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  • Sabato 10 gennaio 2026

Le scarcerazioni dei prigionieri politici in Venezuela vanno a rilento

Sono state liberate solo 16 persone, su più di 800 detenute ingiustamente: per ora non si hanno notizie di Alberto Trentini

Una veglia davanti alla prigione El Rodeo I di Caracas (AP Photo/Matias Delacroix)
Una veglia davanti alla prigione El Rodeo I di Caracas (AP Photo/Matias Delacroix)
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Giovedì il governo del Venezuela ha iniziato a liberare alcuni prigionieri politici per la prima volta da quando gli Stati Uniti hanno catturato il presidente Nicolás Maduro, ma nonostante le promesse iniziali per ora il numero delle persone scarcerate è molto esiguo. Si ha notizia di sole 16 persone liberate, e non si sa ancora nulla di Alberto Trentini, il cooperante italiano in carcere in Venezuela da più di un anno senza accuse formali.

Il numero esatto dei prigionieri politici nel paese non è chiaro: secondo l’ong venezuelana Foro Penal, nelle carceri del paese ci sono ancora 811 persone detenute per motivi politici: tra loro militari, politici, studenti, attivisti per i diritti umani e giornalisti. Secondo l’ong Justicia, Encuentro y Perdón, i prigionieri invece sarebbero più di mille.

Pur non specificando il numero esatto dei prigionieri politici che sarebbero stati liberati, il presidente del parlamento venezuelano Jorge Rodríguez aveva detto che il regime ne avrebbe scarcerato «un numero importante», sia venezuelani sia stranieri. Rodríguez è un influente esponente del regime: è il fratello della nuova presidente ad interim, Delcy Rodríguez. Aveva motivato la liberazione dicendo che era un gesto di distensione dopo l’attacco statunitense, e che la decisione era stata presa dal Venezuela in modo unilaterale e non come il risultato di qualche tipo di accordo o di pressioni straniere.

– Leggi anche: Cos’è la diplomazia degli ostaggi

Tra i prigionieri politici ancora incarcerati, secondo Foro Penal ce ne sono 87 di nazionalità straniera, tra cui Trentini. Le persone venezuelane liberate finora sono Rocío San Miguel, attivista per i diritti umani di nazionalità ispano-venezuelana; Enrique Márquez, ex candidato alla presidenza e esponente dell’opposizione; Biagio Pilieri, altro esponente dell’opposizione, con doppia cittadinanza italo-venezuelana; Larry Osorio, attivista per i diritti umani; la politica di opposizione Aracelis Balza Ramírez; l’infermiera e sindacalista Yanny González; Luis Fernando Junior Sànchez Flores; Diogenes Omar Angulo Molina; Antonio Gerardo Buzzetta Pacheco, italo-venezuelano; Didelis Raquel Corredor Acosta; Virgilio José Laverde Márquez; Luis Aquiles Rojas. Oltre a loro ci sono quattro cittadini spagnoli: José María Basoa, Andrés Martínez Adasme, Miguel Moreno Dapena ed Ernesto Gorbe Cardona.

Il governo venezuelano non ha comunicato ufficialmente i nomi delle persone liberate, e quindi bisogna affidarsi a ong e associazioni locali per sapere come vanno le scarcerazioni man mano che avvengono. Davanti alle carceri principali del paese, come El Helicoide e El Rodeo I a Caracas (quest’ultima è quella dove è detenuto Trentini), da ore ci sono veglie di amici e familiari dei prigionieri, in attesa di avere notizie.

Sui giornali sudamericani e sui social circolano elenchi di persone che potrebbero essere liberate a breve, ma su cui non ci sono ancora conferme. Tra queste c’è l’italiano Luigi Gasperin, presidente di una società petrolifera, che secondo molti giornali era già stato liberato giovedì sera. La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha fatto sapere che al governo risulta per Gasperin «un provvedimento di scarcerazione non ancora eseguito».