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  • Mercoledì 4 febbraio 2026

Cosa c’è nei nuovi “Epstein files”

Da giorni circolano milioni di pagine con foto, insinuazioni e pettegolezzi, che stanno avendo conseguenze anche fuori dagli Stati Uniti

Alcuni degli Epstein file pubblicati dal dipartimento della Giustizia statunitense (AP Photo/Jon Elswick)
Alcuni degli Epstein files pubblicati dal dipartimento di Giustizia statunitense (AP Photo/Jon Elswick)

Nei milioni di pagine degli “Epstein files” pubblicate venerdì dal dipartimento di Giustizia statunitense sono contenuti i nomi di decine di persone ricche e famose, molte accuse e insinuazioni difficili da provare, varie fotografie ed email imbarazzanti. Le prove di reati, oltre a quelli già noti, sono invece molto scarse: il dipartimento di Giustizia ha detto che nei documenti non ha trovato nessun fatto perseguibile, ma è stata aperta almeno un’indagine nel Regno Unito.

In ogni caso, la pubblicazione dei documenti va ben oltre la loro rilevanza processuale, per l’importanza che il caso Epstein ha assunto agli occhi dell’opinione pubblica e le conseguenze che sta avendo nella politica di vari paesi.

Gli Epstein files sono i documenti raccolti durante il processo a Jeffrey Epstein, un ricco finanziere di New York condannato nel 2008 per aver sfruttato sessualmente ragazze minorenni e poi arrestato nuovamente nel 2019, con le stesse accuse. Si suicidò in carcere un mese dopo l’arresto. I suoi collegamenti con molte persone ricche e potenti, compreso il presidente Donald Trump, hanno generato negli anni moltissime teorie del complotto al punto che lo scorso novembre, dopo una lunga campagna di pressione, il Congresso approvò una legge che obbligava il governo a pubblicare tutti i documenti.

L’indagine aperta nel Regno Unito è contro Lord Peter Mandelson, un celebre diplomatico, politico del Partito Laburista e membro della Camera dei Lord: i documenti mostrano che Epstein avrebbe inviato a lui e a suo marito decine di migliaia di dollari, e la polizia sospetta che lo abbia fatto per ricevere in cambio da Mandelson informazioni finanziarie riservate. Mandelson si è dimesso dal Partito Laburista e dalla Camera dei Lord.

Alcuni dei documenti sono in gran parte oscurati, per proteggere la privacy di eventuali vittime (AP Photo/Jon Elswick)

Alcuni dei documenti sono in gran parte oscurati, per proteggere la privacy di eventuali vittime (AP Photo/Jon Elswick)

La pubblicazione di venerdì dovrebbe essere l’ultima (ce n’erano state altre nei mesi scorsi), e il governo statunitense ha detto di aver reso pubblici tutti i documenti che poteva diffondere legati a Epstein. Ci sono però polemiche perché milioni di documenti sono rimasti riservati in quanto giudicati ancora sensibili o legati a indagini in corso.

Le polemiche hanno riguardato anche il fatto che l’identità di molte donne coinvolte nei traffici di Epstein è stata rivelata con la pubblicazione dei documenti. Di solito quando vengono pubblicati documenti di questo tipo i nomi delle vittime (e delle persone non rilevanti per il caso) vengono oscurati, per tutelare la loro privacy. Ma nei milioni di pagine pubblicate venerdì molti dei nomi non erano stati oscurati propriamente, e le donne coinvolte erano ancora identificate. Le associazioni delle vittime si sono rivolte a un giudice, e il dipartimento di Giustizia ha promesso di rimediare rapidamente agli errori.

Le informazioni più commentate riguardano i personaggi ricchi e famosi. Quasi tutte rivelano, o confermano, come un certo personaggio fosse in contatto con Epstein, avesse parlato con lui via email o avesse partecipato a qualcuno dei suoi eventi. Epstein tra le altre cose era accusato di avere organizzato feste ed eventi – alcuni dei quali sulla sua isola privata – in cui ai suoi ricchi ospiti veniva offerto di fare sesso con ragazze anche minorenni.

