Hollywood è preoccupata per questo finto video di Tom Cruise e Brad Pitt che fanno a cazzotti

È stato fatto con un software di AI dell'azienda cinese di TikTok ed è molto realistico, ma che sia davvero una minaccia è oggetto di dibattito

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Con un post sul proprio blog la società di tecnologia cinese ByteDance, quella che controlla TikTok, ha annunciato la nuova versione del suo modello per la creazione di video tramite intelligenza artificiale generativa, Seedance 2.0. Già le versioni precedenti erano considerate tra le migliori in circolazione, ma i miglioramenti sono stati significativi. Nonostante al momento il software sia utilizzabile solo in Cina, la qualità e il realismo dei primi video pubblicati dagli utenti con la nuova versione hanno provocato reazioni diverse: preoccupate o scettiche tra chi lavora nel mondo del cinema, e arrabbiate tra chi tutela il diritto d’autore.

Il video più commentato in queste ore mette insieme tutte queste questioni: l’ha creato il regista irlandese Ruari Robinson e mostra Tom Cruise e Brad Pitt in una scazzottata sul tetto di un palazzo al tramonto. Ne esistono due versioni, in quella che circola di più ci sono anche delle battute pronunciate dai due (con voci identiche a quelle degli attori) che ironizzano sugli Epstein files.

Come per qualsiasi altro sistema di intelligenza artificiale generativa anche Seedance utilizza una banca dati grandissima di film e materiale televisivo coperto da diritto d’autore. È impossibile stabilire esattamente cosa venga usato e quando, ma è chiaro nei casi in cui sono coinvolti volti noti o marchi riconoscibili o personaggi sottoposti a copyright.

Rispetto alle versioni precedenti Seedance 2.0 non è solo in grado di fare meglio lo stesso lavoro, ma permette di caricare fino a nove immagini, tre clip video e tre file audio come riferimenti da cui il sistema si può ispirare per facce, ambienti, colori o qualsiasi altro elemento. Inoltre tiene conto dei movimenti di camera e li sa accoppiare molto bene con i contemporanei movimenti dei soggetti. In questa maniera i video non solo sono più vicini alla richiesta dell’utente ma sono più coerenti, cioè i volti ma anche gli ambienti e i movimenti dei corpi o degli oggetti non cambiano stile, apparenza o fattezze nel corso dei video. Al momento per generare filmati di massimo 15 secondi con Seedance 2.0 si deve passare attraverso Byteplus o l’applicazione Dreamina di Capcut, ma solo se si risiede in Cina. Secondo ByteDance a fine febbraio dovrebbe diventare disponibile anche negli altri paesi.

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ByteDance è anche la società proprietaria di TikTok, ed è lì che in prima battuta sono stati condivisi la maggior parte dei video creati con Seedance, e poi sull’altro grande social network cinese Weibo; su X stanno circolando delle ricondivisioni. Oltre ai video con Tom Cruise e Brad Pitt ne stanno girando altri con attori famosi, personaggi di finzione noti e anche con attori minori. Peter Yang, esperto di AI e product manager del videogioco Roblox, ha sintetizzato bene la reazione della maggior parte delle associazioni di professionisti dell’audiovisivo in queste prime ore: «Tutto ciò che ho visto di questo modello (Seedance 2) è una violazione del copyright».

Charles Rivkin, il CEO della MPA, l’associazione di categoria di produttori e distributori americani, che quindi rappresenta Disney, Universal, Netflix, Warner, Sony/Columbia e Paramount, ha pubblicato un comunicato denunciando l’enorme violazione di copyright consentita da ByteDance e il fatto che non abbiano previsto misure di salvaguardia della proprietà intellettuale. Chiede quindi che ByteDance interrompa «immediatamente questa violazione».

Quello a cui Rivkin fa riferimento quando parla di salvaguardia del copyright è l’accordo stretto dalla MPA con OpenAI, la più famosa tra le società che sviluppano sistemi di intelligenza artificiale (quelli di ChatGPT). Quell’accordo obbliga la loro IA che genera video, Sora, a impedire la generazione di video con immagini o suoni protetti da diritto d’autore a meno che qualcuno, come ha fatto Disney, non scelga di autorizzarlo. Non è chiaro se ByteDance abbia intenzione di lavorare alla stessa maniera con gli studios.

Reazioni di questo tipo sono arrivate in occasione del rilascio di ogni nuova versione di un modello di intelligenza artificiale generativa che crea video. Sono in linea di massima espressione delle opinioni delle persone più avverse all’intelligenza artificiale, i professionisti che temono per il proprio lavoro. Uno dei più rappresentativi è stato Rhett Reese, sceneggiatore dei tre film Marvel su Deadpool, che nel ricondividere il video con Tom Cruise e Brad Pitt ha commentato: «Mi dispiace doverlo dire. Ma per noi è finita». In un altro post ha poi specificato di essere spaventato dal fatto che questa tecnologia causerà la perdita di moltissimi posti di lavoro, potenzialmente anche il suo, perché l’industria «sta per essere rivoluzionata/decimata».

Una delle poche voci a far notare cosa manchi in questi video, cioè la creatività, è stata quella della sceneggiatrice della serie animata Rick & Morty, Heather Anne Campbell, che su BlueSky ha scritto: «Tutte queste persone che hanno avuto accesso a Seedance, e che hanno la possibilità di creare qualsiasi cosa possano immaginare, stanno facendo fanfiction. A quanto pare anche quando hai risorse illimitate per creare qualcosa di fotorealistico è molto difficile fare qualcosa di nuovo. È come se le idee originali fossero la parte più dura».

Al momento l’intelligenza artificiale è ampiamente utilizzata nella produzione di film in tutto il mondo più che altro come supporto. La usano gli sceneggiatori per farsi venire idee o correggere sceneggiature, la usano i montatori, chi si occupa del suono e molto chi si occupa di effetti visivi per previsualizzare o sveltire alcuni processi del loro lavoro. Nessuno ancora lascia a un’intelligenza artificiale la generazione del proprio lavoro da zero. I vari sindacati di ogni categoria inoltre lavorano attivamente perché in tutti i contratti collettivi siano inserite clausole che impediscano alle produzioni di sostituire lavoratori con software.

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Parte della paura di molti però non è solo di essere sostituiti, ma che quelle che per tanti anni sono state delle barriere che hanno impedito a chiunque di fare film, cioè il costo elevato di una produzione e la disponibilità di tanti professionisti al lavoro per mesi, vengano eliminate dalla tecnologia. Come fa notare sempre Reese questo vorrebbe dire che chiunque, da solo, potrebbe creare prodotti paragonabili a quelli delle produzioni maggiori. È noto infatti che da tempo e in tante parti del mondo strumenti di intelligenza artificiale generativa sono usati da chi non ha accesso a mezzi di produzione professionali per colmare questa mancanza e produrre cortometraggi. Quel tipo di utenti considera modelli come Seedance 2.0 non come una minaccia, ma come un’opportunità.