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  • Domenica 4 gennaio 2026

Il piccolo ospedale che ha dato le prime cure ai feriti nell’incendio a Crans-Montana

È l'Hôpital du Valais di Sion, che al momento dell'incidente era ben fornito di personale nonostante le festività

Un elicottero sorvola l'Hôpital du Valais di Sion, in Svizzera, 2, 2026 (AP Photo/Baz Ratner)
Un elicottero sorvola l'Hôpital du Valais di Sion, in Svizzera, 2, 2026 (AP Photo/Baz Ratner)
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La maggior parte delle persone ferite nell’incendio avvenuto la notte di Capodanno nel bar Le Constellation a Crans-Montana, in Svizzera, è stata ricoverata in un piccolo ospedale della zona, che si è trovato all’improvviso a dover gestire una quantità inconsueta di pazienti, alcuni anche in condizioni gravissime. La struttura, l’Hôpital du Valais di Sion (la capitale cantonale), si trova a circa 10 chilometri in linea d’aria dal locale, ed era quindi il primo presidio disponibile. Le particolari caratteristiche del territorio però hanno fatto sì che nonostante il periodo festivo ci fosse abbastanza personale in servizio per trattare i feriti.

Lo ha spiegato Eric Bonvin, il direttore dell’ospedale, in un’intervista all’Associated Press: è una prassi che viene seguita da molti anni per non farsi trovare impreparati in caso di emergenze, perché nel periodo del Natale il cantone Vallese è molto frequentato dai turisti («la popolazione locale raddoppia», ha detto Bonvin) e capita spesso che il pronto soccorso sia più affollato del solito, per via del numero elevato di incidenti sulle piste da sci. Tuttavia, anche se l’ospedale aveva personale a sufficienza, quando la notizia è diventata di pubblico dominio medici e infermieri in ferie o fuori servizio si sono messi a disposizione per dare una mano.

Il problema principale era semmai la capienza: l’ospedale, che non dispone di un reparto ustionati specializzato, ha dovuto accogliere improvvisamente decine di persone e ha raggiunto rapidamente la piena capacità, occupando tutte le sale operatorie e anche quelle destinate alla terapia intensiva.

Secondo Bonvin, circa 55 feriti sono stati trasportati in ospedale con mezzi di soccorso, mentre altri sono arrivati accompagnati dai familiari. Nel primo pomeriggio di giovedì 1 gennaio la maggior parte di loro era stata trasferita in altri ospedali, mentre altri erano stati dimessi, ha detto Bonvin.

Le persone ferite erano principalmente adolescenti o giovani adulti, con un’età media di circa 20 anni. Per chi ha riportato ustioni più gravi saranno necessari mesi di cure, ma Bonvin auspica che la loro giovane età possa accelerare il recupero.

Eric Bonvin in una conferenza stampa a Sion, 2 gennaio 2026 (Jean-Christophe Bott/AP)

Nell’incendio sono morte 40 persone, di cui almeno tre italiane: diversi giornali italiani hanno riportato i nomi, che però non sono ancora stati confermati dalle autorità. In totale i feriti coinvolti sono 121, di cui cinque non ancora identificati: accertarne l’identità è difficile perché erano senza documenti, hanno il viso bendato per le medicazioni e sono intubati, e quindi non possono parlare.

Al momento nove feriti italiani, fra cui due ragazze di 16 anni trasferite sabato dalla Svizzera, si trovano all’ospedale Niguarda di Milano, specializzato nel trattamento delle ustioni; gli altri si trovano negli ospedali svizzeri, e per ora sono stati dichiarati non trasportabili. Tra questi è stato identificato uno studente di 16 anni di Milano, ricoverato all’ospedale di Zurigo.

La procura svizzera aveva detto venerdì di ritenere che l’incendio fosse partito dalle scintille di alcune candele pirotecniche, che avevano dato fuoco ai pannelli fonoassorbenti del soffitto. Le indagini si stanno concentrando sui materiali di costruzione del locale, ma anche sul rispetto delle norme di sicurezza, sulle uscite di emergenza e sulla capienza massima. Jessica e Jacques Moretti, proprietari del bar Le Constellation, sono indagati dalla magistratura svizzera per i reati di omicidio colposo, lesioni colpose e incendio colposo.

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