La Federal Reserve ha deciso di mantenere fermi i tassi di interesse, dopo tre riduzioni consecutive

Il presidente della Federal Reserve Jerome Powell (AP Photo/Jacquelyn Martin)
Il presidente della Federal Reserve Jerome Powell (AP Photo/Jacquelyn Martin)

Dopo la periodica riunione del Consiglio dei governatori, la Federal Reserve, la banca centrale statunitense nota semplicemente come FED, ha deciso di mantenere fermi i tassi di interesse, dopo tre riduzioni consecutive: resteranno tra il 3,5 e il 3,75 per cento. I tassi di interesse sono il principale strumento con cui le banche centrali cercano di tenere sotto controllo l’andamento dei prezzi: la banca centrale li fissa e li aggiorna periodicamente, e questi sono poi un riferimento per i tassi offerti dalle banche ai loro clienti e per tutto il mercato finanziario.

I tassi vengono alzati quando i prezzi crescono troppo (com’è successo negli ultimi anni), e abbassati quando crescono troppo poco, l’economia è ferma e dev’essere stimolata. La FED ha detto che per ora i prezzi restano elevati e la crescita economica sostenuta, anche se c’è molta incertezza: tre condizioni che hanno fatto propendere per l’interruzione del percorso di riduzione dei tassi.

Solo la FED può prendere decisioni sui tassi di interesse di riferimento e lo fa in modo autonomo e indipendente dal governo. Da tempo invece il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, pretende riduzioni su riduzioni per stimolare l’economia, arrivando anche a minacciare di licenziare presidente e consiglieri della FED. Il presidente Jerome Powell è ora indagato dal dipartimento di Giustizia con accuse molto pretestuose, ed è in aperto scontro con Trump. La decisione di mantenere i tassi fermi è stata presa dal Consiglio dei governatori ad ampia maggioranza, ma non all’unanimità: hanno votato contro (e quindi a favore di un’ulteriore riduzione) in due, tra cui Stephen Miran, un membro del Consiglio molto vicino a Trump.

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