È stato condannato all’ergastolo Ryan Wesley Routh, l’uomo che tentò di uccidere Donald Trump durante la campagna elettorale del 2024

È stato condannato all’ergastolo Ryan Wesley Routh, l’uomo giudicato colpevole per aver tentato di uccidere il presidente degli Stati Uniti Donald Trump durante la campagna elettorale del 2024. Alla sentenza a vita i giudici hanno aggiunto anche sette anni per reati legati al possesso di armi. Routh si era dichiarato non colpevole, e a processo aveva scelto di difendersi da solo. Per l’udienza in cui era prevista la sentenza gli era stato assegnato un avvocato d’ufficio, che ha tentato senza successo di ridurre la pena a 27 anni.
I fatti risalgono a settembre di quell’anno, quando Trump era candidato alla presidenza (venne eletto poco dopo): Routh si appostò per diverse ore con il suo fucile nel golf club di proprietà di Trump a West Palm Beach, in Florida, e secondo i giudici stava solo aspettando di avere Trump sotto tiro per sparare. Venne però avvistato da un agente del Secret Service (la scorta di presidenti, vice presidenti e candidati), che sventò l’attentato; Routh scappò ma venne catturato poco dopo grazie a un testimone, e in seguito venne ritrovata anche una lettera in cui confessava le sue intenzioni.
Quello di Routh era stato il secondo attentato a Trump durante quella campagna elettorale: poco prima a Butler, in Pennsylvania, un uomo aveva sparato all’allora candidato durante un comizio, ferendolo all’orecchio, e poi era stato ucciso.
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