Dovremmo passare tutti al bidet?

Riduce fortemente l'uso della carta igienica ed è un'opzione più sostenibile, ma ancora poco diffusa in molti paesi

(Getty Images)
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Che provenga da un bidet o da una doccetta igienica, l’acqua è spesso indicata come il metodo di pulizia più efficace e sostenibile dopo che si è stati in bagno. La carta igienica ha infatti un alto impatto sull’ambiente, e non sempre le soluzioni alternative come i rotoli ottenuti dal riciclo o dal bambù sono sostenibili a sufficienza. Bidet e doccette non sono però ancora molto diffusi, soprattutto in Occidente, anche se la situazione sta cambiando in diversi paesi europei e più lentamente nel Nord America.

L’Italia è una delle nazioni al mondo con la più alta presenza di bidet, la cui installazione è prevista dalla legge in almeno uno dei bagni delle abitazioni, secondo un decreto del ministero della Salute del 1975. Anche in Portogallo il bidet è particolarmente diffuso così come in parte della Spagna, mentre è meno presente nei bagni della Francia e della Germania. Nel nord-centro Europa la presenza è limitata, ma si sta registrando un lieve aumento delle installazioni delle doccette igieniche, che assolvono più o meno allo stesso scopo senza richiedere costose ristrutturazioni.

Le dimensioni dei bagni del nord Europa e del Regno Unito sono quasi sempre molto contenute, di conseguenza non tutti hanno spazio per installare un bidet. Negli Stati Uniti la mancanza è invece dovuta soprattutto a motivi culturali.

Una parte del pregiudizio statunitense verso i bidet viene fatta risalire al periodo della Seconda guerra mondiale, quando i soldati statunitensi li notarono soprattutto nei bordelli francesi, associandoli quindi alla prostituzione. Si racconta che al loro ritorno negli Stati Uniti la percezione “scandalosa” avesse condizionato l’adozione del bidet in ambito domestico, ma intorno a questa ricostruzione storica non c’è molto consenso.

Il puritanesimo e l’etica vittoriana, che promuoveva un distacco netto dal proprio corpo e in particolare dalle zone intime, hanno avuto comunque un ruolo e favorito una certa ritrosia nell’usare le mani e l’acqua per pulirsi dopo essere stati in bagno. Molte persone preferiscono non avere un contatto diretto durante la pulizia, trovandosi meglio con una barriera fisica come quella offerta dalla carta igienica.

Negli anni Sessanta alcuni produttori cercarono di introdurre il bidet negli Stati Uniti, ma non riuscirono a organizzare campagne di comunicazione efficaci. Non c’era la disponibilità a fare pubblicità a un oggetto così collegato alla sfera privata, né in televisione né sui giornali. Le poche informazioni intorno a quello strano oggetto facevano sì che molti credessero che servisse per lavare i piedi, oppure i panni delicati, e che fosse quindi ridondante rispetto ai lavabi, alle vasche da bagno e alle docce.

Il risultato è che negli Stati Uniti e in altri paesi anglosassoni si consuma più carta igienica, perché sono spesso necessari più strappi per pulirsi rispetto a quanti se ne usano prima di usare il bidet o la doccetta igienica.

Le stime sono spesso diffuse dai produttori di sanitari, quindi vanno prese con cautela, ma il Natural Resources Defense Council (NRDC), un’associazione non profit statunitense che si occupa di ambiente, ha ripreso i loro dati segnalando che con il bidet il consumo di carta igienica si può ridurre del 75 per cento, quindi con un consumo per una famiglia di decine di rotoli in meno ogni anno.

Oltre all’abbattimento degli alberi, la produzione di cellulosa vergine richiede enormi quantità di acqua, con un impatto importante sull’ambiente. Il passaggio al bidet può portare a una riduzione del consumo di carta igienica con una conseguente riduzione dell’utilizzo di acqua. Quella necessaria per lavarsi è spesso meno di un litro, mentre per produrre un rotolo sono necessarie decine di litri.

Il crescente successo dei WC giapponesi, ad alta tecnologia e che fanno anche da bidet senza interventi manuali diretti, potrebbe favorire una riduzione del consumo di carta igienica anche dove finora i bidet hanno faticato ad affermarsi, ma questa è un’altra storia.