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  • Domenica 8 febbraio 2026

Ora Trump vuole la pace fra Russia e Ucraina entro giugno

Ma i negoziati non fanno progressi, soprattutto sulla questione dei territori nel Donbas

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky a Vilnius, in Lituania, il 25 gennaio 2026 (AP Photo/Mindaugas Kulbis)
Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky a Vilnius, in Lituania, il 25 gennaio 2026 (AP Photo/Mindaugas Kulbis)
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Negli ultimi giorni per la prima volta sono circolate delle ipotetiche date per la firma della pace fra Russia e Ucraina: l’agenzia Reuters ha scritto di un piano per chiudere le trattative entro marzo, lo stesso presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha detto che gli Stati Uniti hanno indicato una sorta di scadenza «entro giugno». Le date ravvicinate però non sono un segno che si siano ridotte le enormi distanze fra i due paesi sui termini della pace e soprattutto sulle concessioni territoriali. Anche la guerra sul campo e i bombardamenti non sono rallentati: fra sabato e domenica la Russia ha attaccato le strutture energetiche ucraine con grande intensità.

La scadenza di giugno sarebbe stata imposta dall’amministrazione di Donald Trump per mettere pressioni alle due parti e per chiudere la questione prima che la campagna elettorale statunitense per le elezioni di metà mandato (previste e novembre) entri nella sua fase più intensa. Trump vorrebbe avere un risultato importante da presentare e al tempo stesso più tempo per concentrarsi sulla campagna interna. «L’America ha fretta», ha detto Zelensky, rendendo pubblica anche l’offerta statunitense di un incontro fra le parti negli Stati Uniti, probabilmente a Miami, già la prossima settimana.

Il primo incontro a tre di due settimane fa ad Abu Dhabi non aveva risolto le questioni principali, ossia le garanzie future sulla sicurezza per l’Ucraina e la sovranità sul Donbas: la Russia chiede il ritiro totale dell’esercito ucraino e di annettere anche le aree che ancora non controlla, proposta ritenuta irricevibile dall’Ucraina; gli Stati Uniti sostengono l’idea di  “una zona economica libera”, una proposta piuttosto vaga e sbilanciata a favore della Russia che prevederebbe una zona demilitarizzata nelle aree ora controllate dall’Ucraina.

Vladimir Putin con Jared Kushner e Steve Witkoff al Cremlino il 22 gennaio 2026 (Alexander Kazakov/Sputnik, Kremlin Pool Photo via AP)

Secondo fonti diplomatiche anonime citate dal Washington Post, dopo quell’incontro i negoziatori statunitensi guidati dall’inviato speciale di Trump Steve Witkoff e da Jared Kushner (genero e consigliere del presidente) avrebbero discusso con l’Ucraina un ambizioso calendario che prevede la firma della pace a marzo e un referendum ed elezioni presidenziali in Ucraina a maggio.

Ogni trattato di pace che preveda concessioni territoriali deve essere sottoposto a referendum popolare in Ucraina. A questo si affiancherebbero le elezioni per il successore di Zelensky, il cui mandato sarebbe dovuto scadere a maggio del 2024 ed è stato prolungato per l’impossibilità di organizzare elezioni dopo l’invasione russa. L’ipotesi di riuscire a organizzarle in così breve tempo appare però poco realistica.

La distribuzione di cibo caldo a Kiev, il 7 febbraio 2026 (AP Photo/Sergei Grits)

Zelensky venerdì ha anche detto che secondo fonti di intelligence ucraine Stati Uniti e Russia starebbero trattando accordi economici futuri del valore di 12.000 miliardi di dollari, che potrebbero riguardare anche questioni relative «alla sovranità o alla sicurezza dell’Ucraina».

Gli Stati Uniti hanno anche riproposto una tregua agli attacchi sulle strutture energetiche, a cui l’Ucraina ha detto di essere favorevole. Nella notte di venerdì e in quella di sabato la Russia ha colpito con centinaia di droni e decine di missili (rispettivamente 400 e 40 solo sabato) centrali e sottostazioni di distribuzione elettriche: la compagnia elettrica Ukrenergo ha comunicato che sono state colpite le strutture energetiche di otto regioni. Molte città e regioni ucraine sono spesso lasciate senza corrente elettrica e senza riscaldamento, durante un inverno particolarmente rigido.