In Venezuela c’è ancora un Maduro
Suo figlio Nicolás Maduro Guerra, che nel nuovo regime ha assunto un ruolo importante ma molto precario

In assenza del Nicolás Maduro originale, al regime venezuelano è rimasto Nicolás Maduro Guerra, suo figlio. Ha 35 anni, è noto con il vezzeggiativo Nicolasito e, dopo che gli Stati Uniti hanno catturato suo padre, ha acquisito una visibilità che non aveva mai avuto durante la presidenza di Maduro. Non ha incarichi né vera influenza politica nel nuovo governo di Delcy Rodríguez, che era vicepresidente di Maduro, ma le è utilissimo per proiettare un’idea di continuità istituzionale in una fase di enorme incertezza.
Sul piano della propaganda interna, Maduro junior funziona come garanzia che il progetto di Maduro stia sopravvivendo alla sua deposizione. È diventato il rappresentante principale della campagna per la liberazione di Maduro e della first lady Cilia Flores, catturata insieme a lui (Maduro Guerra è figlio del precedente matrimonio). La sua presenza fa comodo al regime, che può sostenere di stare facendo qualcosa per l’ex leader, mentre in realtà non ha davvero la forza per ribellarsi alle richieste degli Stati Uniti.
Nelle settimane dopo l’attacco degli Stati Uniti Maduro Guerra ha moltiplicato gli interventi pubblici ed è diventato molto presente agli eventi del nuovo governo di Rodríguez. Il 5 gennaio, durante la cerimonia di insediamento della nuova presidente, Maduro Guerra era accanto a lei e ha retto il cuscino su cui era appoggiata la Bibbia per il giuramento.

Maduro Guerra durante la cerimonia d’insediamento di Delcy Rodríguez, tra lei e il presidente del parlamento Jorge Rodríguez, il 5 gennaio (Jesus Vargas/Getty Images)
Da lì in poi Maduro Guerra ha ribadito in ogni occasione un sostegno incondizionato a Rodríguez. La presenza di Maduro Guerra è preziosa per Rodríguez, perché le conferisce legittimità, soprattutto agli occhi dei settori del regime più fedeli a Maduro, che hanno perso influenza nel suo governo.
Tutta questa visibilità è nuova, per Maduro Guerra. A lungo è stato un esponente di secondo piano del regime: noto principalmente perché era l’unico figlio biologico del capo, che gli aveva elargito cariche pubbliche (l’ex first lady Flores ha tre figli, sempre da un precedente matrimonio). A lungo non si era mostrato granché interessato alla politica. Hugo Chávez, il predecessore di Maduro e fondatore dell’attuale regime, gli consigliò di fare il servizio militare, ma lui da adolescente preferì gli studi di Economia e Musica.

I Nicolás Maduro, padre e figlio, durante un comizio a Caracas dello scorso maggio (AP Photo/Ariana Cubillos)
Maduro Guerra si definisce «musicista, economista, militante», in quest’ordine, nelle bio sui social. Sul suo canale YouTube si trovano diverse canzoni, con visualizzazioni piuttosto scarse. Si è laureato in un’università militare e al momento frequenta un corso di dottorato in Economia di un’università privata di Caracas: c’erano state polemiche, alla sua ammissione, perché non aveva dovuto sostenere esami né frequentare corsi.
È stato così anche per altri incarichi. Per esempio quando nel 2014, a 24 anni, il padre lo aveva nominato all’Accademia nazionale di cinema. Dal 2017 Maduro Guerra fa parte del parlamento venezuelano e negli ultimi anni si era parlato di lui soprattutto dopo che era circolato un video in cui lanciava in aria banconote a una festa, mentre il paese era in grave crisi economica.
In questi giorni sta girando un vecchio discorso in cui minacciava gli Stati Uniti: «Le nostre armi raggiungeranno New York, prenderemo la Casa Bianca. Anche il Vietnam sarebbe irrisorio in confronto». Parlava dell’ipotetica risposta a un loro attacco, come quello che c’è stato nella notte tra il 2 e il 3 gennaio. Le dichiarazioni sono tornate a circolare ora che, con toni molto più miti, Maduro Guerra li invita a riaprire l’ambasciata di Caracas e dice che il Venezuela dovrebbe normalizzare i rapporti con Israele.
Adesso Maduro Guerra è una specie di personificazione del «presidente sequestrato», come la propaganda si riferisce a Maduro. È diventato molto più attivo sui social, con video che cercano di riprendere lo stile di quelli del padre, molto riconoscibile per la retorica pacifista e i messaggi in un inglese stentato.
Tutto questo, da fuori, può sembrare strano. Secondo varie ricostruzioni l’intelligence statunitense ha avuto per mesi una fonte tra le persone che circondavano Maduro senior, in grado di comunicare sempre la posizione e le attività quotidiane del presidente e di facilitare così la sua cattura. Con ogni probabilità questa fonte è ancora dentro al governo di Rodríguez, a cui Maduro Guerra sta offrendo il suo aiuto e la sua lealtà. Una spiegazione è che, secondo varie analisi, Maduro Guerra si trova in una posizione molto precaria.
Questo video propagandistico vi ricorda qualcuno?
La cattura del padre ha privato Maduro Guerra del suo principale protettore politico. A differenza delle figure apicali del regime, non ha una base di potere propria. Al contrario, Rodríguez era già molto influente da vicepresidente e ministra; suo fratello Jorge Rodríguez è presidente del parlamento e la loro famiglia ha entrature nella PDVSA, l’azienda petrolifera statale. Tra le altre figure influenti, il ministro dell’Interno Diosdado Cabello controlla l’apparato repressivo del regime e il ministro della Difesa, Vladimir Padrino López, ha dalla sua l’esercito.

Delcy Rodríguez durante un discorso in parlamento, il 15 gennaio: sono ben visibili i ritratti di Chávez e di Maduro e della first lady Cilia Flores (Ivan Mc Gregor/Anadolu via Getty Images)
Maduro Guerra ha un altro problema. Gli Stati Uniti accusano di narcotraffico anche lui, come il padre. È nominato varie volte, anche con gli pseudonimi di Nicolasito e di “El Príncipe”, nel documento di incriminazione di Maduro, che gli attribuisce il traffico di centinaia di chili di cocaina verso gli Stati Uniti e anche una riunione clandestina con un gruppo dissidente delle FARC colombiane dedito al narcotraffico. Maduro Guerra è, insomma, ricercato dagli Stati Uniti e non vuole correre il rischio che il nuovo governo lo consegni a loro, nel contesto delle concessioni a Donald Trump.
C’è un’ultima ragione per cui Maduro Guerra è utile al regime. La sua presenza corrobora la versione che consente al regime di non convocare nuove elezioni.
Formalmente Rodríguez è presidente ad interim e la Costituzione venezuelana richiederebbe di convocare elezioni entro 30 giorni in caso di “assoluta assenza” del presidente. La Corte suprema, invece, ha stabilito che l’assenza di Maduro è “temporanea” e “forzata”. In questo modo, i tempi possono essere dilatati e le elezioni rinviate. L’attivismo di Maduro Guerra, che parla in continuazione di fare tornare a casa il presidente legittimo, avvalora la narrazione di Rodríguez e le consente di rimanere al potere.
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