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  • Martedì 16 gennaio 2024

Bologna inizia a essere una “città 30”

Nella maggior parte delle strade è stato introdotto un nuovo limite di velocità, per renderle più sicure e favorire la mobilità sostenibile

(Guido Calamosca/LaPresse)
(Guido Calamosca/LaPresse)

Da martedì 16 gennaio nella maggior parte delle strade di Bologna è in vigore il limite di velocità di 30 chilometri all’ora introdotto dall’amministrazione comunale per far diventare Bologna la prima grande “città 30” in Italia. Negli ultimi mesi sono stati posizionati nuovi cartelli, è stata dipinta per le strade la nuova segnaletica e sono stati installati sistemi di rilevazione del traffico in vista dell’entrata in vigore dell’ordinanza che autorizza i controlli e le sanzioni.

Gli obiettivi principali del piano Bologna città 30, dice l’amministrazione, sono sensibilizzare la popolazione e favorire un cambiamento culturale con propositi ambiziosi: incentivare la mobilità sostenibile, migliorare la sicurezza delle strade, ridurre l’inquinamento e il rumore, rendere il traffico più fluido senza aumentare i tempi di percorrenza e meno stressante l’esperienza di guida in città, favorire una distribuzione più equa dello spazio pubblico, sostenere le relazioni di prossimità e il commercio di vicinato. «Non stiamo solo dicendo a chi guida un’auto che deve andare piano, ma vogliamo raccontare un’altra idea di città», aveva detto il sindaco Matteo Lepore lo scorso giugno.

Una “città 30” infatti non è solo in senso stretto una città in cui quasi tutte le strade hanno un limite di velocità di 30 chilometri all’ora: è un’iniziativa che punta a ripensare lo spazio pubblico, riducendo le aree dedicate alle auto e favorendo quelle per la mobilità sostenibile, con la realizzazione di nuove piste ciclabili e marciapiedi più larghi. L’obiettivo di una città 30 è creare spazi più vivibili e sicuri per le persone che non si spostano in auto: avere marciapiedi più larghi significa per esempio avere più spazio per panchine e alberi rendendo più piacevole spostarsi senza auto, con benefici anche per l’ambiente.

– Leggi anche: Cos’è davvero una “città 30”

I progetti di città 30 già avviati in molte città europee – tra cui Berlino, Barcellona, Edimburgo, Bruxelles, Parigi e altre ancora, ognuna in forme diverse a seconda delle esigenze – hanno dimostrato che istituire una città 30 non causa un allungamento dei tempi di percorrenza per gli automobilisti: anzi, in tutti questi posti si è avuto un sostanziale decongestionamento del traffico.

Da luglio, quando il piano di Bologna è entrato nella fase operativa, sono stati installati 500 nuovi cartelli stradali e applicati 300 segnali sulle strade, i grandi simboli con il limite di velocità verniciati sull’asfalto. Il limite di 30 all’ora è stato introdotto in quasi tutte le strade del centro. In tutte le strade che vengono definite “di scorrimento”, come i viali a più corsie, rimane il limite di 50 all’ora: per esempio, il limite non è stato abbassato lungo tutta la circonvallazione di Bologna né sulle strade da cui si entra in città.

Parallelamente alla segnaletica sono stati fatti lavori nelle aree interessate dal nuovo limite e in quelle circostanti: a Bologna ci sono nuove piazze pedonali, nuove piste ciclabili, sono state abbattute barriere architettoniche e messi in sicurezza incroci e attraversamenti pedonali e ciclabili. Altri interventi sono in programma nei prossimi mesi con un investimento complessivo di 24 milioni di euro.

Questa mappa è stata realizzata con i dati messi a disposizione dal comune di Bologna e mostra i nuovi limiti: nelle strade colorate in verde il limite è di 30 all’ora, in quelle in arancione il limite è di 50 chilometri all’ora, in quelle in blu il limite diventerà 30 all’ora solo dopo interventi per garantire più sicurezza.

Da martedì 16 gennaio ogni giorno 8 pattuglie della polizia locale faranno controlli in tutti i quartieri, non solo dove il limite di velocità è stato abbassato. Le zone dove concentrare i controlli sono state individuate anche grazie a una raccolta di segnalazioni organizzata dal comune a cui hanno partecipato 18mila persone, che hanno indicato le 250 strade considerate più pericolose della città.

Tra le altre cose, sulle strade saranno posizionati i cosiddetti infovelox, cioè pannelli luminosi che segnalano in tempo reale la velocità dei mezzi in transito. Sono pannelli mobili posizionati dalla polizia locale, che fermerà gli automobilisti per controllare che l’auto sia in regola e spiegare le nuove norme. Le pattuglie avranno a disposizione anche i telelaser, cioè strumenti per rilevare la velocità da una certa distanza: in questo caso un cartello avviserà gli automobilisti della presenza di un telelaser 80 metri prima.

Le sanzioni sono quelle previste dal codice della strada: fino a 10 chilometri orari oltre il limite la multa è di 29 euro e 40 centesimi se si paga entro 5 giorni, mentre tra gli 11 e i 40 chilometri orari oltre il limite la multa è di 121 euro e 10 centesimi. Tra i 41 e i 60 chilometri orari sopra il limite la multa diventa di 543 euro con 6 punti in meno sulla patente, che viene sospesa da uno a tre mesi. Per chi circola superando il limite di più di 60 chilometri orari la multa arriva a 845 euro, con 10 punti in meno sulla patente e la sospensione da 6 mesi a un anno.

Il piano di Bologna città 30, sostenuto dalla maggioranza di centrosinistra, ha ricevuto molte critiche dalla destra negli ultimi mesi. Il capogruppo di Fratelli d’Italia Stefano Cavedagna ha annunciato la creazione di un comitato per chiedere un referendum con cui sottoporre il piano al voto della popolazione. Il quesito del referendum dovrà essere presentato ai comitati dei garanti comunali, poi dovranno essere raccolte 9.000 firme in tre mesi per approvare la richiesta.

– Leggi anche: Le proteste contro l’allargamento dell’autostrada a Bologna