L’amministrazione Trump ha avviato un’indagine contro Nike per discriminazione delle persone bianche

(AP Photo/Mahesh Kumar A.)
(AP Photo/Mahesh Kumar A.)

Negli Stati Uniti la Commissione per le pari opportunità professionali, un’agenzia federale che fa capo al governo e che si occupa di discriminazioni sul posto di lavoro, ha fatto sapere di star indagando Nike per «discriminazione razziale sistemica» delle persone bianche. È il primo grande caso avviato dall’agenzia dopo che a gennaio il presidente Donald Trump aveva nominato Andrea Lucas alla presidenza: Lucas è una funzionaria nota per la sua vicinanza a posizioni di destra e contraria alle politiche di diversità e inclusione (D.E.I.), cioè i programmi per tutelare minoranze e categorie marginalizzate.

L’indagine è in corso da diversi mesi, ma è stata resa nota ora perché la Commissione si è rivolta a un tribunale affinché l’azienda, tra le più grandi nel settore dell’abbigliamento sportivo, fornisca alcune informazioni utili ai fini dell’indagine, di cui non sono stati forniti altri dettagli. L’ipotesi della Commissione è che Nike abbia discriminato dipendenti e candidati sulla base del fatto che erano bianchi, ma non ha reso note eventuali denunce specifiche. L’avvocato di Nike ha definito la richiesta «ampia, ambigua e gravosa». Secondo vari giornali statunitensi questa indagine potrebbe essere un segnale alle altre grosse aziende del paese, che in alcuni casi nei mesi passati si erano già mosse per interrompere le politiche D.E.I. dopo che Trump le aveva più volte attaccate, provando a smantellarle.