È stato condannato a 52 anni di carcere il responsabile degli omicidi di Southport, nel Regno Unito, che avevano provocato grosse rivolte contro l’immigrazione

Un tribunale inglese ha condannato a 52 anni di carcere Axel Rudakubana, il 18enne inglese che il 29 luglio del 2024 aveva ucciso con un coltello tre bambine a un evento di yoga e danza nella cittadina inglese di Southport. L’attacco aveva colpito molto l’opinione pubblica britannica, e aveva causato disordini, violenze e proteste contro l’immigrazione in tutto il Regno Unito. Oltre che per gli omicidi Rudakubana era anche accusato di dieci capi di tentato omicidio, per aver accoltellato altre otto bambine e due insegnanti; di possesso di sostanze pericolose (per aver prodotto della ricina, un veleno) e di possesso di materiale terroristico (aveva un manuale di addestramento di Al Qaeda).
Rudakabana è un cittadino britannico nato a Cardiff, in Galles, da genitori provenienti dal Ruanda. Nelle ore successive all’attacco su internet erano circolate informazioni false secondo cui l’autore sarebbe stato un richiedente asilo arrivato nel Regno Unito attraversando la Manica. Personaggi famosi e movimenti di estrema destra avevano amplificato le notizie false, che avevano causato grosse rivolte contro l’immigrazione: c’erano stati scontri con la polizia e atti di vandalismo, ed erano state arrestate più di 1.500 persone. Nei giorni scorsi si è saputo che Rudakubana era stato segnalato ripetutamente al sistema britannico di prevenzione del terrorismo in quanto soggetto potenzialmente pericoloso. Il governo ha annunciato un’inchiesta sull’attacco, che analizzerà anche perché le forze dell’ordine non sono riuscite a prevenirlo.
Il processo era iniziato lunedì, e Rudakubana si era inaspettatamente dichiarato colpevole. Rudakubana ha ricevuto quella che secondo le leggi inglesi si chiama life sentence (cioè “sentenza a vita”): chi vi viene condannato può chiedere la libertà condizionale dopo aver scontato un certo numero di anni in prigione (che nel caso di Rudakubana sono appunto 52). Dato che al momento degli omicidi era ancora minorenne infatti non può essere condannato direttamente all’ergastolo, ma è comunque molto difficile che la commissione che analizzerà la sua richiesta gli conceda la libertà condizionale: secondo il giudice che l’ha condannato «è altamente improbabile che sia mai rilasciato».
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