Cosa è rimasto a Roma del Giubileo

Soprattutto opere per chi vive in città, in parte ancora da finire, anche se l'obiettivo iniziale era un po' diverso

Una vista dall'alto di via dei Fori Imperiali, il 4 dicembre 2025 (AP Photo/Andrew Medichini)
Una vista dall'alto di via dei Fori Imperiali, il 4 dicembre 2025 (AP Photo/Andrew Medichini)
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Martedì 6 gennaio si è concluso il Giubileo, il periodo di circa un anno considerato sacro per la Chiesa cattolica, in cui i fedeli da tutto il mondo vengono incoraggiati ad andare a Roma in pellegrinaggio.

Per l’occasione Roma ha ricevuto oltre un miliardo e mezzo di euro, per fare centinaia di interventi per migliorare la città e cercare di renderla più accessibile, sicura e sostenibile a livello ambientale, e per migliorare le condizioni di vita delle persone più fragili, coerentemente con lo spirito del Giubileo. La gran parte degli interventi completati riguarda la riqualificazione di parti della città e la valorizzazione del suo patrimonio culturale: c’è ancora molto da fare su accessibilità, accoglienza e trasporti.

Gli interventi sono divisi in due gruppi: il più importante ne comprende 287, l’altro 336. Il primo riguarda la città nel suo complesso: accessibilità e mobilità, accoglienza, riqualificazione e valorizzazione del territorio, sostenibilità ambientale; il secondo, noto come “Caput Mundi”, riguardava nello specifico la valorizzazione del patrimonio archeologico, artistico e culturale della città. Sono stati entrambi finanziati, oltre che coi fondi giubilari, anche con fondi comunali, regionali e nazionali, tra cui quelli del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (il PNRR, il piano di riforme e investimenti finanziato con fondi europei).

Le scadenze per gli interventi erano diverse a seconda dell’urgenza: alcuni si sarebbero dovuti concludere entro il 2024, per altri c’è tempo fino alla fine del 2026. Complessivamente tra il 30 e il 40 per cento degli interventi sono conclusi, ma i lavori sono in ritardo: già quest’estate la Corte di conti aveva messo pressione sul sindaco Roberto Gualtieri (che è anche commissario straordinario per il Giubileo) per il completamento di decine di interventi considerati prioritari ma ancora incompiuti (qui c’è la lista completa degli interventi del primo gruppo).

Nel programma ci sono interventi anche di portata molto diversa, alcuni strutturali e con conseguenze a lungo termine, altri ben più piccoli. Per capirci: nel gruppo di interventi per l’accoglienza c’è il potenziamento di infrastrutture per la sicurezza ma anche l’acquisto del vestiario per i membri della Protezione civile.

Benché l’obiettivo iniziale del programma per il Giubileo fosse rendere la città più accessibile e sostenibile per i pellegrini e i turisti, e più accogliente per le categorie più fragili, la maggior parte dei lavori completati è stata utile soprattutto per chi vive a Roma. Ha permesso di riaprire infrastrutture che ormai da tempo erano in stato di abbandono, come il Ponte dell’Industria, chiamato dai romani “Ponte di Ferro” (tra i quartieri Ostiense, Marconi e Portuense), che era chiuso da quattro anni dopo essere stato danneggiato in un incendio; o la vela di Calatrava, imponente struttura progettata dall’architetto e ingegnere spagnolo Santiago Calatrava a Tor Vergata, nella zona sud-est di Roma, che era abbandonata dal 2005.

Molti altri interventi hanno riguardato la riqualificazione di strade, marciapiedi, parchi pubblici, il miglioramento della segnaletica stradale, alcuni interventi sull’accessibilità, sulla sicurezza e sulla mobilità sostenibile. Su quest’ultimo punto uno dei progetti che aveva attirato più attenzioni era il cosiddetto “Grande Raccordo Anulare delle Bici”, un lungo percorso ciclabile di circa 50 chilometri che collega le zone centrali di Roma con quelle più esterne, per cui sono stati investiti circa 15 milioni di euro (per la quasi totalità soldi del PNRR): era categorizzato come «essenziale» ma è ancora un cantiere, e il completamento è previsto per il secondo trimestre del 2026.

La lista di interventi per il Giubileo ne prevedeva anche alcuni sui trasporti pubblici, in parte finanziati col PNRR, per esempio per la fornitura di nuovi treni per le metropolitane A e B, la costruzione di un nuovo deposito dei tram e alcuni interventi sulla ferrovia che collega Roma a Ostia. Tutti e tre questi interventi erano considerati prioritari ma sono ancora incompleti: il più vicino alla conclusione è la fornitura dei treni nuovi per le metropolitane A e B.

Rispetto alle categorie più fragili, come le persone senza dimora o gli anziani, il grosso è ancora in corso: è stato completato l’acquisto di dotazioni per un campo di accoglienza da 250 posti (per cui è stato speso un milione e mezzo di euro) e sta per concludersi un potenziamento dei servizi di residenzialità temporanea per persone in condizioni di fragilità estrema (come persone senza dimora, persone anziane e non autosufficienti, magari isolate dal punto di vista sociale), per cui sono stati stanziati oltre due milioni di euro. Due centri di aggregazione per persone anziane da riqualificare e rendere più accessibili, entrambi interventi categorizzati come «essenziali», sono ancora allo stato di cantiere.

Uno dei temi più discussi del Giubileo comunque ha riguardato le persone senza dimora: l’idea di dare maggiore assistenza ai senzatetto ha una valenza religiosa e simbolica coerente coi principi del Giubileo, ma c’entra molto anche l’immagine che Roma vuole dare di sé dopo un anno in cui avuto molte attenzioni addosso e moltissimi visitatori. Per il Giubileo il comune di Roma aveva previsto la costruzione di quattro tensostrutture per l’accoglienza dei senzatetto vicino alle stazioni ferroviarie e alla basilica di San Pietro, oltre al potenziamento delle risorse per questa categoria di persone. Le tensostrutture sono state effettivamente costruite, e resteranno aperte anche ora che il Giubileo è concluso.

– Leggi anche: Il Giubileo e i senzatetto