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  • Martedì 10 febbraio 2026

L’Ucraina venderà armi all’Europa

Può sembrare un controsenso ma le sta già producendo in diversi paesi europei: si parla soprattutto di droni

Un soldato ucraino fa volare un drone, dicembre 2025 (AP Photo/Evgeniy Maloletka)
Un soldato ucraino fa volare un drone, dicembre 2025 (AP Photo/Evgeniy Maloletka)
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Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha annunciato che l’Ucraina aprirà dieci nuovi «centri di esportazione» in alcuni paesi europei per produrre e vendere armi, in particolar modo droni. Ma questi nuovi centri di esportazione saranno di fatto fabbriche di armi ucraine in territorio europeo, probabilmente gestite in partnership con aziende locali. Le armi ucraine prodotte in Europa potranno contribuire allo sforzo bellico dell’Ucraina contro la Russia, ma saranno in buona parte vendute agli stessi paesi europei.

Le fabbriche di armi ucraine sono già aperte nel Regno Unito, in Danimarca e in Germania. Zelensky ha detto che entro metà febbraio la fabbrica tedesca produrrà il primo drone da combattimento. Altre ne apriranno nei paesi baltici.

La creazione di questi centri fa parte di un programma di «esportazioni controllate» delle armi ucraine che è in elaborazione dalla metà dell’anno scorso.

Fino allo scorso ottobre, a causa della guerra, alle aziende di armi ucraine era vietato di esportare, perché tutte le armi disponibili erano necessarie per lo sforzo bellico. In questi anni di guerra, grazie all’urgenza e agli ingenti investimenti, le aziende ucraine di armi sono cresciute enormemente e hanno migliorato la qualità dei loro prodotti al punto da diventare appetibili per il mercato europeo. Soprattutto, hanno ampliato la propria capacità produttiva tanto da aver generato un surplus.

Significa che le aziende ucraine hanno la capacità di produrre molte più armi di quelle che producono attualmente, ma non possono farlo perché non hanno abbastanza investimenti, operai o strutture adeguate alla produzione. Un buon esempio sono i droni: attualmente l’Ucraina ne produce circa quattro milioni all’anno, ma si stima che le sue aziende avrebbero la capacità per produrne otto milioni. (Occhio: questo non significa che l’Ucraina non abbia più bisogno delle armi occidentali. Il paese ha sviluppato competenze nella produzione di alcune armi, ma dipende ancora dall’estero per molti sistemi d’arma complessi ed essenziali, come per esempio quelli di difesa aerea).

Una fabbrica di droni in Ucraina, dicembre 2025 (AP Photo/Evgeniy Maloletka)

Davanti a questo surplus di capacità produttiva, espandere più di tanto le aziende di armi ucraine all’interno del paese è complicato. Da una parte perché mancano gli investimenti: gli investitori privati occidentali non si fidano a mettere i propri soldi in Ucraina, a causa della guerra e dell’instabilità politica. Dall’altra perché la creazione di complessi produttivi troppo estesi potrebbe renderli un bersaglio dei bombardamenti russi. In Ucraina inoltre scarseggiano gli operai specializzati, molti dei quali sono finiti al fronte a combattere.

Per questo, a ottobre, il governo di Zelensky ha accettato di eliminare il divieto di esportazione di armi, ma in maniera, appunto, «controllata», tramite accordi con i paesi europei e l’apertura dei centri di esportazione. In questo modo le aziende ucraine potranno sviluppare appieno la propria capacità produttiva approfittando della forte richiesta di armi da parte del mercato europeo. Tutti i proventi delle esportazioni saranno poi reindirizzati nell’acquisto di altre armi necessarie per portare avanti la guerra contro la Russia.

– Leggi anche: La più letale e avanzata azienda di armi dell’Ucraina