La polizia ha pubblicato una foto degli scontri di Torino modificata con l’AI
L'immagine è stata chiaramente ritoccata per risultare più nitida ed efficace rispetto all'originale

Negli scorsi giorni la polizia ha pubblicato sui suoi profili social ufficiali una foto che mostra un momento degli scontri tra i manifestanti e le forze dell’ordine avvenuti sabato pomeriggio a Torino, durante il corteo contro lo sgombero del centro sociale Askatasuna. La foto, però, non è autentica: è stata modificata con l’intelligenza artificiale. Nell’immagine, infatti, ci sono diversi dettagli strani o non coerenti con il video della stessa scena diffuso online. Il fotografo Michele Lapini è stato uno dei primi a segnalarlo con un post su Facebook, seguito dal sito Facta.news.
Askatasuna, poliziotto aggredito e preso a martellate a Torino.
Le immagini mostrano l’agente a terra, colpito da un gruppo di persone: https://t.co/66LssIj1pE pic.twitter.com/s7yBXkyQ0Z
— Adnkronos (@Adnkronos) January 31, 2026
Il video da cui ha avuto origine la foto era stato pubblicato dal quotidiano Torino Oggi ed era circolato molto nei giorni successivi alla manifestazione. Mostra un gruppo di manifestanti che aggredisce con calci, pugni e martellate un poliziotto rimasto isolato dai colleghi. Alla fine del video si vede un altro poliziotto che arriva a soccorrere il collega e lo trascina via. La foto pubblicata dalla polizia è molto simile al fermo immagine di questa sequenza, che probabilmente è stato sottoposto all’intelligenza artificiale come immagine base da modificare per renderla più nitida e drammatica, e quindi più efficace.

La foto pubblicata su Facebook dall’account ufficiale della polizia di Stato.
La foto manipolata appare decisamente più a fuoco rispetto al video, e contiene alcuni errori ed elementi dovuti all’intervento di un software di intelligenza artificiale. Anche il sistema di riconoscimento Hive Moderation, sempre più utilizzato per riconoscere la genuinità di immagini trovate online, ritiene che la foto in questione sia stata generata dall’intelligenza artificiale con un grado di certezza del 99%.
Sul casco dell’agente in piedi, per esempio, al posto della scritta “polizia” ci sono segni poco riconoscibili, non compatibili nemmeno con una scritta rovinata o sbiadita. La stessa parola sulla giacca del poliziotto in ginocchio ha un taglio strano sulla lettera “O”, in corrispondenza della mano del collega e della sua ombra. È un errore tipico dell’intelligenza artificiale, che tende a rendere in modo approssimativo le parti dell’immagine su cui si concentra di meno il nostro sguardo.
Ci sono poi delle incongruenze con la scena ripresa nel video. Nel video l’agente che arriva a soccorrere il collega indossa una maschera antigas, mentre nella foto no. Il volto creato dall’intelligenza artificiale, poi, è ritratto con un paio di baffi e non corrisponde alla faccia dell’agente che è effettivamente intervenuto. Che invece ha la barba, come si vede nelle sue interviste. Anche il poliziotto soccorso nella foto ha i capelli più lunghi di quelli che ha in realtà.
Nemmeno il contesto della foto è compatibile con il luogo dove è avvenuta l’aggressione: nel video si vede un’auto bianca parcheggiata sul lato destro, sullo sfondo una ringhiera di metallo che poggia su un muretto e una strada asfaltata con un marciapiede. Nella foto, invece, l’auto e il muretto non ci sono. La ringhiera arriva direttamente fino a terra, ma nel lato sinistro dell’immagine si interrompe a metà in modo piuttosto irrealistico. La strada, invece, sembra fatta in parte di asfalto, in parte di sanpietrini e non c’è il gradino del marciapiede. Lo sfondo poi è parzialmente illuminato dai fari e dai lampeggianti di un’auto della polizia, cosa che rende la foto ancora più carica.
Prima che la polizia la pubblicasse, la foto aveva già iniziato a circolare online con alcune alterazioni. La sera del 31 gennaio alcuni utenti di Facebook e X avevano condiviso immagini più nitide rispetto al video, nelle quali il poliziotto soccorso aveva già i capelli più lunghi, e non si vedeva il volto del collega in piedi, che invece teneva in mano uno scudo con uno strano riflesso verde.

La foto senza il volto del poliziotto, pubblicata da alcuni utenti sui social la sera del 31 gennaio.
La mattina successiva, alle 9:14, un sindacato dei carabinieri aveva pubblicato su Facebook una foto molto simile, ma con il volto dell’agente visibile e uno scudo dal colore ancora più incongruo.
La stessa foto, tagliata e leggermente modificata con un’ombra in basso, è stata ripubblicata un’ora e mezza dopo, alle 10:45, sull’account Facebook della polizia penitenziaria, che nel post ha taggato anche l’account della polizia di Stato.
Alle 14:06 l’account ufficiale della polizia di Stato ha pubblicato su Facebook una foto quasi uguale, con ulteriori modifiche. L’immagine è stata ripresa intera, togliendo però lo scudo.
Dopo alcune segnalazioni, la foto ora è stata parzialmente oscurata sia su Facebook che su Instagram, con un banner che avvisa che potrebbe trattarsi di un’immagine alterata. Lapini, inoltre, ha detto che la piattaforma ha oscurato anche il post su Facebook in cui denunciava la falsificazione, perché contiene a sua volta la foto alterata.
Al momento la polizia non ha commentato la sua scelta di pubblicare un’immagine del genere.



