La Corte europea dei diritti dell’uomo ha respinto i ricorsi di Silvio Berlusconi e Fininvest sul “lodo Mondadori”

Silvio Berlusconi, 27 novembre 2013 (AP Photo/Alessandra Tarantino)
Silvio Berlusconi, 27 novembre 2013 (AP Photo/Alessandra Tarantino)

La Corte europea dei diritti dell’uomo (CEDU) ha respinto i ricorsi che Silvio Berlusconi e la sua azienda Fininvest avevano presentato nel 2014 contro le sentenze della vicenda giudiziaria nota come “lodo Mondadori”. Nel 2013 la Fininvest era stata condannata in via definitiva a risarcire con circa 540 milioni di euro la CIR, l’azienda allora di proprietà di Carlo De Benedetti, dopo una lunga disputa legale che riguardava l’acquisto della casa editrice Mondadori da parte di Berlusconi all’inizio degli anni Novanta.

In estrema sintesi, Berlusconi e Fininvest avevano contestato vari punti della sentenza passata in giudicato, cioè diventata definitiva e non più appellabile se non appunto con un ricorso alla CEDU. Le contestazioni dell’azienda sono più tecniche, mentre Berlusconi aveva in sostanza sostenuto che il linguaggio usato nelle sentenze facesse in qualche modo intendere che in quella vicenda fosse colpevole di corruzione. La CEDU ha dato torto a Fininvest e a Berlusconi su quasi tutti i punti dei ricorsi, tranne quello che lamentava l’assenza di motivazioni nella sentenza della Corte di Cassazione per quanto riguarda la condanna al pagamento delle spese processuali.

Dopo la morte di Berlusconi nel 2023, i suoi eredi avevano comunque deciso di portare avanti il ricorso. Fininvest e gli eredi di Berlusconi possono ancora fare ricorso alla Grande Chambre della CEDU, l’organo giurisdizionale supremo della corte a cui si può fare appello in circostanze eccezionali. L’avvocato dell’azienda, Andrea Saccucci, ha detto che valuteranno se presentarlo e ha definito la sentenza della CEDU «deludente».