L’ultimo classificato della discesa libera
Lo slalomista irlandese Cormac Comerford è stato l’ultimo a partire ed è arrivato ultimo: ma lui è contento così, e lo rivedremo
di Gabriele Gargantini

Le Olimpiadi invernali sono spesso fonte di storie peculiari di atleti, atlete e squadre che chissà come finiscono a fare quello sport lì, da quel paese lì: la squadra di bob della Giamaica, la bobbista dell’outback australiano, l’improbabile slalomista del Marocco. Non sempre, però, queste storie arrivano da paese esotici o lontanissimi. A volte la difficoltà, la stranezza, sta semplicemente nel vivere dove fare quello sport è assai inconsueto.
È il caso di Cormac Comerford, 29enne sciatore irlandese, ultimo a partire nella discesa libera olimpica di Bormio, «con gli occhi addosso di tutti, quando la pista è ormai al suo peggio», dice all’arrivo. Era il suo debutto olimpico, nella prima gara delle Olimpiadi di Milano Cortina, il 7 febbraio. Comerford è arrivato ultimo, ma felice. E pure motivato: è tra i pochissimi che punta a gareggiare in tutte e quattro le specialità dello sci alpino: dopo la discesa libera, proverà a fare super-G, slalom gigante e slalom speciale. Saranno giorni intensi per lui, tra prove e gare.
Comerford è nato nel 1996 a Dublino e iniziò a sciare lì vicino a otto anni: su una pista da sci artificiale lunga meno di duecento metri, con setole di plastica al posto della neve. Lui la chiama «dry slope», pista secca. All’inizio continuò a praticare altri sport, tra gli altri il rugby e il calcio gaelico, poi le vacanze sulle Alpi con la famiglia (che si facevano nonostante una madre appassionata di vela) divennero allenamenti e poi gare.
Comerford racconta che alle Olimpiadi del 2010 vide l’irlandese Shane O’Connor in gara nello slalom, e decise di fare come lui. Gareggia da anni, con presenze ai Mondiali e in Coppa del Mondo, ma nella maggior parte dei casi in gare di livello inferiore, come la Coppa Europa o altre competizioni nazionali.

Comerford alla partenza di una discesa di prova, il 6 febbraio (Photo by Christian Petersen/Getty Images)
Già per le precedenti tre Olimpiadi invernali aveva superato i criteri minimi per qualificarsi, ma l’Irlanda aveva solo un posto, che andò tutte le volte a un altro.
Comerford non è scarso: nel 2021 arrivò 23esimo ai Mondiali di Cortina, nello slalom. Dice di sentirsi uno slalomista e di aver fatto la discesa libera per l’esperienza, e per avere una storia in più da raccontare. L’obiettivo nello slalom è di arrivare nei primi 30: la gara sarà molto meno temuta, e quindi parecchio più partecipata rispetto alla discesa libera, che ha avuto 36 partenti. Non sarà affatto facile finire nei primi 30, quindi. Nella discesa libera invece è finito 34esimo su 34, con più di 12 secondi di ritardo dal vincitore, lo svizzero Franjo von Allmen.
Laureato in ingegneria meccanica, Comerford incastra la carriera da sciatore con un lavoro a tempo pieno: l’ha trovato tramite la federazione sportiva irlandese, e quindi gli permette di prendersi il tempo per lo sci. Dopo aver mancato le Olimpiadi nel 2022 smise di gareggiare per un paio d’anni: doveva laurearsi e trovare un lavoro, ed era deluso dalle Olimpiadi mancate, ma poi ha scelto di riprovarci per Milano Cortina.

Comerford durante la prova del 6 febbraio (AP Photo/Julia Demaree Nikhinson)
Per comprarsi l’attrezzatura di sicurezza necessaria ha avviato una raccolta fondi da cui ha ottenuto circa tremila euro. È obbligatorio, per esempio, indossare il cosiddetto airbag, che nel suo caso si era attivato e aperto già mercoledì: «Sono caduto dopo un terzo di discesa, durante la prima prova. Non ha di certo aumentato la fiducia nei miei mezzi, ma alla fine ce l’ho fatta». Non si è fatto nulla, ma “resettare” l’airbag è stato un piccolo costo extra non previsto, per cui ha speso circa un centinaio di euro.
Comerford è uno dei quattro irlandesi alle Olimpiadi invernali: la federazione ha un suo team, compreso l’allenatore italiano Giorgio Marchesini, ma è l’unico nello sci maschile. La federazione irlandese degli sport invernali lo sostiene negli eventi principali, ma la gran parte del suo tempo la passa allenandosi con l’Untitled Ski Team (“senza titolo”).
Del team fa parte anche Winston Tang, atleta della Guinea Bissau, che farà lo slalom ed è il primo atleta di sempre del suo paese alle Olimpiadi invernali, e altri tre sciatori di Bosnia ed Erzegovina, Grecia e Armenia, che però non sono riusciti a qualificarsi alle Olimpiadi.
L’Untitled Ski Team è un gruppo di atleti di paesi piccoli, perlomeno per quanto riguarda lo sci alpino, che si mettono insieme per unire sponsor, risorse e competenze. E perché, dice Comerford, «a essere uno sciatore irlandese finisce che ti senti solo».