L’imprenditore Elon Musk, per esempio, nel 2012 scrisse a Epstein: «In che giorno/notte ci sarà il party più scatenato sulla tua isola?». Sembra che alla fine Musk non sia mai stato sull’isola di Epstein, e contro di lui non ci sono accuse. Altre email molto commentate riguardano il cofondatore di Microsoft Bill Gates, la cui amicizia con Epstein era nota da tempo. Negli ultimi documenti pubblicati ci sono due email scritte ma mai inviate in cui Epstein accusava Gates di essersi preso una malattia sessualmente trasmissibile facendo sesso con «ragazze russe» e di avere somministrato surrettiziamente degli antibiotici alla sua moglie di allora, Melinda French Gates, per rimediare alla situazione. Gates ha smentito le accuse. Bill Gates e Melinda French hanno divorziato nel 2021.

Un altro personaggio le cui connessioni con Epstein erano molto note e sono state confermate è l’ex principe britannico Andrew Mountbatten Windsor: è il fratello di re Carlo, e proprio a causa del suo coinvolgimento nel caso Epstein e in altri scandali è stato privato dei titoli regali. Tra le altre cose, nei nuovi documenti ci sono delle foto in cui lo si vede a quattro zampe sopra una donna sdraiata sul pavimento. Entrambi sono completamente vestiti.

Le foto di Andrew Mountbatten Windsor (AP Photo/Jon Elswick)

Le foto di Andrew Mountbatten Windsor (AP Photo/Jon Elswick)

Donald Trump è citato migliaia di volte nei nuovi documenti, che però non aggiungono molto di nuovo. È noto che lui ed Epstein siano stati amici per anni, anche se Trump ha detto di avere interrotto le relazioni nei primi anni Duemila. Nessuno dei nuovi file riguarda comunicazioni dirette tra Trump ed Epstein, ma quasi esclusivamente menzioni di Trump in conversazioni email che Epstein aveva con altre persone. Nei documenti ci sono anche alcune denunce anonime fatte all’FBI negli scorsi anni, in cui molto spesso Trump ed Epstein vengono nominati insieme come autori di presunti reati, soprattutto sessuali. La polizia non ha indagato su nessuna di queste denunce, che sono ritenute infondate.

Altri personaggi che sono menzionati negli Epstein files sono il miliardario britannico Richard Branson, che nel 2013 scrisse a Epstein di portare «il suo harem» a un incontro tra i due (Branson ha fatto sapere che intendeva persone maggiorenni); l’intellettuale di sinistra Noam Chomsky, che dava consigli a Epstein su come difendersi dalle accuse; l’ex consigliere di Trump Steve Bannon, che voleva girare un documentario sulla vita di Epstein; il segretario al Commercio Howard Lutnick; l’ex segretario al Tesoro Larry Summers, che si era già dimesso nei mesi scorsi dai suoi incarichi accademici a causa di rivelazioni precedenti, non penalmente rilevanti; il cofondatore di Google Sergey Brin, che appare in alcune foto sull’isola di Epstein; l’ex primo ministro israeliano Ehud Barak, che ha avuto una corrispondenza frequente con Epstein.

È citato anche Miroslav Lajčák, consigliere per la Sicurezza nazionale della Slovacchia che si è dimesso poco dopo la diffusione dei documenti. Lajčák nel 2018 era ministro degli Esteri del paese, e nei documenti sono state trovate email risalenti a quel periodo in cui lui ed Epstein parlano di fare sesso con ragazze. Non ci sono indagini aperte contro Lajčák al momento.

In concomitanza con la pubblicazione dei più recenti Epstein files c’è stato uno sviluppo notevole che riguarda l’ex presidente statunitense Bill Clinton e l’ex segretaria di Stato Hillary Clinton, sua moglie. Entrambi mesi fa erano stati convocati dalla commissione di Vigilanza della Camera per testimoniare sul caso Epstein, ma si erano rifiutati perché la Camera è controllata dai Repubblicani, e i Clinton sostenevano che la loro deposizione sarebbe stata una forma di persecuzione politica. Dopo una campagna di pressione dei Repubblicani, lunedì i Clinton hanno accettato di testimoniare: le udienze si terranno a fine febbraio. Bill Clinton ha avuto ampie e documentate relazioni con Epstein tra gli anni Novanta e i primi anni Duemila, ma non è stato formalmente accusato di nessun reato legato al caso.