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  • Mercoledì 7 gennaio 2026

La grande isola cinese senza dazi

Hainan è nota soprattutto per le sue spiagge: ora la Cina vuole trasformarla in una potenza commerciale

Una nave che trasporta 179.000 tonnellate di materie prime petrolchimiche attracca al porto di Yangpu, nella provincia cinese di Hainan, 18 dicembre 2025 (Guo Cheng/Xinhua/ZUMA Press)
Una nave che trasporta 179.000 tonnellate di materie prime petrolchimiche attracca al porto di Yangpu, nella provincia cinese di Hainan, 18 dicembre 2025 (Guo Cheng/Xinhua/ZUMA Press)
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Dallo scorso 18 dicembre Hainan, una provincia insulare della Cina meridionale grande più o meno quanto il Belgio, ha introdotto un regime doganale speciale che permette l’ingresso senza dazi di circa 6.600 tipi di merci, pari al 74 per cento delle importazioni che nel resto del paese sono soggette a tassazione. Concretamente, significa che le aziende straniere possono esportare sull’isola la maggior parte delle materie prime, dei semilavorati e dei beni di consumo senza pagare imposte all’ingresso, con una riduzione significativa dei costi.

L’esenzione dai dazi non è l’unico incentivo economico offerto da Hainan. Per attirare investimenti e lavoratori qualificati, l’isola applica tasse più basse per le aziende e i professionisti che rispettano certi requisiti fissati dalle autorità locali, con un’aliquota massima del 15 per cento. I residenti inoltre possono fare acquisti fino a un massimo di 100mila yuan (circa 12.200 euro) all’anno in regime di duty-free, cioè senza pagare imposte.

Il presidente cinese Xi Jinping ha detto che l’esperimento di Hainan rientra in una strategia che punta a rendere il paese più attrattivo per le imprese straniere, ma questa iniziativa ha anche un evidente significato politico: è un modo per rispondere alle politiche commerciali del presidente statunitense Donald Trump, che dall’inizio del suo secondo mandato ha imposto dazi a moltissimi paesi del mondo.

Xi ha aggiunto che il regime speciale introdotto sull’isola ricalca lo spirito delle prime riforme che furono introdotte in Cina a partire dal 1976, dopo la morte di Mao Zedong, quando il paese cominciò ad aprirsi al libero mercato e tra le altre cose creò proprio delle zone economiche speciali in cui i commerci erano liberalizzati.

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La decisione di eliminare i dazi su gran parte delle importazioni a Hainan ha lo scopo di svilupparla economicamente e trasformarla in un grande hub commerciale internazionale. Il regime cinese usa inoltre luoghi facilmente controllabili (come l’isola di Hainan) per testare nuove politiche, che siano sociali o economiche. Non bisogna però ritenere queste riforme un segnale di maggiori aperture.

Richard McGregor, ricercatore del think tank australiano Lowy Institute, ha detto al New York Times che, nonostante i proclami di Xi, l’esperimento di Hainan non va interpretato come un segnale di un’apertura generale della Cina al libero scambio.

Al contrario, è molto probabile che la Cina continuerà ad applicare le politiche commerciali che, nel 2025, le hanno consentito di raggiungere un surplus commerciale (cioè un saldo positivo tra esportazioni e importazioni) di mille miliardi di dollari. E quindi politiche fondate su un forte orientamento alle esportazioni e su un uso esteso dei dazi per proteggere il mercato interno.

L’intenzione della Cina di perseguire questa strategia si evince anche dal fatto che, per evitare che Hainan finisca per diventare una zona franca attraverso cui far transitare in altre parti del paese le merci esenti da dazi, sono state introdotte delle misure correttive.

Una volta importate, le merci devono rimanere sull’isola e possono essere trasferite nel resto della Cina solo rispettando condizioni molto rigide, per evitare che aggirino il sistema doganale nazionale. In particolare, possono essere spostate in altre parti della Cina solo se subiscono un processo di lavorazione sull’isola e se, grazie a questo processo di lavorazione, il loro valore aumenta di almeno il 30 per cento; diversamente, rimangono soggette agli stessi dazi e alle stesse imposte previste per le merci provenienti dall’estero. Questo requisito, nella maggior parte dei casi, rende poco conveniente spedire le merci importate a Hainan nel resto della Cina.

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