L’Institute for the Study of War, il think tank statunitense da cui provengono i dati citati dai media, ha chiarito che al momento sono in corso contrattacchi limitati a specifici settori del fronte. I successi non vanno neppure sminuiti: l’esercito ucraino è avanzato soprattutto dalle parti di Zaporizhzhia, dove i russi stavano preparando nuovi attacchi.

Soldati ucraini durante un'esercitazione nella regione di Kharkiv

Soldati ucraini durante un’esercitazione nella regione di Kharkiv, il 13 febbraio (AP Photo/Andrii Marienko)

Anche se è presto per misurare l’efficacia dei contrattacchi, e per sapere se continueranno, sono comunque una conferma delle difficoltà operative russe senza Starlink.

Il sistema Starlink – di proprietà dell’imprenditore Elon Musk – è composto da una rete di circa novemila satelliti che forniscono connessione internet ai terminali di ricezione a terra, e gli ucraini lo usano dall’inizio della guerra. I russi non potrebbero comprare i terminali di Starlink a causa delle sanzioni statunitensi, ma li hanno trafugati illegalmente e inviati al fronte, consentendo anche ai propri soldati di connettersi.

A gennaio il governo ucraino aveva ottenuto dall’azienda di Elon Musk un blocco di tutti i terminali del servizio tranne quelli registrati dal governo stesso in una lista. A inizio febbraio i terminali dei russi hanno smesso di funzionare.

– Leggi anche: L’esercito russo non ha più Starlink

Gli analisti militari avevano pronosticato che senza le connessioni protette garantite da Starlink gli ucraini avrebbero potuto intercettare le comunicazioni delle forze russe, scoprendo così la loro posizione e i loro piani. L’assenza di connessioni protette ha ridotto anche l’efficacia dei droni: gli ucraini hanno potuto fare attacchi via terra con veicoli corazzati, che sono piuttosto rari proprio perché solitamente esposti ai droni.

In questi giorni il governo russo ha ammesso che non dispone più di Starlink da due settimane, minimizzandone però le conseguenze. Oltre ai contrattacchi, anche le ricostruzioni dell’esercito ucraino (che ovviamente non sono disinteressate) suggeriscono il contrario.

I negoziati tra Stati Uniti, Ucraina e Russia per la fine della guerra, a Ginevra in Svizzera, il 17 febbraio

I negoziati tra Stati Uniti, Ucraina e Russia per la fine della guerra, finora inconcludenti, a Ginevra in Svizzera, il 17 febbraio (Ukrainian National Security and Defense Council press office via AP)

Un’unità di cyberspionaggio ha raccontato di avere raggirato alcuni soldati russi, spacciandosi per un servizio in grado di ripristinare la loro connessione Starlink in cambio di denaro. I russi ci sarebbero cascati, pagando l’equivalente di 5mila euro che l’unità ha trasferito all’esercito ucraino, e finendo per rivelare pure la loro posizione. Gli ucraini sostengono sia un segnale di quant’è disperato l’esercito nemico senza Starlink.

L’intelligence militare ucraina (HUR) ha detto che ha intercettato comunicazioni in cui i soldati russi si lamentavano delle alternative fornite dai comandanti e, in particolare, del servizio GSS di Gazprom (l’azienda energetica del regime che ha ramificazioni in vari altri settori). GSS non ha le stesse capacità di Starlink, ha solo cinque satelliti contro novemila, e aveva usi noti esclusivamente civili. L’intelligence inoltre ha identificato 31 persone ucraine che si sarebbero offerte di abbonarsi a Starlink al posto dei russi.

Il governo russo sta comunque cercando alternative a Starlink e, mesi fa, aveva annunciato che intendeva lanciare la propria rete di satelliti per le comunicazioni internet. Il progetto però richiederà anni per essere realizzato: il lancio dei primi 16 satelliti su 300 previsti, che era inizialmente programmato per fine 2025, è stato rinviato al 2026.