I Police continuano a litigare per “Every Breath You Take”

L'ex chitarrista e l'ex batterista del gruppo hanno chiesto a Sting royalties mai pagate per 9 milioni di dollari

I Police nel 1979 (John Rodgers/Redferns/Getty Images)
I Police nel 1979 (John Rodgers/Redferns/Getty Images)
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Mercoledì a Londra è cominciata l’udienza preliminare che dovrà stabilire se Andy Summers e Steward Copeland, rispettivamente ex chitarrista ed ex batterista dei Police, potranno chiedere a Sting il pagamento di royalties mai ricevute per una cifra superiore ai 9 milioni di dollari. Il caso riguarda alcune tra le canzoni più note del gruppo, ma in particolare una: “Every Breath You Take”, di gran lunga quella di maggior successo e la più redditizia della band.

Summers e Copeland avevano fatto causa a Sting a settembre, e l’udienza preliminare serve a stabilire se e in che termini la loro richiesta potrà essere esaminata nel processo vero e proprio. È una controversia complessa e molto tecnica, incentrata sulla tipologia di ricavi editoriali a cui Summers e Copeland avrebbero diritto in base a precedenti accordi stipulati con Sting.

Formalmente Sting è l’unico autore accreditato della maggior parte delle canzoni dei Police, compresa “Every Breath You Take”. Summers e Copeland hanno però sempre rivendicato il diritto a una parte delle royalties generate dallo sfruttamento del repertorio dei Police, sostenendo che il loro contributo creativo fosse tutt’altro che marginale.

Negli anni Settanta Sting accettò di riconoscere ai suoi compagni di band il 15 per cento delle royalties sulle canzoni della band per il loro “contributo all’arrangiamento”, e quindi sostanzialmente per le parti di chitarra e di batteria delle canzoni. Il diretto interessato ha detto che l’accordo era un modo per mantenere un «clima sereno tra i tre».

I problemi riguardano l’interpretazione di quell’accordo: Sting sostiene che riguardi soltanto le royalties derivanti dalla vendita dei supporti fisici (cd, vinili, musicassette). I suoi ex compagni di band ritengono invece che dovrebbero essere pagati anche per la riproduzione delle canzoni dei Police sui servizi di streaming: e quindi fondamentalmente molto di più, dato che ormai la musica viene ascoltata quasi esclusivamente in questo modo.

Durante l’udienza di mercoledì gli avvocati di Sting hanno detto che, dopo la presentazione della causa, Summers e Copeland hanno ricevuto un pagamento di 595.000 sterline (circa 685mila euro) per compensare «alcuni mancati pagamenti storici», e che questa cifra sarebbe addirittura superiore a quanto spetterebbe loro realmente.

Hanno anche aggiunto che un ulteriore accordo firmato con Summers e Copeland nel 2016 specifica che le royalties derivanti dallo streaming spettano soltanto a Sting. Summers e Copeland invece hanno ribadito la loro posizione, chiedendo di procedere con la causa.

Anche se la causa riguarda diversi successi dei Police, quella che suscita maggiore interesse è “Every Breath You Take”. Pubblicata nel 1983 in Synchronicity, l’ultimo disco del gruppo,  fu una delle più popolari di quell’anno: restò per due mesi al numero uno della classifica di Billboard e finì prima in quella di altri quattro paesi, fra cui l’Italia.

La canzone è stata scritta più di quarant’anni fa, ma funziona molto bene ancora oggi. È stabilmente nella top 20 dei brani più ascoltati ogni giorno su Spotify, il servizio di streaming più diffuso al mondo, un dato che rende evidente quanto continui a generare ricavi enormi.

Negli ultimi anni poi “Every Breath You Take” ha beneficiato di una rinnovata popolarità. È stata inserita nella colonna sonora di due stagioni di Stranger Things, una delle serie tv più apprezzate degli ultimi tempi. E funziona molto bene su TikTok, dove è frequentemente utilizzata come sottofondo per i video. Nonostante il testo parli di una relazione tossica e di uno stalker che dice di voler osservare e controllare costantemente la sua partner, negli ultimi anni “Every Breath You Take” è diventata una classica canzone da matrimonio, cosa che lo stesso Sting ha commentato con sorpresa.

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