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  • Mercoledì 4 febbraio 2026

Cosa vuole ottenere Xi Jinping da tutte le epurazioni nell’esercito cinese

Potrebbe diventare più debole nel breve termine, ma anche molto più accentrato e pericoloso nei prossimi anni: c'entra anche Taiwan

Un membro della guardia d'onore dell'esercito cinese, 2025 (Maxim Shemetov/Pool Photo via AP)
Un membro della guardia d'onore dell'esercito cinese, 2025 (Maxim Shemetov/Pool Photo via AP)
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Le epurazioni volute dal presidente della Cina Xi Jinping hanno svuotato la leadership delle forze armate cinesi. Non è un’esagerazione: in un paio d’anni Xi ha espulso, costretto al ritiro o fatto sparire decine di generali, fino a Zhang Youxia, il più alto in grado di tutta la catena di comando, messo sotto indagine a fine gennaio.

La Commissione militare centrale, l’organo direttivo dell’esercito che originariamente aveva sette membri, ora ne ha solo due: lo stesso Xi e il generale Zhang Shengmin, che è stato nominato a ottobre. Le epurazioni però sono molto più profonde. Il New York Times ha individuato 30 generali che all’inizio del 2023 erano a capo di alcuni dei comandi più importanti dell’esercito. Di questi soltanto cinque sono ancora in carica. Molti dei generali epurati sono stati rimpiazzati, e poi anche i rimpiazzi sono stati eliminati.

Il modo in cui funzionano le epurazioni può variare: alcuni generali sono stati formalmente incriminati, altri espulsi dall’esercito, ma molti sono semplicemente spariti, nel senso che hanno smesso di presenziare agli eventi pubblici e nessuno sa cosa sia successo loro. Ora la domanda che tutti gli osservatori si stanno facendo è: il secondo esercito più importante del mondo sarà indebolito o si sta rafforzando? La questione riguarda anche Taiwan, l’isola che la Cina rivendica come propria ma che si governa in maniera democratica e di fatto indipendente.

Secondo gli annunci pubblici di Xi Jinping, l’esercito cinese sarebbe dovuto diventare una forza militare moderna entro il 2027, l’anno che coincide con il centesimo anniversario della sua fondazione e quello del prossimo Congresso del Partito Comunista (moderna significa: in grado di combattere una guerra nel Ventunesimo secolo). Un’analisi molto nota dell’intelligence statunitense sosteneva che Xi, in segreto, avesse dato un obiettivo ulteriore ai suoi generali: entro il 2027 l’esercito avrebbe dovuto essere pronto a invadere Taiwan. Questo non significa che ci fosse in programma un’invasione, ma che l’esercito avrebbe dovuto avere le capacità per metterla in atto con successo. Ora però i generali a cui Xi aveva dato questi ordini sono stati epurati praticamente tutti.

Zhang Youxia nel 2025 (AP Photo/Ng Han Guan)

Zhang Youxia nel 2025 (AP Photo/Ng Han Guan)

La propaganda del Partito Comunista ha presentato queste epurazioni come una mossa necessaria per rafforzare l’esercito: il quotidiano ufficiale delle forze armate cinesi ha scritto che ci saranno «dolore e difficoltà di breve termine», ma che questo servirà a rendere l’esercito migliore. Il Quotidiano del Popolo, il più importante giornale statale cinese, ha scritto, usando una metafora tipica dell’epoca del maoismo, che è necessario «rimuovere la carne marcia per generarne di nuova».

Ci sono precedenti a operazioni di questo tipo. Tra il 1937 e il 1938, durante il periodo del cosiddetto “Grande terrore”, Josif Stalin eliminò circa il 90 per cento della leadership militare dell’Unione Sovietica, usando più o meno le stesse giustificazioni: era necessario eliminare i generali non abbastanza fedeli alla causa per mantenere intatta la purezza ideologica del Partito e delle forze armate, e per assicurare la completa lealtà nei confronti del leader.

L’idea che molti esperti si stanno facendo è che nell’immediato l’esercito cinese potrebbe risultare indebolito, e che l’obiettivo di ottenere le capacità militari per conquistare Taiwan si sia allontanato. Una delle ragioni è che la gran parte dei generali epurati apparteneva a divisioni operative, che quindi si occupavano della gestione concreta delle operazioni militari. Le epurazioni «hanno temporaneamente ridotto i rischi che il Partito Comunista Cinese lanci una guerra su larga scala», ha detto al New York Times Kou Chien-wen, docente di Scienza politica alla National Chengchi University di Taipei, a Taiwan.

In generale però quasi tutti concordano sul fatto che sul medio e lungo periodo le epurazioni potrebbero rendere l’esercito più efficiente, se Xi Jinping sarà in grado di selezionare nuovi generali capaci e più adeguati alla guerra moderna.

(Maxim Shemetov/Pool Photo via AP)

(Maxim Shemetov/Pool Photo via AP)

Qui però arrivano anche i rischi, e non soltanto per la Cina: i vecchi generali erano ritenuti autorevoli e potenti a sufficienza da tenere testa a Xi Jinping e contrastare le sue eventuali decisioni imprudenti. Zhang Youxia, per esempio, era un amico d’infanzia di Xi Jinping, i loro padri avevano combattuto insieme durante la Guerra civile, e aveva una propria cerchia di potere e di persone a lui fedeli. Questo gli garantiva un certo grado di autonomia rispetto a Xi, e la capacità di tenergli testa. Poteva discutere le sue decisioni e proporre alternative. Zhang, peraltro, aveva combattuto nella guerra tra la Cina e il Vietnam del 1979: benché non fosse un moderato, era un ufficiale che aveva bene in mente gli orrori dei conflitti militari.

Ora che tutti i vecchi generali sono stati epurati, Xi potrebbe selezionare la nuova classe dirigente dell’esercito sulla base non delle capacità ma della lealtà e della conformità ideologica. Anche nel caso in cui scegliesse gli ufficiali più capaci, tutti dovrebbero a lui il proprio posto. Questo gli consentirebbe di ottenere il controllo assoluto delle forze armate. Ma al tempo stesso significherebbe che Xi non ha più nessuno in grado di tenergli testa, e nessuno capace di dirgli se le sue decisioni militari sono sbagliate.