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  • Giovedì 10 ottobre 2024

L’Italia non prende ordini da Israele, dice il ministro della Difesa Guido Crosetto

Il ministro ha criticato duramente il modo in cui Israele ha attaccato le basi dell'ONU in Libano, in cui lavora anche un contingente italiano 

Il ministro della Difesa Guido Crosetto durante la conferenza stampa del 10 ottobre 2024 (ANSA)
Il ministro della Difesa Guido Crosetto durante la conferenza stampa del 10 ottobre 2024 (ANSA)

Giovedì sera, in una conferenza stampa, il ministro della Difesa italiano Guido Crosetto ha criticato in modo piuttosto netto e duro l’attacco compiuto da Israele, in Libano, contro alcune basi della missione UNIFIL, a cui partecipa anche un contingente italiano. L’UNIFIL fa parte delle Nazioni Unite, da cui fu istituita nel 1978 per garantire il rispetto del confine tra Israele e Libano e favorire la distensione dei rapporti tra i due paesi.

Crosetto ha definito l’attacco israeliano «totalmente inaccettabile», e ha aggiunto che «non esiste» la giustificazione per cui Israele avrebbe avvisato UNIFIL di un imminente attacco invitando i soldati all’evacuazione. «Ho detto all’ambasciatore di riferire al governo israeliano che le Nazioni Unite e l’Italia non possono prendere ordini da Israele», ha detto Crosetto.

Crosetto si riferiva al fatto che giovedì l’esercito israeliano ha attaccato la missione dopo aver chiesto alle truppe, nei giorni scorsi, di spostarsi per evitare di trovarsi nel mezzo di zone di combattimento attive. I soldati di UNIFIL si erano rifiutati di spostarsi, e hanno ricordato sia che il senso della missione è proprio mantenere una situazione il più possibile pacifica al confine, sia che entrambe le parti hanno «l’obbligo di rispettare la sicurezza e la protezione». Nonostante questo giovedì, dopo aver attaccato le basi, l’ambasciatore di Israele alle Nazioni Unite ha consigliato nuovamente alle truppe di spostarsi.

Nel corso della conferenza stampa Crosetto ha detto che le Nazioni Unite e l’Italia si trovano al confine tra Israele e Libano in attuazione di una risoluzione delle stesse Nazioni Unite. Ha aggiunto che l’unico modo per mettere in discussione la presenza della missione è proprio sottoponendo la questione alle Nazioni Unite, e «non sicuramente dando ordini a nazioni libere che sono lì per difendere il diritto internazionale di fare una cosa o di farne un’altra», ha detto.

Il portavoce della missione, Andrea Tenenti, ha detto ad ANSA che due delle tre basi colpite sono gestite da militari italiani, mentre la terza è il quartier generale della missione. Tra le persone ferite non ci sarebbe nessuna delle oltre mille che fanno parte del contingente italiano, il più numeroso dopo quello indonesiano.