Elon Musk ha fuso SpaceX e xAI
La società spaziale e quella di sviluppo di intelligenze artificiali formano insieme l'azienda non quotata in borsa più ricca al mondo

SpaceX, la società spaziale dell’imprenditore statunitense Elon Musk, ha comprato xAI, società di sviluppo di intelligenze artificiali di proprietà dello stesso Musk. Le cifre esatte dell’operazione non sono state comunicate, ma secondo diverse fonti citate dai giornali statunitensi il valore dell’acquisizione dovrebbe essere di circa 250 miliardi di dollari. Le due aziende insieme creano la società non quotata in borsa con il più alto valore di mercato al mondo, stimato in 1.250 miliardi di dollari.
SpaceX è stata fondata nel 2002, con l’obiettivo di ridurre i costi delle spedizioni di esplorazione dello Spazio attraverso lanciatori riutilizzabili; xAI è stata invece fondata solo nel 2023, molto dopo altre grosse aziende di intelligenza artificiale, e nel marzo del 2025 ha comprato il social network X, sempre di proprietà di Musk.
La fusione potrebbe far bene a entrambe le aziende, in modo diverso: a xAI perché le potrebbe permettere di avere fondi maggiori per finanziare lo sviluppo dei propri prodotti di intelligenza artificiale, in un mercato costantemente in crescita e sempre più competitivo; a SpaceX perché l’aiuterebbe a integrare le tecnologie dell’intelligenza artificiale nel campo dell’esplorazione spaziale.
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Tra le altre cose, ha detto Musk annunciando la fusione, xAI potrebbe in futuro beneficiare di data center costruiti nello Spazio. Secondo Musk la domanda globale di elettricità per sostenere le intelligenze artificiali non può essere soddisfatta con data center costruiti sulla Terra senza gravare enormemente sulle comunità e sull’ambiente. «I progressi attuali nell’AI dipendono da grandi data center terrestri, che richiedono immense quantità di energia e raffreddamento», ha detto Musk, secondo cui l’unica soluzione è trasferirli nello Spazio.
Nei giorni scorsi SpaceX aveva presentato un piano alla Federal Communications Commission, agenzia del governo statunitense che regola le telecomunicazioni, per lanciare un sistema di satelliti, stimati fino a un milione, che possano fungere da data center orbitali, alimentati a energia solare.
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