La Russia sta limitando l’accesso a Telegram
Secondo il fondatore dell'app di messaggistica lo starebbe facendo per promuovere un'app voluta dal governo

Roskomnadzor, l’agenzia statale russa che si occupa di telecomunicazioni, ha imposto restrizioni sull’uso della popolare app di messaggistica Telegram, che ha accusato di non fare abbastanza per contrastare le frodi che avvengono sull’app e per proteggere i dati personali degli utenti.
In particolare, Roskomnadzor ha limitato la velocità di connessione all’app (in gergo tecnico throttling): questo sta causando problemi a molti utenti, che faticano ad accedere e segnalano lentezza nei download. Roskomnadzor lo ha annunciato martedì, ma le segnalazioni di disagi vanno avanti da diversi giorni in tutta la Russia, segno che probabilmente l’agenzia aveva iniziato a imporre restrizioni a Telegram già prima dell’annuncio.
Telegram è un’app molto diffusa in Russia, dove ha milioni di utenti ed è usata per comunicazioni ufficiali da parte di leader politici e militari. È usata anche per informarsi, specialmente su quello che succede nella guerra in Ucraina: è per esempio il canale principale con cui comunicano i milblogger (“blogger militari”), ossia giornalisti e analisti molto di parte che spesso viaggiano con l’esercito russo.
La Russia esercita da tempo un forte controllo sui social media e sulle app di messaggistica: nel 2022 aveva definito la società statunitense Meta un’organizzazione terroristica e aveva bloccato l’uso di due social network del gruppo, Facebook e Instagram. WhatsApp all’epoca era rimasto attivo ma successivamente erano stati limitati alcuni servizi. Aveva anche cercato di bloccare Telegram tra il 2018 e il 2020, ma non ci era riuscita; la società aveva scelto di spostare la sede negli Emirati Arabi Uniti per evitare le pressioni del governo russo.
Il fondatore di Telegram Pavel Durov ha risposto accusando Roskomnadzor di voler portare le persone russe a passare a MAX, l’app di messaggistica sostenuta dal governo, che secondo diversi esperti e dissidenti potrebbe essere usata per controllare le conversazioni private dei cittadini. Durov è nato in Russia, ma la lasciò nel 2014 dopo essersi rifiutato di condividere con il governo i dati degli utenti di un altro social network che aveva fondato, VK (molto noto in Russia). Da anni vive a Dubai.
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