Il Lens è primo nel campionato francese di calcio
Alla fine del girone d'andata è davanti anche al ricchissimo Paris Saint-Germain, grazie a un allenatore inesperto e a un ex giocatore dell'Udinese

È finito il girone d’andata della Ligue 1 maschile, il campionato francese di calcio, e in testa alla classifica non c’è il ricchissimo e fortissimo Paris Saint-Germain, campione d’Europa in carica e campione di Francia in 11 degli ultimi 13 campionati. Al primo posto c’è il Racing Club di Lens, la squadra della piccola, omonima città della Francia del Nord. Ha un solo punto di vantaggio sul Paris Saint-Germain, secondo, ed è comunque improbabile che vincerà questa Ligue 1.
Eppure quella del Lens è già una storia eccezionale: per le premesse di questa stagione, tutt’altro che brillanti, e perché ci sono diverse squadre più attrezzate, almeno sulla carta.
Dopo aver vinto il campionato per la prima e unica volta nel 1998, negli anni Duemila i risultati del Lens erano stati perlopiù deludenti. Fece persino qualche stagione in Ligue 2 (la Serie B francese) e tornò stabilmente nella massima serie solo dal 2020. Da allora è sempre finito al settimo o all’ottavo posto; tranne nel 2023, quando arrivò eccezionalmente secondo, a un punto dal Paris Saint-Germain.
Due anni fa il Lens aveva lo stesso allenatore e giocatori che giocavano insieme da tempo. Questa stagione invece è iniziata con qualche incertezza in più: in estate ha preso un allenatore nuovo e abbastanza inesperto – il 46enne Pierre Sage, che aveva allenato solo un’altra squadra tra i professionisti (il Lione) – e già dalla stagione precedente aveva iniziato a cedere giocatori importanti, come parte di una nuova strategia per equilibrare i conti e contenere le spese.
Questa estate, per esempio, i due centrocampisti titolari della stagione precedente – il marocchino Neil El Aynaoui e il francese Andy Diouf – sono stati venduti rispettivamente alla Roma e all’Inter, e il promettente difensore austriaco Kevin Danso, in prestito al Tottenham dallo scorso inverno, è stato ceduto definitivamente alla squadra inglese. I nuovi arrivati, invece, sono stati calciatori poco costosi (almeno per gli standard di oggi) e il più delle volte poco noti.

L’allenatore del Lens Pierre Sage, 16 agosto 2025 (Franco Arland/Getty Images)
Insomma, le aspettative non erano molto alte. Eppure il Lens in questa prima parte di campionato ha vinto 13 partite, ne ha perse solo 3 e ne ha pareggiata una: non perde dalla fine di ottobre.
Il merito è anche dei nuovi arrivati, primo tra tutti dell’attaccante francese Florian Thauvin, acquistato dall’Udinese per sei milioni di euro. Thauvin ha 32 anni e ha avuto una carriera un po’ altalenante. Dopo diverse buone stagioni con il Marsiglia, una deludente con il Newcastle e un Mondiale vinto con la Francia, nel 2021 se ne andò a giocare in Messico. Voleva allontanarsi dalla grossa pressione dei media e dei tifosi europei, che in quel momento non si riteneva più in grado di sostenere.
Tornato in Europa nel 2023 per giocare nell’Udinese, una squadra di Serie A di metà classifica dove le pressioni sono certo minori rispetto al Marsiglia, Thauvin ritrovò fiducia nel proprio gioco. Dopo tanti anni, in Italia fece rivedere le sue grandi qualità tecniche e la sua notevole visione di gioco, che gli permettono – tra le altre cose – di trovare passaggi creativi e inaspettati, o di gestire la palla in spazi molto stretti.
Sono caratteristiche che sta esprimendo anche al Lens, in modo ancora più continuo e brillante. Finora ha disputato tutte le partite di campionato, facendo già 5 gol e 2 assist, ed è riuscito persino a farsi convocare nella nazionale francese a sei anni dall’ultima volta. Grazie alla sua esperienza e alla sua età, Thauvin è diventato anche un punto di riferimento per i suoi compagni di squadra: un ruolo che lui apprezza particolarmente e che imparò proprio all’Udinese, dove fu capitano per un anno.
Anche la Ligue 1 è abbastanza gasata, per come sta giocando Thauvin
Oltre a Thauvin e altri giocatori d’esperienza, come il centravanti Odsonne Édouard, stanno facendo la differenza i giocatori giovani e promettenti arrivati questa estate: il difensore Ismaëlo Ganiou, che ha 20 anni e l’anno scorso giocava nell’Annecy (in Ligue 2); il portiere di 21 anni Robin Risser, che non aveva mai fatto una stagione in nessun campionato di massima divisione; e il 23enne Mamadou Sangaré, centrocampista maliano.
Il merito del Lens non sta solo nell’aver scelto i giocatori giusti, ma soprattutto nell’aver trovato un allenatore capace di valorizzarli. È un’opinione piuttosto condivisa che il vero punto di forza della squadra sia Pierre Sage: con lui il Lens è diventato ordinato e aggressivo, efficace sia in attacco che in difesa. Difende in alto (cioè con i difensori lontani dalla propria porta), gestisce bene il pallone e cura con attenzione i calci piazzati. È un modo di stare in campo che per certi aspetti ricorda quello dell’Inter di Chivu, oggi prima in Serie A.
Non è detto che questo stile di gioco e questo evidente entusiasmo basteranno al Lens per vincere il campionato. La squadra favorita è ancora il Paris Saint-Germain, che in passato ha già saputo rimediare a partenze incerte (come quella di questa stagione) e che può contare su una rosa nettamente superiore a quella di tutte le altre squadre di Ligue 1. Basti pensare che il valore di mercato complessivo di tutti i 27 giocatori del Lens equivale a quello del solo Vitinha, centrocampista del Paris Saint-Germain.
Anche un eventuale secondo posto sarebbe comunque un risultato straordinario per il Lens. Vorrebbe dire qualificarsi direttamente alla Champions League, la principale competizione europea per club, e riuscirci davanti a squadre considerate più forti, come il Marsiglia allenato dall’italiano Roberto De Zerbi (che finora, però, ha mostrato una certa discontinuità) e il Lille.



