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  • Giovedì 29 gennaio 2026

L’Unione Europea ha inserito i Guardiani della rivoluzione tra le organizzazioni terroristiche

Come risposta alla repressione delle proteste in Iran: è una decisione con molte conseguenze

Una parata dei Guardiani della rivoluzione a Teheran, nel settembre 2024 (AP Photo/Vahid Salemi)
Una parata dei Guardiani della rivoluzione a Teheran, nel settembre 2024 (AP Photo/Vahid Salemi)
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Giovedì i ministri degli Esteri dei paesi dell’Unione Europea hanno inserito i Guardiani della rivoluzione, un’importante forza militare dell’Iran, tra le organizzazioni terroristiche. Kaja Kallas, l’Alta rappresentante per la Politica Estera dell’Unione Europea, ha scritto su X che la repressione in Iran «non può rimanere senza risposta», e ha aggiunto che «ogni regime che uccide migliaia dei propri cittadini sta lavorando per la propria distruzione».

Si tratta di una decisione che ha conseguenze molto significative. Rappresenta una condanna in modo chiaro delle brutalità attuate dal regime, ma molto probabilmente comprometterà ogni possibile dialogo diplomatico tra l’Unione Europea e l’Iran. Non è una scelta inedita: gli Stati Uniti considerano i Guardiani della rivoluzione come un’organizzazione terroristica dal 2019, e più di recente hanno preso la stessa decisione Canada, Australia, Ecuador e Argentina, tra gli altri. Lo stato maggiore dell’esercito iraniano ha criticato la scelta dell’Unione, dicendo che è una decisione senza fondamento e una violazione del diritto internazionale.

– Leggi anche: Più cose sappiamo, più i massacri del regime in Iran si confermano brutali

In una manifestazione a favore del governo una donna mostra una foto del comandante delle forze aeree dei Guardiani della rivoluzione, Amir Ali Hajizadeh, ucciso negli attacchi israeliani di giugno 2025 (AP Photo/Vahid Salemi)

I Guardiani della rivoluzione sono una forza militare creata dopo la rivoluzione islamica del 1979 e conosciuti anche come pasdaran. Sono il livello più alto delle forze di sicurezza che attuano la repressione in Iran: con circa 125mila membri attivi formano un vero e proprio esercito con divisioni terrestri, marine e aeree, che controlla anche l’enorme arsenale missilistico del paese e la difesa dei siti di sviluppo del programma nucleare. Oltreché militare, sono una forza politica ed economica: controllano direttamente e indirettamente contratti per miliardi di dollari nei campi dell’edilizia, della fornitura di elettricità, dell’ingegneria, delle telecomunicazioni e dei media.

Il fatto che l’Unione Europea abbia designato l’intero gruppo come “organizzazione terroristica” significa che tutti i suoi 125mila membri non potranno viaggiare nei paesi europei, i loro fondi e le loro proprietà in Europa saranno congelati e sarà bloccato ogni tipo di finanziamento o transazione commerciale che li coinvolga. Più di ogni altra cosa, comunque, è una forte presa di posizione politica, che inserisce i Guardiani nello stesso gruppo di organizzazioni dello Stato Islamico (o ISIS), di al Qaida e di Hamas, per esempio.

Guardiani della rivoluzione trasportano la bara dell’ex presidente Ebrahim Raisi nel maggio del 2024 (Iranian Presidency Office via AP)

In Unione Europea c’era un certo dibattito sulla scelta se designare i Guardiani come organizzazione terroristica o no: i critici temono che la designazione chiuderà ogni possibile canale politico e comprometterà le trattative diplomatiche, comprese per esempio quelle relative a cittadini europei ancora detenuti in Iran, azzerando di fatto il ruolo dell’Unione.

L’Unione Europea e alcuni suoi paesi membri ebbero un peso nell’accordo sul nucleare iraniano del 2015, con cui l’Iran avrebbe dovuto ridurre le capacità di arricchimento dell’uranio in cambio della rimozione di alcune sanzioni (gli Stati Uniti di Donald Trump si ritirarono unilateralmente dall’accordo nel 2018). Oggi le cose sono cambiate: le politiche aggressive di Trump hanno ridotto la centralità dell’Unione, che probabilmente avrebbe un ruolo minore in futuri negoziati, come sta già succedendo con le guerre nella Striscia di Gaza e in Ucraina.

Bandiere iraniane e un cartello con la foto del potente generale iraniano Qassem Soleimani, ucciso dagli Stati Uniti nel 2020

Bandiere iraniane e un cartello con la foto del potente generale iraniano Qassem Soleimani, ucciso dagli Stati Uniti nel 2020 (AP Photo/Vahid Salemi)

L’Unione Europea da anni sanziona alcune centinaia di funzionari iraniani, e ha bloccato le esportazioni verso l’Iran di materiali che possono essere usati per la costruzione di missili e droni. Da settembre del 2025 ha ripristinato le sanzioni legate al programma nucleare iraniano, sospese con l’accordo del 2015.

Giovedì il Consiglio dell’Unione Europea ha anche approvato alcune sanzioni contro diversi funzionari ed enti responsabili della repressione delle proteste, tra i quali il ministro dell’Interno Eskandar Momeni, il procuratore generale Mohammad Movahedi-Azad e un giudice di Teheran, Iman Afshari, noto per il suo ruolo nella persecuzione di oppositori e manifestanti. Le sanzioni nei loro confronti prevedono tra le altre cose il congelamento dei loro beni in Unione Europea e il divieto di ingresso nei paesi membri.

– Leggi anche: Polizia, bassij e Guardiani della rivoluzione