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  • Sabato 24 gennaio 2026

Nei Paesi Bassi la leadership di Geert Wilders è in crisi per la prima volta

Sette deputati hanno lasciato il suo partito di estrema destra, che ora non è più la principale forza di opposizione

Geert Wilders durante un evento politico a Papendrecht, nei Paesi Bassi, lo scorso 13 dicembre
Geert Wilders durante un evento politico a Papendrecht, nei Paesi Bassi, lo scorso 13 dicembre (Robin Utrecht/ABACAPRESS.COM)
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In questi giorni il leader dell’estrema destra dei Paesi Bassi, Geert Wilders, è alle prese con la peggiore crisi interna nella storia del suo Partito per la Libertà (PVV). Wilders esercita un controllo pressoché totale sul PVV, che notoriamente ha un solo tesserato – lui – e per questo è molto inusuale che la sua autorità venga messa in discussione.

La crisi è iniziata martedì, quando sette deputati del PVV sono usciti dal gruppo parlamentare. Il PVV aveva 26 seggi, come il partito centrista D66 che a sorpresa aveva vinto le elezioni di fine novembre, e ora è sceso a 19, perdendo lo status di principale forza dell’opposizione. In passato erano capitate alcune rare defezioni, per esempio nel 2012, ma non erano mai state così tante né tutte insieme.

Gli scissionisti sono delusi dal risultato del PVV, che era arrivato di poco secondo alle elezioni dopo averle causate ritirandosi dal precedente governo, e dalla gestione di Wilders, che durante la campagna elettorale non si era fatto vedere granché. I sette gli avevano allora scritto una lettera, trapelata sui giornali, in cui chiedevano più democrazia interna e l’apertura del partito alle iscrizioni in vista di un voto sulla leadership. Hanno accusato Wilders di aver rifiutato qualsiasi dialogo.

Il leader della scissione, Gidi Markuszower, in parlamento nel dicembre del 2024

Gidi Markuszower, il parlamentare che ha guidato la scissione, nel dicembre del 2024 (John Beckmann/DeFodi via ZUMA Press)

Nella lettera si legge che il PVV «è più di un uomo con un account su Twitter», in riferimento alla forma di comunicazione preferita da Wilders, e che la continuità «non dovrebbe dipendere dalle decisioni di un solo membro». Wilders aveva commentato, con un post proprio su X (l’ex Twitter appunto), in cui aveva detto che era «un giorno buio» per il PVV, ma da lì in poi ha in sostanza eluso le domande dei giornalisti sulla crisi. Altri esponenti del PVV invece hanno attaccato gli scissionisti: per esempio, il deputato Dion Graus li ha chiamati «ammutinati e ratti».

Il leader dei deputati ribelli è Gidi Markuszower, deputato dal 2017, che è noto perché in passato non aveva superato lo scrutinio a cui i servizi segreti nederlandesi sottopongono i candidati a causa di suoi contatti col Mossad, l’intelligence israeliana per l’estero. Era stato comunque candidato ed eletto, ma Wilders aveva deciso di non indicarlo come vice primo ministro nel governo di Dick Schoof, tuttora in carica per gli affari correnti.

Il leader di D66 Rob Jetten, il 13 gennaio all'Aia

Il leader di D66 Rob Jetten, il 13 gennaio all’Aia (EPA/LINA SELG)

Per il momento le tensioni nella dirigenza nazionale non hanno avuto conseguenze a livello locale: a marzo ci saranno le elezioni amministrative e non sembra il momento migliore per litigare. Va detto anche che i consensi del PVV si basano molto sulla figura di Wilders, uno dei politici più divisivi ma anche più noti dei Paesi Bassi.

Infine, la scissione è avvenuta mentre sono in corso i negoziati per il nuovo governo, che di solito nei Paesi Bassi vanno per le lunghe. Li guida Rob Jetten, il leader di D66, che sta cercando di formare un governo di minoranza insieme a due partiti di centrodestra: Appello Cristiano Democratico (CDA) e il Partito Popolare per la Libertà e la Democrazia (VVD), quello che fu di Mark Rutte, l’attuale segretario generale della NATO che è stato per 14 anni primo ministro del paese.

Insieme hanno 66 seggi, 10 meno della maggioranza, e pertanto se dovessero formare un governo dovranno cercare appoggi in parlamento per approvare le singole misure. Gli scissionisti del PVV creeranno un nuovo gruppo e potrebbero offrire la loro collaborazione.

– Leggi anche: Chi è Rob Jetten, il leader del partito che ha vinto nei Paesi Bassi