Il TAR ha annullato il provvedimento che istituiva la “città 30” a Bologna
Ha accolto un ricorso dell'associazione dei tassisti contro l'abbassamento dei limiti di velocità in città

Il tribunale amministrativo regionale (TAR) dell’Emilia-Romagna ha annullato il provvedimento con cui il comune di Bologna aveva abbassato i limiti di velocità a 30 chilometri orari su tutte le strade cittadine, a eccezione di quelle a scorrimento veloce. L’obiettivo del comune era migliorare la sicurezza stradale. Secondo il TAR l’intervento del comune sarebbe stato sproporzionato, e avrebbe dovuto limitarsi a singole strade che hanno specifiche condizioni di traffico o altri requisiti che per la legge giustifichino l’abbassamento del limite di velocità.
La decisione del TAR non è definitiva. Il comune può ancora fare ricorso al Consiglio di Stato, il secondo e ultimo grado della giustizia amministrativa, entro 60 giorni dalla notifica della sentenza. Anche se la sentenza annulla le ordinanze che hanno istituito il limite di velocità a 30 chilometri orari, non è ancora chiaro cosa accadrà concretamente nell’immediato: molto dipenderà anche da eventuali provvedimenti che deciderà di prendere il comune. In caso di ricorso al Consiglio di Stato, il comune può anche fare una richiesta di “sospensiva”, chiedere cioè che la decisione del TAR non entri in vigore fino alla decisione del Consiglio di Stato (ma anche quella dev’essere valutata e accettata dallo stesso Consiglio di Stato).
Sul piano pratico, finché non verrà cambiata la segnaletica, è comunque improbabile che il limite di velocità nelle strade interessate torni da subito a 50 chilometri orari. Il comune potrebbe anche decidere di adottare nuove misure per istituire il limite a 30 strada per strada, motivando ogni caso specifico: cioè il procedimento che la sentenza del TAR riconosce come legittimo.
Nel 2024 Bologna è diventata la prima grande “città 30” in Italia, grazie a un piano ampio e articolato che non riguarda solo l’abbassamento dei limiti di velocità, ma comporta anche modifiche alle infrastrutture e al modo di vivere la città. Il provvedimento era stato approvato dall’amministrazione di centrosinistra del sindaco di Bologna, Matteo Lepore, e nel suo primo anno ha contribuito a ridurre gli incidenti stradali del 13,1 per cento rispetto alla media dei due anni precedenti.
Il ricorso contro la sua applicazione era stato presentato da due tassisti, che avevano contestato come l’obbligo di rispettare il limite dei 30 chilometri orari in città comportasse tempi di percorrenza quasi doppi, con il risultato di ridurre corse e guadagni rispetto a prima (uno dei due aveva poi ritirato il ricorso). Con la sua sentenza, il TAR non si è espresso sull’efficacia del piano “città 30”, ma ne ha valutato solo la legittimità.
Nella sentenza il TAR dice che, in base al Codice della strada e alle leggi in materia, di norma il limite di velocità nei centri abitati è di 50 chilometri orari, e può essere abbassato in certe strade o tratti di strada, ma non in aree intere, e solo con presupposti specifici, per esempio in corrispondenza di scuole o restringimenti. Inoltre, sempre secondo il TAR, i provvedimenti con cui sono stati istituiti i nuovi limiti di velocità sarebbero stati troppo generici.
Per il TAR insomma il limite sotto i 50 chilometri orari dovrebbe essere eccezionale e motivato, e le ordinanze che istituiscono le zone in cui bisogna andare a 30 chilometri orari dovrebbero contenere motivazioni più precise. Il provvedimento di Bologna è sempre stato ostacolato dalle opposizioni, e in particolare dalla Lega, che adesso ha accolto molto favorevolmente la sospensione del TAR.
Dopo la pubblicazione della sentenza il ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini, leader della Lega, ha sostenuto che il provvedimento danneggiasse i cittadini e tradisse «lo spirito delle zone 30». Il sindaco Lepore ha detto che il comune è pronto a rispondere alle questioni formali sollevate dalla sentenza, ma che Bologna continuerà a essere una “città 30”. Ha aggiunto che mercoledì è in programma una conferenza stampa per presentare le prossime iniziative del comune in merito.



