Dopo nove mesi nella Striscia di Gaza è stato riaperto il varco di Rafah verso l’Egitto per i bambini feriti e malati

Sabato 37 bambini malati o feriti sono usciti dalla Striscia di Gaza attraverso il varco di frontiera di Rafah con l’Egitto, dove verranno curati: in principio a uscire dovevano essere 50 bambini, ma due sono morti prima di poter superare il varco e gli altri 11 erano in condizioni troppo critiche per essere trasportati. Il varco era di fatto chiuso già da ottobre del 2023, ma era stato ufficialmente chiuso a maggio del 2024, quando l’esercito israeliano aveva iniziato un’operazione di terra nella città di Rafah. È stato riaperto nell’ambito degli accordi sul cessate il fuoco fra Israele e Hamas, entrati in vigore il 19 gennaio 2025. La sua riapertura era condizionata al rilascio da parte di Hamas di tutte le donne israeliane tenute in ostaggio nella Striscia.
Il varco di frontiera di Rafah è estremamente importante perché rappresenta l’unica uscita dalla Striscia di Gaza verso un territorio che non è quello israeliano. La sua chiusura era stata molto criticata, perché aveva bloccato non solo l’uscita dalla Striscia, ma, per decisione di Israele, anche l’entrata dei carichi di aiuti umanitari: l’Egitto inoltre si rifiutava di accogliere i profughi palestinesi della Striscia.
Nel contesto della sua apertura, venerdì è anche ricominciata la missione dell’Unione Europea di controllo del varco, che impiega sia persone del posto sia personale di polizia dei vari stati membri dell’Unione, fra cui 9 carabinieri italiani, per svolgere compiti di sorveglianza e controllo sul confine, in collaborazione con l’Autorità nazionale palestinese (l’organo che governa un altro territorio palestinese, la Cisgiordania, ma è assente da Gaza).


