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  • Mercoledì 21 gennaio 2026

Cosa succede ora al progetto “città 30” di Bologna

Il sindaco ha detto che proseguirà con nuovi provvedimenti, e intanto il limite di velocità non tornerà a 50 km/h dappertutto

Cartelli adesivi del comune per promuovere la "città 30", Bologna, 16 gennaio 2024 (ANSA/MAX CAVALLARI)
Cartelli adesivi del comune per promuovere la "città 30", Bologna, 16 gennaio 2024 (ANSA/MAX CAVALLARI)

Il sindaco di Bologna Matteo Lepore ha detto che il progetto “città 30” «non si ferma», nonostante la sentenza che martedì ha annullato le ordinanze e il piano con cui nel 2024 il comune aveva abbassato i limiti di velocità a 30 chilometri orari su gran parte delle strade cittadine. Lepore ha detto che il comune non farà ricorso contro la sentenza, e che nelle prossime settimane l’amministrazione pubblicherà nuove ordinanze basate su schede e documenti che integrano le indicazioni contenute nella sentenza del TAR dell’Emilia-Romagna (il tribunale amministrativo regionale che l’ha emessa). Ha anche detto che sono in buona parte già pronte.

Nel frattempo il limite di velocità non tornerà a 50 chilometri orari in tutte le strade interessate. Il limite dei 30 chilometri all’ora resterà in vigore nelle zone, come il centro storico, in cui era stato introdotto prima del 31 dicembre 2023 (e che quindi non sono coinvolte nella sentenza del TAR). Nelle altre aree dove prima del 2024 il limite era 50 chilometri orari tornerà a 50. Per ora però non verrà cambiata la segnaletica: Lepore ha detto che su questo l’amministrazione farà una valutazione nei prossimi giorni. Nelle strade dove il limite torna 50 chilometri orari non sarà quindi ovviamente multabile chi supera i 30 chilometri all’ora.

Durante la conferenza stampa di mercoledì Lepore ha ricordato che il TAR non ha contestato l’efficacia del progetto “città 30”, ma ha ritenuto inadeguata la redazione di alcuni atti con cui è stato istituito. Più nello specifico, la sentenza dice che il comune di Bologna ha esteso il limite di velocità di 30 chilometri orari a tutte le strade in modo generalizzato e non conforme al codice della strada e alle altre norme in materia: il limite può essere abbassato in singole strade o tratti di strada, e sempre in base a determinati criteri motivati volta per volta, per esempio perché in quelle zone ci sono scuole o restringimenti. Inoltre, secondo il TAR, i provvedimenti con cui sono stati istituiti i nuovi limiti di velocità sono stati troppo generici.

Il sindaco di Bologna Matteo Lepore e l’assessore alla Mobilità Michele Campaniello durante la conferenza stampa a Bologna, 21 gennaio 2026 (ANSA/MAX CAVALLARI)

Lepore ha detto che il comune aveva già preparato singole schede relative a circa mille strade, che per ciascuna riportano le motivazioni più specifiche richieste dalla direttiva del 1° febbraio 2024 del ministero dei Trasporti, citata nella sentenza del TAR. Secondo Lepore questa direttiva ha complicato parecchio la burocrazia per l’istituzione delle “zone 30”, con l’intenzione di ostacolarle. Il comune di Bologna aveva anche già cominciato a preparare altri documenti sulle strade coinvolte nel piano. «Richiederà una tonnellata di carta in più, ma lo faremo», ha detto.

Le schede saranno completate nelle prossime settimane, poi l’amministrazione comunale disporrà i nuovi atti istitutivi della “città 30”, in base alle indicazioni date dal TAR. Lepore ha detto che il comune preferisce concentrarsi su questo, piuttosto che su un altro contenzioso con lo Stato. È la ragione per cui per ora il comune ha deciso di non fare ricorso al Consiglio di Stato, il secondo e ultimo grado di giudizio nella giustizia amministrativa.

Il sindaco di Bologna ha parlato di tutti questi nuovi provvedimenti come della “fase due” del progetto “città 30”. Questa fase prevede anche interventi in circa cento luoghi della città con l’obiettivo di migliorare la viabilità, mitigare la velocità dei mezzi, e in generale riqualificare lo spazio pubblico soprattutto per i cosiddetti utenti deboli della strada, quindi pedoni e ciclisti. Per questi lavori sono già stati stanziati 16 milioni di euro fino al 2027.

Il comune di Bologna punta inoltre a introdurre misure per la circolazione dei mezzi pesanti simili a quelle del comune di Milano, che nel 2023 ha introdotto l’obbligo dei sensori dopo una serie di incidenti mortali che avevano coinvolto diversi ciclisti.

Il ricorso al TAR era stato presentato da due tassisti, secondo i quali le imposizioni sui limiti di velocità di “città 30” comportano tempi di percorrenza quasi doppi, e quindi riducono le corse e i guadagni rispetto a prima. Erano stati sostenuti anche da Fratelli d’Italia, che martedì aveva esultato per la sentenza del TAR. Il provvedimento di Bologna è sempre stato ostacolato dalle opposizioni, e in particolare dalla Lega, che ieri ha accolto molto favorevolmente la sospensione del TAR.

– Leggi anche: Il TAR ha annullato il provvedimento che istituiva la “città 30” a Bologna

Dopo la pubblicazione della sentenza il ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini, leader della Lega, ha sostenuto che il provvedimento danneggiasse i cittadini e tradisse «lo spirito delle zone 30». Mercoledì Salvini ha detto che «è giusto andare a 30 all’ora» in alcune zone dove c’è un asilo nido o un incrocio pericoloso, ma che «devono essere zone eccezionali». Salvini ha detto anche che «non è facendo andare in giro la gente a 30 all’ora in tutta la città che risolvi automaticamente il problema dei morti sulle strade».

Nel suo primo anno il piano di Bologna “città 30” ha contribuito a ridurre gli incidenti stradali del 13,1 per cento rispetto alla media dei due anni precedenti. Nelle prossime settimane il comune pubblicherà il rapporto sul secondo anno del provvedimento, ma intanto mercoledì Lepore ha anticipato alcuni dati relativi al 2024 e al 2025. Rispetto al biennio precedente (2022-2023), il comune ha calcolato che sulle strade cittadine sono morte 17 persone in meno (-43,6 per cento), ci sono stati 348 feriti in meno, e gli incidenti sono diminuiti del 12,5 per cento.

– Leggi anche: La “città 30” a Bologna sta servendo a ridurre gli incidenti