Com’è che Trump si è dato una calmata sulla Groenlandia
Almeno per ora, grazie a un accordo che potrebbe prevedere la sovranità americana su alcune basi militari, come succede a Cipro

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha attenuato le sue minacce contro la Groenlandia e l’Europa dopo aver raggiunto un accordo con la NATO, che dovrebbe prevedere la sovranità degli Stati Uniti su alcune basi militari dell’isola, secondo varie ricostruzioni.
Trump aveva trascorso settimane a minacciare di prendere la Groenlandia con la forza, e aveva imposto dazi del 10 per cento contro i paesi europei che si erano opposti ai suoi piani. Mercoledì al Forum di Davos, in Svizzera, Trump ha dapprima ritirato la minaccia della forza, poi ha annullato anche i dazi. Ha detto che lui e Mark Rutte, il segretario generale della NATO, avevano trovato «lo schema di un futuro accordo» sulla Groenlandia: l’accordo, secondo Trump, sarebbe «davvero fantastico», ma non sono stati dati molti dettagli su cosa preveda.
Alcune fonti diplomatiche europee, parlando con i media, hanno detto che l’elemento principale del piano sarebbe concedere agli Stati Uniti la sovranità su alcune basi militari in Groenlandia. Il modello sarebbe Cipro, un’ex colonia britannica dove il Regno Unito, dopo l’indipendenza del 1960, ha mantenuto due basi militari su cui detiene la sovranità. Significa che il territorio delle due basi, Akrotiri e Dhekelia, è territorio sovrano britannico, anche se con qualche limitazione: può essere usato soltanto per scopi militari e non per lo sfruttamento delle risorse, per esempio.
Attualmente gli Stati Uniti hanno una sola base militare in Groenlandia, la Pituffik Space Base (che un tempo si chiamava Thule Air Base), ma durante la Guerra Fredda le basi americane sull’isola erano 17. Non è chiaro quante e quali basi potrebbero diventare territorio statunitense.

Mark Rutte e Donald Trump a Davos, 21 gennaio 2026 (AP Photo/Evan Vucci)
Secondo altri media l’accordo potrebbe prevedere alcuni privilegi particolari per gli Stati Uniti, come per esempio il diritto di veto sugli investimenti nelle risorse minerarie dell’isola, per evitare che paesi concorrenti, come la Russia e la Cina, possano trarne vantaggio. È possibile inoltre che i paesi europei promettano di aumentare i propri investimenti per la difesa dell’Artico, la regione dove si trova la Groenlandia. Al momento si tratta comunque di indiscrezioni.
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In Europa e soprattutto in Danimarca, che possiede la Groenlandia, la notizia dell’accordo è stata accolta con un certo sollievo. Mercoledì sera il ministro degli Esteri danese Lars Løkke Rasmussen ha scritto sui social media: «La giornata è finita meglio di come era cominciata. Accogliamo favorevolmente il fatto che il presidente degli Stati Uniti abbia escluso di prendere la Groenlandia con la forza e messo in pausa la guerra commerciale».
Con ogni probabilità ai negoziati di mercoledì ne seguiranno altri nei prossimi giorni e nelle prossime settimane, e molti elementi del piano diventeranno via via più chiari.



