In Danimarca e Groenlandia uno slogan contro Trump ne ricorda molto un altro
Stanno avendo grande successo i cappellini rossi con la scritta “Make America Go Away”

Nelle proteste in Groenlandia e in Danimarca contro le rivendicazioni del presidente statunitense Donald Trump i manifestanti hanno iniziato a usare molto spesso la frase “Make America Go Away” (“Fate andare via l’America”), ispirata allo slogan elettorale di Trump, “Make America Great Again”. È comparsa su cartelloni, ma soprattutto su cappellini rossi che imitano quelli venduti dal comitato elettorale di Trump e che lui stesso indossa spesso.
I primi cappellini con lo slogan anti-Trump sono stati creati da Jesper Rabe Tonnesen, proprietario di un negozio di abbigliamento vintage di Copenaghen. La scritta “Make America Go Away” è sul lato del cappellino, mentre davanti è ricamata la frase “Nu det NUUK!”, un gioco di parole in danese con la frase “Nu det nok” (“Adesso basta”), dove “nok” è stato sostituito da Nuuk, la capitale della Groenlandia.
Tonnesen ne aveva prodotti alcuni già l’anno scorso, quando Trump aveva iniziato a parlare per la prima volta della sua intenzione di controllare la Groenlandia e una delegazione statunitense aveva visitato l’isola, ma non avevano riscosso molto successo. Nelle ultime settimane invece, da quando le minacce di Trump sono diventate più aggressive e più concrete, molte persone hanno cominciato ad acquistarli e sono stati esauriti nel giro di una settimana. Tonnesen ha detto che ne ha ordinate quindi diverse migliaia.
Lo slogan dei manifestanti è chiaramente molto diverso da quello originale di Trump: “Make America Go Away” fa riferimento alla necessità di cacciare gli Stati Uniti dalla Groenlandia e quindi critica le mire espansionistiche di Trump, che lui esprime in modo minaccioso e aggressivo. Al contrario, “Make America Great Again” allude all’intenzione di riportare gli Stati Uniti a un momento di grandezza e prosperità.
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Alcuni manifestanti a Nuuk che indossano i cappellini di Jesper Rabe Tonnesen, il 17 gennaio del 2026 (Sean Gallup/Getty Images)
La Groenlandia fa parte del Regno di Danimarca, con larghe autonomie. Gli Stati Uniti continuano da settimane a minacciare di prendere il controllo dell’isola, senza escludere la possibilità di usare la forza. Da qualche giorno sull’isola è arrivata qualche decina di soldati inviati singolarmente da alcuni paesi europei: ufficialmente come parte di una missione esplorativa, ufficiosamente come strumento di deterrenza contro un possibile attacco statunitense. In risposta Trump ha annunciato nuovi dazi contro i paesi che li avevano inviati.
Il governo autonomo della Groenlandia ha detto più volte di non aver intenzione di essere annesso agli Stati Uniti, e l’opinione è condivisa da una larga maggioranza di groenlandesi.
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