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  • Martedì 20 gennaio 2026

Perché la scoperta della basilica di Vitruvio nelle Marche è importante

Ci permetterà di capire qualcosa in più sull'architettura dell'antichità, dopo secoli di ricerche

Gli scavi della basilica di Vitruvio in piazza Andrea Costa a Fano, il 19 gennaio 2026 (ufficio stampa della regione Marche via ANSA)
Gli scavi della basilica di Vitruvio in piazza Andrea Costa a Fano, il 19 gennaio 2026 (ufficio stampa della regione Marche via ANSA)
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Lunedì il ministero della Cultura ha annunciato che durante gli scavi per la riqualificazione di una piazza nel centro storico di Fano, nelle Marche, sono stati trovati dei resti attribuiti alla basilica di Vitruvio, l’unico edificio che sappiamo essere stato progettato dal noto teorico dell’architettura Marco Vitruvio Pollione, vissuto nel primo secolo avanti Cristo. Secondo il ministro della Cultura Alessandro Giuli, la scoperta della basilica è così importante da segnare persino «un prima e un dopo» nella storia dell’architettura.

In effetti lo scavo è importante perché gli archeologi cercavano questa basilica da quasi cinquecento anni, da quando, cioè, si sviluppò un nuovo interesse nello studio di Vitruvio. Dopo tante ricostruzioni e false attribuzioni nessuno finora era stato in grado di individuarne l’esatta collocazione, tanto che qualcuno aveva cominciato a ipotizzare che in realtà la basilica non fosse mai stata costruita.

I primi resti sono emersi durante i lavori di ristrutturazione di piazza Andrea Costa, sovvenzionati con il PNRR, il Piano di ripresa e resilienza finanziato con fondi europei. Si tratta di quattro grosse colonne di pietra del diametro di circa un metro e mezzo. La loro disposizione e le dimensioni erano compatibili con la descrizione della basilica che lo stesso Vitruvio aveva fatto nel suo trattato De architectura. A quel punto, per avere la prova che i resti corrispondessero, gli archeologi hanno consultato una ricostruzione della planimetria e scavato in una piazza adiacente, dove ipotizzavano di trovare un’altra colonna angolare. Effettivamente la colonna è stata trovata nel punto previsto, confermando le dimensioni e l’orientamento della costruzione.

Ilaria Rossetti è l’archeologa della soprintendenza di Ancona e Pesaro Urbino che ha diretto i lavori di scavo. «Un ulteriore elemento che ci ha convinti», ha detto Rossetti, «è stato il fatto che le colonne avevano dei pilastri addossati, proprio come scriveva Vitruvio nel suo trattato».

Nel testo, infatti, l’architetto fa una descrizione molto precisa della basilica e dice di averne curato personalmente la costruzione. L’edificio aveva una pianta rettangolare ed era circondato da un colonnato imponente, con quattro colonne sul lato corto e otto su quello lungo, molto larghe e alte circa 15 metri. Le colonne erano appoggiate a pilastri portanti che sorreggevano un altro piano della struttura. Nell’antica Roma le basiliche non avevano una funzione religiosa, come le intendiamo oggi, ma erano grossi edifici pubblici con vari scopi, usati per ospitare mercati, processi o assemblee.

Gli scavi in piazza Andrea Costa a Fano (Ufficio stampa Regione Marche via ANSA)

Il trattato di Vitruvio è l’unico documento sull’architettura tramandato integro dall’antichità ed è, per questo motivo, la principale fonte sui metodi di progettazione e costruzione dell’epoca romana. La scoperta della basilica permetterà di verificare come Vitruvio applicasse nella pratica i suoi principi teorici di proporzione e simmetria.

Rossetti dice che quasi tutti gli archeologi che hanno lavorato a Fano hanno cercato la basilica nella struttura urbana della città. «Veniva identificata prima in questo e poi in quel rinvenimento, ma poi si scopriva che l’organizzazione dello spazio non corrispondeva alle descrizioni di Vitruvio». Successe per esempio nel marzo del 2023, quando durante alcuni lavori di ristrutturazione su una palazzina nel centro di Fano, proprio in via Vitruvio, si scoprirono alcuni resti di un edificio piuttosto grosso, con ricche pavimentazioni, di un’epoca compatibile con quella della basilica. Mancava però il colonnato e l’identificazione non fu mai confermata. In un altro caso si ipotizzò che la basilica corrispondesse ad alcuni resti trovati sotto alla chiesa di Sant’Agostino, nel centro storico di Fano.

Gli scavi archeologici in piazza Andrea Costa proseguiranno anche nelle prossime settimane. Rossetti dice che grazie all’individuazione della basilica sarà possibile ricostruire con più esattezza la planimetria dell’antica Fano romana, sempre sulla base delle descrizioni fatte da Vitruvio nel suo trattato: «Per esempio, ora siamo certi che dall’altro lato della piazza, sotto l’attuale chiesa di San Domenico, dovrebbe trovarsi un tempio di Giove Capitolino». Gli archeologi, dice Rossetti, sono curiosi di continuare gli scavi soprattutto per scoprire come è fatta una parte di basilica, quella dell’aula centrale, che Vitruvio descrive meno nel dettaglio.