Peter Mandelson, ex ambasciatore britannico negli Stati Uniti licenziato per i suoi legami con Jeffrey Epstein, si dimetterà anche dalla Camera dei Lord

(Paul Miller/Bloomberg)
(Paul Miller/Bloomberg)

Martedì Peter Mandelson, ex ambasciatore britannico negli Stati Uniti licenziato a settembre per via dei suoi legami con Jeffrey Epstein, ha detto che lascerà anche la Camera dei Lord, la camera alta del parlamento britannico. L’annuncio segue di due giorni quello delle sue dimissioni dal Partito Laburista.

Mandelson è stato per anni uno degli esponenti più importanti dei Laburisti, e fu ministro e commissario europeo. A settembre la pubblicazione di alcuni documenti che mostravano la sua vicinanza a Epstein, il finanziere arrestato nel 2019 con l’accusa di aver sfruttato sessualmente decine di minorenni e morto suicida in carcere alcune settimane dopo, avevano portato al suo licenziamento, nonostante l’amicizia fra i due fosse nota da tempo. Recentemente erano stati pubblicati altri documenti secondo cui Epstein gli avrebbe versato 75mila dollari agli inizi degli anni Duemila.

Lunedì un portavoce del Partito Conservatore ha detto che sarà avviata un’indagine indipendente sulla nomina di Mandelson ad ambasciatore, avvenuta nel dicembre del 2024. Mandelson lascerà la Camera dei Lord ma manterrà il titolo di “Lord”, che è un’onorificenza simbolica che dura per tutta la vita e può essere revocata solo con una legge approvata dal parlamento: non succede dal 1917, quando il “Titles Deprivation Act” tolse i titoli nobiliari a chi si era schierato contro il Regno Unito durante la Prima guerra mondiale.

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