L’erede di Hermès e una truffa da miliardi di euro
Nicolas Puech era uno degli uomini più ricchi del mondo prima di perdere tutto senza neanche accorgersene

Nel 2024 Nicolas Puech era al 121esimo posto della lista delle persone più ricche del mondo secondo Forbes. Ora dice di essere rimasto senza nulla, e secondo i giornali che hanno ricostruito la sua storia potrebbe essere stato vittima di una delle più grandi truffe del nostro secolo.
Puech ha 82 anni, è nato in Francia ed è un diretto discendente di Thierry Hermès, il fondatore dell’omonima società di moda di lusso, famosa per i suoi prodotti in pelle tra cui la borsa più costosa e desiderata al mondo. Aveva ereditato il 4,7 per cento delle azioni di Hermès nel 1996, alla morte della madre, e un altro 1 per cento nel 2004, quando morì la sorella Odile. Con circa sei milioni di azioni, pari a quasi il 6 per cento del totale, ne aveva più di ogni altra persona fisica. In base alle indagini commissionate dai suoi avvocati, alla fine del 2013 gliene rimanevano 535mila, e nel 2021 non ne aveva più nessuna.
Puech è dichiaratamente gay, non è sposato e non ha figli e, a differenza di molti suoi parenti, non si è mai occupato dell’azienda. Tutte le persone sentite dalla giornalista Avantika Chilkoti, che ne ha scritto recentemente sull’Economist, lo descrivono come un tipo gentile e riservato, che non ostenta le proprie ricchezze, con poche eccezioni. Un po’ l’opposto di Éric Freymond, l’uomo che gestiva le sue finanze e quello a cui ha fatto causa sia in Svizzera che in Francia per truffa e appropriazione indebita. Lo scorso luglio Freymond è stato investito e ucciso da un treno in Svizzera, in quello che la polizia ritiene un suicidio.
Sempre a luglio, in tribunale a Parigi, Freymond aveva detto che lui e Puech erano stati amanti per circa 15 anni, fino al 2016, e che era informato di tutto quello che succedeva al suo patrimonio. La versione di Puech invece è diversa: sostiene che fossero solo amici, e che nel tempo Freymond lo avesse isolato sempre di più dalla famiglia per controllarlo, raggirarlo e portargli via tutto.
Nel corso degli anni Freymond aveva venduto tutte le azioni di Puech. Secondo gli avvocati di Puech, sfruttava i dividendi e i soldi incassati dalle vendite per comprare opere d’arte per sé o per fare investimenti dalla solidità dubbia, il tutto senza che Puech sospettasse di nulla.
In tribunale Freymond ha confermato quello che la famiglia Hermès sospettava da tempo, ovvero che la gran parte delle azioni di Puech era stata venduta a LVMH, il più grande conglomerato del lusso al mondo, che attorno al 2010 cominciò ad acquisire azioni di Hermès, fino a controllarne oltre il 20 per cento (ci fu poi un accordo con la famiglia Hermès per la ridistribuzione delle azioni di LVMH). Freymond ha sostenuto che Puech ne fosse «perfettamente informato» e che era stato lui a decidere di vendere le proprie azioni al gruppo. Puech ha negato.
Dopo la pandemia il mercato dei beni di lusso è cresciuto a ritmi elevatissimi, e la crescita è stata straordinaria anche per Hermès: in cinque anni i prezzi delle sue azioni sono aumentati più del 200 per cento. Per dare l’idea, secondo la procura di Parigi, tra l’aprile e il maggio del 2008 Freymond vendette le azioni di Puech a una media di 86,66 euro ciascuna, mentre oggi valgono più di 2mila euro. A dicembre Puech ha citato in giudizio anche LVMH e il suo amministratore delegato, il miliardario Bernard Arnault, accusandoli di aver ottenuto le sue azioni senza il suo consenso, e chiedendo un risarcimento di circa 14 miliardi di euro: una stima di quanto varrebbero le sue azioni oggi, se non fossero mai state vendute.
Nicolas Puech in un post di Instagram sulla sua intervista all’Express
In una rara intervista data al settimanale francese L’Express lo scorso novembre, Puech ha raccontato che lui e Freymond si erano conosciuti alla fine degli anni Novanta. Freymond aveva 15 anni in meno di lui, era ben inserito nell’alta società di Ginevra e gestiva il patrimonio di persone molto influenti, tra cui l’attrice svizzera Ursula Andress, la “Bond girl” di Agente 007 – Licenza di uccidere. I due cominciarono a frequentarsi per interessi comuni, e presto Puech gli diede un controllo quasi illimitato sul suo patrimonio, che Freymond gli consigliò di spostare in Svizzera, dove poi si trasferì anche lui.
Puech si fidava così tanto di Freymond che non controllava quasi mai niente. Cominciò a sospettare di Freymond solo nell’estate del 2022, quando gli chiese di dare l’equivalente di circa 4 milioni di euro al suo giardiniere e alla moglie, che considera una specie di famiglia adottiva, ma quei soldi non arrivarono mai. A ottobre di quell’anno gli revocò il mandato di gestore delle sue finanze, e su consiglio di un amico ordinò un’indagine su di lui. Si accorse così che non c’era traccia delle azioni che era convinto di avere, e che anzi erano sparite da oltre dieci anni, ha raccontato.
Il problema è che quelle di Puech erano azioni al portatore, ovvero titoli che non sono intestati a una persona specifica, ma appartengono a chiunque li abbia, un po’ come il denaro contante. Non essendo facilmente rintracciabili erano particolarmente apprezzati da chi voleva trasferire denaro in maniera anonima, e da qualche anno per legge devono essere convertiti in titoli nominativi: nel caso delle azioni di Puech però adesso sarebbe complicatissimo sapere con certezza a chi siano finite.
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A luglio il presidente esecutivo di Hermès, Axel Dumas, ha detto di essere certo che Puech non avesse più le azioni dell’azienda da tempo. Già nel 2015 tra l’altro l’azienda aveva avviato una causa contro ignoti per falso, per documenti che indicavano il possesso fasullo di azioni del gruppo. La causa era chiaramente rivolta a Puech, che sulla base di quello che racconta era convinto di averle ancora.
Nel settembre del 2023 Puech aveva accusato Freymond di truffa in un tribunale a Ginevra, ma il caso era stato archiviato da una corte d’appello. In seguito lo ha denunciato per appropriazione indebita a Parigi, dove le indagini si sono incrociate con la causa presentata da Hermès nel 2015 e sono tuttora in corso. A inizio 2025 Puech aveva trattato con la famiglia reale del Qatar per venderle le azioni che però non aveva più. La famiglia reale del Qatar gli ha poi chiesto l’equivalente di oltre un miliardo di euro in danni.
Testimoniando davanti ai giudici francesi, Puech ha detto che non ha più i mezzi per mantenersi. Alcune persone che lo conoscono hanno detto al Wall Street Journal che al posto dei voli privati di una volta oggi è stato visto volare con EasyJet, e in base ai documenti esaminati dai magistrati nemmeno la sua casa in Svizzera è più sua. Alla giudice Charlotte Bilger, che ha seguito il caso di Hermès contro di lui, Puech è sembrato facilmente manipolabile e incapace di accettare la realtà.
Freymond invece aveva avuto problemi con la giustizia altre volte. Nel 2010 lui e la sua società erano stati multati per 4 milioni di euro per insider trading, il reato che si compie nella compravendita di titoli sfruttando informazioni riservate; in più era stato accusato di appropriazione indebita da altri suoi clienti, compresa Andress.



