L’Unione Europea ha annunciato investimenti per 500 milioni di euro nella ricerca, anche per attirare gli accademici licenziati da Trump

Lunedì la presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen ha annunciato un piano europeo di investimenti per 500 milioni di euro, da qui al 2027, per attrarre i ricercatori stranieri. Il programma è indirizzato principalmente agli scienziati statunitensi che negli ultimi mesi, durante l’amministrazione di Donald Trump, hanno visto licenziamenti, la sospensione dei fondi per migliaia di progetti di ricerca e un crescente clima di ostilità politica verso il mondo accademico. I fondi saranno distribuiti alle varie università europee per finanziare i loro programmi per attirare ricercatori dall’estero, che in alcuni casi sono già stati avviati.
Il piano è stato annunciato insieme al presidente francese, Emmanuel Macron, all’Università della Sorbona, a Parigi. È una scelta politicamente rilevante perché proprio lì Macron tenne due discorsi sul futuro dell’Europa: uno l’anno scorso e uno, assai più celebre, nel 2017.
Nei mesi scorsi moltissimi ricercatori che lavoravano per il governo federale sono stati rimossi dal loro incarico in una vasta e caotica campagna di licenziamenti ordinata dal dipartimento per l’Efficienza del governo (DOGE), un organismo governativo semi-ufficiale guidato da Elon Musk. Più recentemente i discorsi del presidente verso le università statunitensi sono divenuti ancora più ostili: Trump e i suoi collaboratori le ritengono laboratori di ideologie di estrema sinistra, e hanno minacciato di cancellare finanziamenti federali per migliaia di dollari se le università non concederanno al governo ampia influenza su programmi, criteri di ammissione, ricerca e amministrazione dei campus.
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